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Tim, Labriola: “Trend migliorano, nel 2023 possibile rialzo target. La nuova Netco? La chiamerei Telecom Italia”

TIM

Tim sta “rispettando i propri obiettivi” per il 2022 e probabilmente, con il nuovo piano, migliorerà i target dei prossimi due anni. Lo ha detto l’amministratore delegato della società, Pietro Labriola parlando un incontro con oltre 1.000 manager del gruppo riuniti in presenza nelle sedi di Roma, Bologna, Milano e Napoli a cui ha partecipato anche il presidente di Tim, Salvatore Rossi.

Labriola: “Tim sana, rispetteremo i target”

“Se oltre a centrare i risultati del 2022 raggiungeremo anche quelli del 2023, allora sarà la prima volta in 12 anni che la nostra azienda rispetta anche quelle del secondo anno”, ha sottolineato Labriola, secondo cui Tim è “un’azienda industrialmente sana“, che sta lavorando “per risolvere definitivamente un problema che si chiama debito”.

I trend “operativi e finanziari” di Tim stanno migliorando, ha spiegato ancora l’amministratore delegato, sottolineando come sia necessario “credere alla nostra capacità di far succedere le cose”.

“Ci sono delle enormi opportunità che possiamo sfruttare”, ha aggiunto, rimarcando come il “churn”, ovvero il passaggio ad altri operatori telefonici, sia “vicino ai minimi storici” e come i ricavi per clienti stiano “iniziando a salire”. “Gli indicatori di performance stanno migliorando trimestre dopo trimestre – ha aggiunto – Non dobbiamo guardare a quello che si dice all’esterno, le uniche nostre parole sono i risultati”.

Labriola: “La nuova Netco potrebbe chiamarsi Telecom Italia”

“Mi piacerebbe poter chiamare la nostra Netco (ovvero la societa’ della rete, ndr) Telecom Italia”, detto Pietro Labriola ai manager del gruppo riuniti, invitandoli a “cambiare l’azienda”, focalizzandosi su alcuni comportamenti manageriali chiave, “come chiedersi quanto vale quello che facciamo, avere il coraggio di scegliere. avere chiaro il problema per risolverlo”.

Quanto al piano di delayering (separazione), ha concluso, sta andando avanti, ma, ha precisato, per tutto il 2023 “vi assicuro che Tim sarà ancora un’azienda unica e, insieme, dobbiamo remare tutti nella stessa direzione”, ha concluso Labriola. 

Rossi: “Orgogliosi di essere frontiera tecnologica”

Tim è un’azienda “alla frontiera della tecnologia e del progresso” e le persone che fanno parte del gruppo devono sentire “la responsabilità di ciò che fanno e l’orgoglio di questa responsabilità”,ha detto il presidente del gruppo, Salvatore Rossi.

“Il mio auspicio è che impariamo tutti a essere più responsabili e a sentire l’orgoglio di esserlo. In questo modo faremo sì che l’azienda possa smaltire l’eredità del passato, che faccia prevalere il nuovo sul vecchio”, ha aggiunto. “Prevedere il futuro è diventato proibitivo, meno per chi sta alla frontiera avanzata del cambiamento tecnologico, come Tim”, ha concluso Rossi.

Titolo Tim sotto pressione a Piazza Affari per il downgrade di Fitch

Dopo il rally della settimana scorsa, il titolo continua a restare sotto pressione a Piazza Affari e a metà pomeriggio cede il 2,88% a 0,226 euro per azione. 

Mentre gli investitori si interrogano sulle mosse del Governo, ieri sera è arrivato l’annuncio del declassamento di Fitch sul debito dell’azienda. La società di rating ha rivisto al ribasso il giudizio (a BB- da BB), confermando l’outlook negativo. 

Gli esperti di Fitch hanno puntato l’indice sulla mancanza di una decisa riduzione del debito nel 2022 da parte della compagnia, oltre che sull’impatto del deterioramento del contesto macroeconomico. Secondo gli esperti, inoltre, non aiuta l’incertezza sul futuro della rete. Fitch ha anche evidenziato la minore liquidità a disposizione dell’azienda di tlc per far fronte alle prossime scadenze sul debito di 3,4 miliardi nel 2023 e 4,5 miliardi nel 2024. Nel report l’agenzia di rating ha assunto che il fatturato domestico di Tim nel 2022 calerà del -5,7% e nel 2023 del 3%, prima di stabilizzarsi nel 2024. L’ebitda margin si attesterà quest’anno al 38,5%, l’anno venturo al 38,6% e al 2024 al 38,9%. Le maggiori efficienze sui cash cost e l’aumento dei prezzi per l’inflazione saranno compensati da maggiore concorrenza e pressioni inflattivi sui costi. Il rapporto tra debiti netti ed ebitda a fine anno dovrebbe essere di 4,3 volte. Fitch, inoltre, mette in conto che nel periodo 2022-2024 la società non distribuirà alcun dividendo nemmeno sulle risparmio.

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