X

Telefonia: la lunga strada per il consolidamento, tra joint venture e riduzione degli operatori

C’è un comparto che oggi più che mai in Europa sembra aver bisogno di cambiare le proprie regole e di mutare pelle per raggiungere una nuova razionalità: il settore della telefonia, che punta ad un consolidamento fondato sulla riduzione del numero dei protagonisti, che a oggi si aggira intorno ai centocinquanta (in ventisette paesi), specchio di una grande e dannosa frammentazione.

A contrastare questo processo intervengono soprattutto le authority e un quadro regolatorio decisamente complesso. Nonostante tutto qualcosa, negli ultimi tempi, ha iniziato a muoversi, con la ricerca di intese commerciali che ha portato all’autorizzazione di alcune joint venture e all’avanzamento del network sharing, la condivisione delle reti.

Rimane però lontana, all’orizzonte, la possibilità di accordi transnazionali o di fusioni tra operatori ex monopolisti, che navigano tutti in pessime acque, appesantiti da debiti enormi, tra cui spicca quello, da trenta miliardi, di Telecom Italia.

Un aspetto positivo, in un settore che sembra procedere a vista, c’è, ed è la continua espansione delle tecnologie della comunicazione, e la loro progressiva e crescente massificazione, indifferente alla crisi. Per sfruttare al meglio le potenzialità di questa crescita, però, ci sarebbe bisogno di pesanti investimenti in infrastrutture a banda larga, investimenti quantificabili in circa 300 miliardi di euro e che, forse, i protagonisti della telefonia europea, a causa di regolamenti contorti e prezzi troppo alti, non saranno in grado di sostenere.

Related Post
Categories: Finanza e Mercati