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Tasi 2015 a Milano: scadenze, aliquote e detrazioni

La Tasi 2015 nel Comune di Milano si calcola facendo riferimento alla delibera del 23 giugno 2014. Perciò, se il patrimonio immobiliare non è cambiato negli ultimi mesi, per sapere quanto bisogna pagare di acconto è sufficiente recuperare la cifra sborsata complessivamente per la Tasi 2014 e dividerla per due. Rispetto all’anno scorso, infatti, l’amministrazione non ha modificato né le aliquote né le detrazioni.

Eventuali cambiamenti dovranno essere comunicati entro il prossimo 28 ottobre (scadenza per la pubblicazione sul sito del Tesoro delle delibere comunali relative al 2015) e incideranno soltanto sul saldo, che si pagherà a conguaglio entro il 16 dicembre. In ogni caso, nel capoluogo lombardo le aliquote Imu e Tasi sono già state spinte al livello massimo, per cui è improbabile che vengano modificate. L’unica novità importante di cui i contribuenti milanesi devono tener conto fin da ora riguarda il calendario dei pagamenti. 

1. SCADENZE

L’anno scorso la prima rata della Tasi doveva essere versata entro il 16 ottobre, mentre quest’anno l’ultimo giorno utile per pagare l’acconto è il 16 giugno. Per la seconda e ultima rata, come detto, la scadenza è il 16 dicembre. 

2. ALIQUOTE

Il sistema varato dal Comune di Milano prevede tre aliquote:

– il 2,5 per mille su abitazioni principali e relative pertinenze, esclusi gli immobili di lusso classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, poiché solo in questi tre casi sull’abitazione principale si paga anche l’Imu. Ai fini Tasi, inoltre, sono assimilati alle abitazioni principali i seguenti tipi di unità immobiliari: la casa coniugale e le relative pertinenze a seguito dell’assegnazione da parte del giudice; la casa (non locata) posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di lungodegenza; immobili concessi in comodato a figli o genitori come abitazione principale, purché che il nucleo familiare del beneficiario abbia un Isee non superiore a 15mila euro annui; unico immobile (non affittato) di proprietà di militari o personale delle forze di polizia.

– Lo 0,8 per mille sulle abitazioni principali di lusso (con relative pertinenze) classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e su tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale, esclusi i fabbricati rurali ad uso strumentale.

– l’1 per mille sui fabbricati rurali ad uso strumentale.

3. DETRAZIONI

Il capitolo detrazioni è quello che può creare più confusione sulla Tasi a Milano, perché prevede una pioggia di scaglioni ravvicinati con agevolazioni calanti all’aumentare della rendita catastale. Ecco lo schema:  

– detrazione di 115 euro per le rendite catastali fino a 300 euro;
– detrazione di 112 euro per le rendite catastali da 301 a 350,99 euro;
– detrazione di 99 euro per le rendite catastali da 351 a 400,99 euro; 
– detrazione di 87 euro per le rendite catastali da 401 a 450,99 euro; 
– detrazione di 74 euro per le rendite catastali da 451 a 500,99 euro;
– detrazione di 61 euro per le rendite catastali da 501 a 550,99 euro;
– detrazione di 49 euro per le rendite catastali da 551 a 600,99 euro;
– detrazione di 24 euro per le rendite catastali da 601 a 700,00 euro.

Esclusi i primi due scaglioni, tutte le altre detrazioni sono valide solo “a condizione che il reddito complessivo del soggetto passivo, come determinato ai fini Irpef e al netto degli oneri deducibili – scrive il Comune di Milano –, non sia superiore a 21mila euro”. 

Alla detrazione di base legata alla rendita catastale si può aggiungere un ulteriore sconto di 20 euro per ciascun figlio di età non superiore ai 26 anni, purché abbia la residenza anagrafica e viva abitualmente nell’abitazione principale. Questo bonus supplementare non può superare però i 60 euro.

Non è prevista invece alcuna detrazione per le abitazioni principali di lusso (categorie catastali A1, A8 e A9) né per tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale. Sono esclusi anche quelli concessi in comodato a figli o genitori, “non essendo tale fattispecie richiamata dall’art. 5 del Regolamento Tasi”, precisa ancora il Comune.

4. AFFITTI

Quanto agli affitti, il Comune di Milano ha stabilito che il padrone di casa debba pagare il 90% della Tasi e che il restante 10% sia a carico dell’inquilino. Occorre poi ricordare alcune regole generali, valide in tutta Italia: i versamenti dovranno essere effettuati separatamente e in caso di mancato pagamento sarà l’amministrazione comunale a dover recuperare le somme dovute. Gli affittuari, inoltre, non devono pagare la loro quota di Tasi se l’importo dovuto è inferiore a 16 euro oppure se il contratto ha una durata inferiore ai sei mesi nel corso dello stesso anno solare.

5. ESEMPIO DI CALCOLO

Per il calcolo si parte dalla base imponibile, che è la stessa dell’Imu e si ottiene in due passaggi: prima si rivaluta del 5% la rendita catastale dell’immobile (ad esempio 1.000 + [1.000 x 0,05] = 1.050), poi si moltiplica il risultato per il relativo coefficiente, che nel caso di abitazioni principali e relative pertinenze è 160 (quindi 1.050 x 160 = 168.000). 

La base imponibile così ottenuta va moltiplicata per l’aliquota (nel caso del 2,5 per mille, il calcolo è 168.000 x 0,0025 = 420). A questo punto basta sottrarre l’eventuale detrazione e il risultato finale corrisponde agli euro da versare.

Il Comune di Milano, infine, mette a disposizione un calcolatore online per l’Imu e la Tasi 2015

Leggi anche “Imu 2015 e Tasi 2015: guida in 7 punti” 
                  “Tasi 2015 a Roma: scadenze, aliquote e detrazioni


Allegati: La delibera del Comune di Milano

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