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Super-euro a 1,10 sul dollaro. Atlantia ancora su

Borse europee poco mosse a metà mattina. A Piazza Affari l’indice FtseMib è poco sopra la parità, la Borsa di Parigi scende dello 0,3%, Francoforte +0,1%. Sale Madrid (+0,14%), maglia rosa tra i listini europei nel 2017. Londra +0,45%, ai massimi grazie a Vodafone, che sale di oltre il 3,5% a seguito di utili annui oltre le attese che hanno compensato le svalutazioni di Vodafone India provocate dalla forte concorrenza. Le perdite della controllata indiana hanno pesato anche sul debito netto, in crescita a 31,2 miliardi rispetto ai 28,8 miliardi dell’anno scorso.

L’azionario europeo è tendenzialmente debole a metà seduta per alcune trimestrali poco soddisfacenti nel comparto bancario: la spagnola Banco Popular cede più del 4%, mentre Ubs lascia sul terreno il 2%, estendendo le perdite già registrate ieri.

Nessuna sorpresa la lettura preliminare del Pil italiano nel primo trimestre. Secondo i dati definitivi di Istat, nel quarto trimestre del 2016 il Pil era cresciuto in termini congiunturali dello 0,2%, su base annua dell’1,0%. “Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta”, fa notare l’Istituto di statistica. “L’economia italiana è ancora in difficoltà e la luce della ripresa su basi solide e ampie è sempre distante” è il commento di Andrea Goldstein di Nomisma.

Prosegue il recupero del petrolio grazie alla novità del nuovo accordo Russia-Arabia Saudita per contingentare la produzione. Il Brent è scambiato a 52,2 dollari al barile, in rialzo dello 0,7%. Adesso bisognerà vedere se all’accordo aderiranno anche gli altri Paesi Opec. Avanzano i petroliferi: Eni +0,3%, Saipem +0,7%.

Si apprezza leggermente il Btp decennale, con il rendimento che scende a 2,24% da 2,26%. Lo spread si riduce a 181 punti base (-2). 

Si rafforza l’euro verso il dollaro. La moneta unica è arrivata a toccare 1,1050 dollari, massimo dal 9 novembre scorso, all’indomani della vittoria di Donald Trump alle elezioni per la presidenza Usa. A metà mattina l’euro vale 1,1047 dollari, contro 1,0979 ieri sera. 

Prevalgono i cali fra i titoli industriali: Leonardo -1% mentre è in corso l’assemblea. L’ad uscente Mauro Moretti ha detto che “sono possibili altri contratti del genere di quello concluso con il Kuwait”. Prysmian -1,1%.

In ribasso anche Fiat Chrysler (-0,1%). Le immatricolazioni di auto in Europa hanno registrato un calo del 6,8% ad aprile, mese penalizzato da alcuni giorni lavorativi in meno legati alla Pasqua. Nei primi quattro mesi si è invece registrato un rialzo del 4,7%. Il gruppo Fca (-0,5%) ha fatto meglio del mercato grazie al balzo del marchio Alfa Romeo. Nel primo quadrimestre Fca ha registrato 392.400 vetture, incrementando le vendite del 10,8%, in un mercato cresciuto del 4,5%.

A Piazza Affari prosegue il rialzo di Atlantia (+1,3%) dopo il lancio dell’Opas da 16 miliardi di euro sulla spagnola Abertis. Standard and Poor’s ha rivisto l’outlook di Atlantia a negativo confermando i rating. Secondo quanto si legge in una nota, la decisione riflette l’aspettativa che i parametri di credito si deterioreranno a seguito dell’offerta.

Astaldi sale dell’1%, a 5,63 euro. Il gruppo si è aggiudicato in Polonia i lavori di ammodernamento di una tratta della Linea ferroviaria N-7 Varsavia Wschodnia Osobowa-Dorohusk. Il valore delle opere da realizzare è pari a 171 milioni di euro.

Italgas scende dello 0,87%. La società sta preparando un’offerta non vincolante per rilevare le attività italiane che Gas Natural Fenosa intende cedere. Per metà giugno sono attese le proposte non vincolanti con l’obiettivo di chiudere l’operazione entro fine estate. Oltre a Italgas, anche A2A (-0,07%) sta valutando una proposta.

Tra le banche sale Intesa (+0,4%). La controllata Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking ha chiuso il primo trimestre con un utile netto consolidato di 223 milioni (+5%) e masse amministrate per 202,9 miliardi (+2%). La raccolta netta dei tre mesi è stata di 2,3 miliardi con una crescita del 24% sullo stesso periodo dell’anno prima.

Unicredit invariata, scende Banco Bpm (-0,4%), avanzano Bper (+0,7%) e Ubi (+0,4%). Positiva Generali (+1%). Independent Research ha alzato il target price a 15,5 da 15 euro confermando il rating “hold”.

Fuori dal listino principale, tra gli editoriali Il Sole 24 Ore sale dell’8%, Rcs +2,6%. Arretra Trevi (-2%).

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