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Sondaggio Swg: lista Monti al 15,4%, calano i partiti maggiori

A una settimana dall’ultimo Osservatorio politico, Swg pubblica dei nuovi sondaggi, tenendo in considerazione, stavolta, la vera variabile di quest’elezioni politiche, l’eventuale “discesa in campo”, tanto per citare un’espressione brutta e abusata, dell’attuale premier Mario Monti.

La fiducia in Monti, nonostante nella scorsa rilevazione il 60% degli intervistati si fosse dichiarato contrario alla sua candidatura, è risalita negli ultimi giorni dal 35% al 38%. L’ingresso del premier cambierebbe molto gli equilibri delle forze in gioco, riportando in vita un centro moribondo ed erodendo consensi a tutte le principali liste in lizza per il voto. Una lista unica guidata dal primo ministro, e che contasse al suo interno le formazioni centriste di Pierferdinando Casini, Luca Cordero di Montezemolo e Gianfranco Fini, si attesterebbe, nelle intenzioni di voto, al 15,4%.

A certificare l’impatto del premier è un semplice dato: le stesse formazioni, senza la lista Monti, starebbero al 9,4%. In particolare calerebbe di mezzo punto percentuale l’Udc (da 5,4% a 4,9%), così come Fli, che continuerebbe il suo percorso di caduta passando all’1,7%. Discreto balzo in avanti, invece, per Verso la terza Repubblica, dall’1,7% al 2,8%.

Oltre alla valutazione dell’impatto di Monti sulla partita elettorale, la novità più importante è il calo dei tre maggiori partiti italiani. Il Pd, infatti, smorzato l’effetto Primarie, perde un punto percentuale nel giro di una settimana, passando dal 31,1% al 30,1%. Cala anche il Movimento 5 Stelle, dal 19% al 18,5%. Per i grillini si tratta del terzo calo settimanale consecutivo, una lenta, ma costante erosione che, forse, oltre ai problemi interni al movimento, potrebbe testimoniare il progressivo arretramento del fascino di una proposta antipolitica con l’avvicinarsi delle elezioni.

Ma se Atene piange, Sparta di certo non ride, perchè il Pdl non solo non riparte, ma arretra. Nonostante il presenzialismo sfrenato di Berlusconi in televisione, in una ricerca di consensi che assomiglia a un questua, il Popolo della Libertà cala dal 16,5% al 15,8%.

Aspettando Monti, o forse Godot, e la sua conferenza stampa di domenica, a crescere è più che altro il “partito del non voto” che, tra indecisi e astenuti, sale al 40%, guadagnando, si fa per dire, 5 punti percentuali.

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Categories: Politica