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Sindacati al Governo: “I gilets gialli sì e noi no?”

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I gilets gialli sì e noi no? E’ questo uno degli slogan usato dalle migliaia di manifestanti (200.000 secondo i presenti) che hanno protestato in piazza sabato a Roma, guidati dalle principali sigle sindacali ma anche da alcuni gruppi di imprenditori. Nel mirino sono finite le politiche dell’attuale Governo, in particolare la riforma delle pensioni che, secondo gli organizzatori delle proteste, non è di lungo periodo. I manifestanti hanno criticato inoltre l’introduzione del reddito di cittadinanza per poveri e disoccupati, in quanto secondo in sindacati ostacola la lotta alla povertà e alla disoccupazione.

“Se nel governo hanno almeno un minimo di razionalità, dovrebbero ascoltare questa piazza. Il nostro obiettivo è quello di unire i sindacati in Europa in nome di una società basata sull’uomo e sul lavoro. Se hanno un briciolo di intelligenza ascoltino questa piazza e aprano il confronto. Noi siamo il cambiamento. Dicono che assumeranno 6mila navigator con un contratto a termine per collocare altri precari. È un capolavoro di intelligenza”, ha detto ironicamente il neo segretario della Cgil Maurizio Landini, alla sua prima uscita ufficiale.

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“A piazza San Giovanni alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil c’è l’Italia reale, lavoratori in carne ed ossa, persone che hanno fatto crescere e mandano avanti concretamente questo paese passo dopo passo”, ha detto invece la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. “Niente a che vedere con gli slogan lanciati con i tweet e le dirette Facebook”. “Il governo non può essere autoreferenziale perché l’economia sta andando male e un governo del cambiamento non può cambiare il paese in peggio. Si confronti con i sindacati, noi siamo pronti a fare la nostra parte”, ha aggiunto il segretario Uil Carmelo Barbagallo.

Per la prima volta ha poartecipazione a una manifestazione sindacale anche una delgazione di industriali dell’Emilia-Romagna per protestare contro il blocco delle trivelle nell’Adriatico che rischia di far saltare imprese e posti di lavoro.

In piazza anche i candidati alla segretaria Pd Maurizio Martina e Nicola Zingaretti: “Tutti stanno dicendo al governo di cambiare strada, e oggi in piazza con i sindacati ci sono anche gli industriali”, ha detto Martina. “A Di Maio, che ha incontrato i gilet gialli ma non è andato al tavolo Pernigotti, diciamo: meno chiacchiere, meno propaganda e più attenzione al paese reale. Sono imprigionati in una bolla mediatica e comunicativa che li distanze dal paese”.

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Il corteo si è snodato per diversi chilometri da Piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. I manifestanti portavano striscioni e cartelli con slogan quali “Futuro al Lavoro”, “Non siamo il vostro bancomat” e “Giù le mani dalle pensioni”, “Più Stato sociale, meno social”. Per portare i manifestanti a Roma ci sono voluti 10 treni, 1.300 autobus e 2 navi.

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Categories: Lavoro