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Scattano i dazi Usa-Cina ma l’Asia risale, pace in vista sull’auto

Photo by Nick Karvounis on Unsplash

Donald Trump ha schiacciato il bottone rosso. Gli Usa hanno imposto da mezzanotte, ora di Washington, dazi per 34 miliardi di dollari su 818 prodotti di importazione da Pechino. Lo stesso presidente, parlando in Montana, ha minacciato nuove sanzioni se la Cina reagirà fino a colpire con tariffe del 25% tutti i commerci con il partner asiatico, pari a 500 miliardi di dollari annui. È probabile che già oggi la Cina risponderà con misure altrettanto dure contro, parole del China Daily, “quella banda di teppisti che sta danneggiando il resto del mondo, a partire dalla Cina”. Ieri, con una corsa forsennata, le ultime navi cariche di soia Usa hanno scaricato la merce nei porti cinesi, prima di incorrere nelle rappresaglie in vigore da oggi.

TRUMP MINACCIA NUOVI DAZI. PECHINO: È UN TEPPISTA

Prende così il via il circolo vizioso paventato anche dalla Federal Reserve. Come emerge dalla lettura dei verbali della banca centrale nell’ultima riunione i banchieri hanno sottolineato come le incertezze sulla politica commerciale potrebbero nuocere ad un’economia peraltro solida. “Diverse aziende – si legge nelle minute – hanno espresso preoccupazione per i possibili effetti negativi dei dazi e di altre restrizioni ai commerci”.

“Sia negli Stati Uniti che all’estero – scrive Jerome Powell – alcuni investimenti sono stati ritardati o diminuiti a causa dell’incertezza”. Ma nell’amministrazione Usa sembra prevalere l’opinione dei falchi. Almeno nei confronti di Pechino perché, per ora, si profila una schiarita con L’Europa, almeno sull’auto. I mercati provano ad assorbire la notizia, scontata ma comunque indigesta.

SALE LA BORSA DI TOKYO, TIENE SHANGHAI

Le Borse cinesi hanno chiuso la sessione mattutina con un ribasso dello ,3%. Ma nel pomeriggio, una volta confermati i possibili accordi sull’auto, si è rivisto il rialzo.

Avanza la Borsa giapponese: Toyota e Honda guadagnano un punto e mezzo trascinando il Nikkei (+1,1%) al rialzo. Recupera anche il Kospi coreano, grazie al balzo in avanti di Hyundai (+2,9%).

SALGONO LE SCORTE, RALLENTA IL PETROLIO

Rallenta il petrolio: Brent -0,1% a 77,20 dollari, Wti a 72,85. Crescono a sorpresa le scorte di greggio Usa. Lo stock è aumentato di 1,25 milioni di barili, rispetto al calo di circa 5,2 milioni atteso dagli analisti e a quello di 4,5, milioni del dato Api.

Ma la tensione resta alta: la marina Usa ha fatto sapere che non permetterà all’Iran di chiudere gli stretti di Hormuz in risposta all’embargo sul greggio.

A Milano Eni (+0,4%) ha comunicato che la joint venture Mellitah Oil & Gas ha iniziato la produzione del primo pozzo dell’impianto offshore Bahr Essalam in Libia.

MINUTE FED E DATI INSPM LANCIANO WALL STREET

Ieri sera WallStreet ha chiuso la giornata in buon rialzo con i tre indici principali: Dow Jones +0,8%, S&P500 +0,9%. Nasdaq100 +1,1%.

Gli acquisti sono stati giustificati dalle ottime indicazioni arrivate dall’indice Ism non manifatturiero salito a 59,1 punti, meglio dei 58,3 attesi.

ARIA DIA CCORDO: VOLA L’AUTO

A squarciare la cortina delle cattive notizie sul fronte dei commerci è arrivata la notizia di un possibile accordo per scongiurare l’aumento dei dazi Usa sulle auto europee. Secondo Handelsblatt, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Germania Richard Grenell ha detto, nel corso di un incontro con i produttori di automobili tedeschi, che gli è stato chiesto da Washington di raggiungere una soluzione tra Berlino e Bruxelles sulle tariffe delle auto. La cancelliera Angela Merkel si è subito detta favorevole ad abbassare i dazi europei sulle importazioni di auto, ma il taglio non dovrebbe riguardare soltanto gli Stati Uniti, ma anche altri paesi; diversamente, sottolinea, il piano non sarebbe conforme alle regole del Wto.

L’annuncio ha messo le ali ai titoli del settore. A Francoforte hanno spiccato il volo i titoli dei Big protagonisti del meeting con l’ambasciatore Usa: Bmw +3,6%, Daimler+3,9% e Volkswagen +4,2%. Lo Stoxx europeo avanza del 3,4%.

FIAT CHRYSLER IN POLE POSITION

Ancor meglio a Piazza Affari Fiat Chrysler: +5,8% a 17,15 euro anche grazie al “buy” di Jefferies, con prezzo obiettivo che passa a 20 da 21 euro. Forti anche Exor (+1,95%) e Ferrari (+1,5%), in compagnia di Pirelli e Brembo in rialzo rispettivamente dell’1,6% e 0,9% circa.

La sola notizia di trattative concrete con la partecipazione dei grandi produttori di auto tedeschi ha rianimato l’euro e le borse europee. Un accordo con l’America, che richiederà comunque ancora del tempo, sarebbe un grande tonico per i ciclici europei e potrebbe regalare, secondo Alessandro Fugnoli, un recupero del 5 per cento alle borse. Stamane sono positivi i future sulle borse europee in guadagno di mezzo punto prima dell’apertura della seduta odierna.

A scacciare i fantasmi della crisi ha contribuito l’aumento in Germania degli ordini al settore manifatturiero cresciuti del 2,6% su base mensile.

PIAZZA AFFARI A RIDOSSO DI QUOTA 22 MILA

L’intonazione positiva della Borsa di Francoforte (+1,4% in mattinata) ha innescato una serie di rialzi in tutta Europa. Nel pomeriggio la spinta si è parzialmente esaurita (indice Dax +1.19% in chiusura) dopo il taglio delle stime Fmi sull’ economia tedesca: il Pil salirà del 2,2% dal +2,5 indicato ad aprile.

Milano ha chiuso in rialzo dell’1,05% a 21.914 punti dopo aver temporaneamente varcato nel corso della seduta la barriera dei 22 mila punti (massimo a 22.040).

Anche Madrid (+1,11%) ha allungato il passo. In terreno positivo, seppur in misura minore, Parigi (+0,84%) e Londra (+0,4%).

RISALE LO SPREAD, BTP 10 AL 2,73%

Seduta in lettera invece per il mercato del debito. Lo spread sul decennale ha chiuso a quota 243 dopo aver toccato un massimo a 246. Il rendimento del Btp 10 anni è salito al 2,73%

La prospettiva di uno scontro sui dazi tra Cina e Usa ha favorito la fuga dagli asset giudicati più rischiosi: il future sul decennale tedesco si è così portato in chiusura a quota 162,70 mentre non hanno entusiasmato i risultati dell’asta francese ma soprattutto di quella spagnola.

Secco monito in arrivo ieri dal presidente della Bundesbank Jens Weidmann alle richieste di maggior flessibilità dei conti (vedi Italia): “Considerato quanto elevato è già il debito pubblico a livello di zona euro, dare ai paesi nuove possibilità di finanziarsi è proprio quel che non dovremmo fare”.

SCATTO DI GENERALI, POSITIVE LE BANCHE

In evidenza sul listino italiano Generali +2,1% che ha avviato la cessione dell’89,9% di Generali Leben in Germania, società valutata fino a un miliardo di euro, con incasso complessivo previsto fino a circa 1,9 miliardi. Bene anche Banca Generali (+1,55% a 22,3 euro) dopo che gli analisti di una primaria casa d’affari italiana hanno abbassato il target price da 30,5 a 27 euro, livello comunque superiore agli attuali prezzi di Borsa. La raccomandazione viene confermata a “outperform”.

I bancari hanno beneficiato della richiesta dell’Italia alla Ue per ottenere la proroga delle Gacs di sei mesi, per favorire le cessioni di Npl già avviate da diversi istituti nel secondo semestre del 2018.

Nel pomeriggio il settore ha però ridimensionato i guadagni: Unicredit +0,4%. Il titolo più gettonato è stato Banco Bpm (+2%). Mediobanca (+1,2%) ha avviato il collocamento di un’obbligazione garantita in euro con scadenza sei anni.

BENE MEDIASET, PROVE DI ACCORDO TIM -OPEN FIBER

Il momento per una fusione tra Mediaset (+0,65%) e Telecom Italia (+0,31%) è “definitivamente passato”, ha detto ieri il vicepresidente e Ceo di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, in occasione della presentazione dei palinsesti a del gruppo tv. Berlusconi non ha poi escluso un ritorno al dividendo a valere sui conti 2018 aggiungendo che la raccolta pubblicitaria nel primo semestre è cresciuta del 2%.

Da segnalare nel gruppo Fininvest la performance di Mondadori (+3,0%). L’ad Ernesto Mauri ha detto che il secondo trimestre è molto positivo in termini di redditività.

Vanno avanti invece le ipotesi di alleanza sul fronte della rete di accesso tra Tim e Open Fiber: secondo alcune indiscrezioni il veicolo dell’operazione sarà Flash Fiber.

Note positive in arrivo da Stm (+3%), rimbalzata dopo il tonfo della vigilia.

SOFFRE ANCORA IL LUSSO

Al contrario è proseguita la fase di ribasso del lusso: Moncler-1,6%. Ferragamo ha lasciato invece sul terreno il 2,11%, a 19,93 euro, dopo che JP Morgan ha abbassato il prezzo obiettivo del titolo a 19 da 20 euro, confermando la raccomandazione neutral. Gli analisti hanno aggiornato le proprie stime e di conseguenza il target price in vista dei risultati del secondo trimestre 2018 che saranno pubblicati il 31 luglio.

JUVE SOPRA 800 MILIONI DI VALORE GRAZIE A CRISTIANO

Sotto i riflettori anche in Piazza Affari la Juventus (+11,2%) su volumi boom (oltre 39 milioni di titoli pasi al 3,94% del capitale) . Il club accelera in attesa del possibile arrivo di Cristiano Ronaldo. Nelle ultime tre sedute il titolo è salito del 22%, la capitalizzazione è passata da 665 milioni a 816 milioni, quindi 150 milioni circa in più: l’acquisto di Cr7 è già stato finanziato.

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