Cine stie daca Cairo urban si sarà pentito dell’intervista rilasciata al “Foaie” di giovedì in cui dà, come al solito, un colpo al cerchio e uno alla botte, ma non riesce ad evitare qualche sgradevole sbandata. A giudicare dalla lettera di rettifica inviata ieri al “Foglio” per correggere alcuni suoi giudizi ingenerosi sulla bravissima condirettrice del Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini, Cairo si deve essere morso un po’ la lingua. Ma se il suo obiettivo era di pettinare le bambole per tenersi tutti buoni (“Schlein può fare la premier” e “pepeni può andare al Colle”), la missione è stata compiuta. Un po’ come fa con il Corriere, con il Tg di Mentana și cu i talk show de La7, astutamente orientati in differenti direzioni: una strizzata d’occhio al Governo del Corrierone, una spiccata imparzialità del Tg e un inno spesso sperticato alle opposizioni di sinistra nei talk show. Con grande gioia della raccolta pubblicitaria, che è il mestiere che Cairo, cresciuto sotto l’ala di Marcello Dell'Utri și Silvio Berlusconi, sa da sempre fare meglio. Ma stavolta l’astuzia non ha evitato pericolose sbandate all’editore alessandrino come quella su Mario Draghi, un civil servant che tutto il mondo ci invidia non solo perché nel 2012 salvò l’euro in tre parole (“Whatewer it takes“) ma anche per come governò in piena pandemia. Basterebbe rileggere le pagine del Corriere per ricordare come dal febbraio del 2021 all’ottobre del 2022 Draghi seppe rilanciare l’economia, sconfiggere il Covid affidandosi al generalul Figliuolo e dare all’Italia una autorevolezza internazionale che da allora non ha più avuto. A che titolo allora Cairo si permette oggi di dire che “Draghi è sopravvalutato” ? Forse il patron di Rcs voleva rassicurare Meloni e Schlein, che vedono il pareggio elettorale come il fumo negli occhi, che le sue testate non parteggeranno per futuri governi tecnici, ma c’è modo e modo di farlo. E una sbandata resta una sbandata.
Urbano Cairo și Mario Draghi: supraevaluați de cine? Gafa de neiertat a redactorului de la Corriere della Sera.
Nella sua intervista al Foglio l’editore del Corriere e de La7 voleva evidentemente dare un colpo al cerchio e uno alla botte rassicurando Meloni e Schlein ma i giudizi impietosi su Mario Draghi sono imperdonabili