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General Motors își vinde gigafabrica către Samsung SDI, în timp ce Stellantis ia în considerare o ieșire. Între timp, Exor achiziționează o participație la Philips.

GM cede a Samsung Sdi il 49,99% della gigafactory in Indiana, Stellantis valuta una mossa simile. Intanto Exor può salire al 22% di Philips

General Motors își vinde gigafabrica către Samsung SDI, în timp ce Stellantis ia în considerare o ieșire. Între timp, Exor achiziționează o participație la Philips.

La frenata dell’auto elettrica negli Stati Uniti ridisegna le alleanze industriali costruite negli anni della grande corsa alle batterie. General Motors a decis să cedere a Samsung Sdi il proprio 49,99% nella joint venture nata per realizzare la gigafactory da 3,5 miliardi di dollari di New Carlisle, in Indiana, lasciando al gruppo sudcoreano il pieno controllo del progetto. Una scelta che potrebbe presto trovare un’eco anche in casa Stellantis, alle prese con una revisione delle proprie partnership nordamericane nel settore.

Mentre il gruppo automobilistico guidato da Antonio Filosa valuta il futuro della joint venture con Samsung Sdi, nella galassia che fa capo alla famiglia Agnelli-Elkann arriva un’altra operazione, questa volta di segno opposto. Exor rafforza infatti il proprio legame con Philips, ottenendo la possibilità di până la 22% din capital del gruppo olandese delle tecnologie sanitarie. Una mossa che conferma il peso crescente dell’investimento voluto da John Elkann fuori dal tradizionale perimetro automobilistico.

Samsung prende il controllo della fabbrica da 3,5 miliardi di GM

Samsung Sdi acquisirà l’intera partecipazione detenuta da General Motors in Sdi-GM Synergy Cells Holdings, portando così la propria quota al 100%. Nell’operazione rientra anche il terreno di circa 680 acri sul quale è in costruzione lo stabilimento dell’Indiana.

Il proiect era nato con l’obiettivo di raggiungere una capacità produttiva iniziale di 27 GWh l’anno, con l’avvio della produzione di massa previsto nel 2027. Nel frattempo, però, lo scenario è cambiato. La domanda americana di veicoli elettrici è cresciuta a un ritmo inferiore rispetto alle previsioni formulate quando GM e Samsung Sdi avevano annunciato la joint venture nel 2024, costringendo i gruppi a rivedere tempi e dimensioni degli investimenti.

Samsung Sdi ha spiegato che “il cambiamento dell’assetto proprietario è stato deciso tenendo conto dei mutamenti del mercato avvenuti da quando è stata annunciata la joint venture, compresa la crescita della domanda di veicoli elettrici più lenta del previsto”. I due gruppi continueranno comunque a collaborare in altre forme e hanno raggiunto un accordo per lo sviluppo di batterie prismatiche di nuova generazione destinate a possibili futuri modelli elettrici di GM. Per il produttore coreano, il pieno controllo dello stabilimento offre inoltre una maggiore libertà industriale. La fabbrica potrà infatti essere utilizzata non soltanto per le batterie destinate alle automobili, ma anche per i sistemi di accumulo energetico, un mercato sostenuto dalla crescita delle rinnovabili, delle reti elettriche e dei data center.

Stellantis valuta la stessa strada negli Stati Uniti

Il ripensamento delle joint venture sulle batterie non riguarda soltanto General Motors. Anche Stellantis sta rivedendo gli accordi costruiti durante la fase di forte espansione degli investimenti nell’elettrico e avrebbe avviato discussioni con Samsung Sdi sul futuro di StarPlus Energy, la società comune che gestisce gli impianti di Kokomo, sempre in Indiana. Tra gli scenari presi in considerazione ci sarebbe anche una possibile uscita di Stellantis dalla partnership. Le trattative risultano ancora in corso e, al momento, non è stata formalizzata alcuna separazione. Si tratta dunque di una possibilità allo studio e non di un’operazione già definita.

Il precedente, però, esiste. A febbraio Stellantis ha ceduto per appena 100 dollari a LG Energy Solution la propria partecipazione del 49% in NextStar Energy, joint venture proprietaria della gigafactory di Windsor, in Canada, dove sono stati investiti oltre 5 miliardi di dollari canadesi. LG ha assunto il controllo completo dell’impianto, mantenendo comunque la fornitura di batterie al gruppo automobilistico e puntando a destinare una quota crescente della produzione anche ai sistemi di accumulo.

Il filo comune è la ricerca di mai multă flexibilitate davanti a un mercato dell’auto elettrica meno dinamico rispetto alle aspettative degli anni scorsi. La capacità produttiva costruita durante il boom degli investimenti viene così ridimensionata o indirizzata verso utilizzi alternativi.

Exor, Elkann rafforza la scommessa su Philips

Mentre Stellantis valuta come riorganizzare uno dei tasselli della propria strategia industriale americana, Exor, principale azionista del gruppo automobilistico e holding guidata da John Elkann, rafforza invece la propria posizione in Philips. La holding della famiglia Agnelli-Elkann e il gruppo olandese hanno aggiornato l’accordo di collaborazione di lungo periodo già esistente. Exor, che oggi detiene circa il 19% di Philips, potrà aumentare la propria partecipazione fino al 22% del capitale sociale e dei diritti di voto, superando il precedente tetto del 20%. Un incremento ulteriore resterà possibile, ma sarà subordinato all’approvazione del Consiglio di Sorveglianza della società olandese.

Non cambiano invece gli equilibri di governance. Exor continuerà ad avere il diritto di nominare un componente del Consiglio di Sorveglianza. “L’impegno a lungo termine di Exor sottolinea la sua fiducia in Philips e nella sua strategia”, ha dichiarato Feike Sijbesma, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Royal Philips. Anche l’amministratore delegato Roy Jakobs ha sottolineato come il nuovo accordo rappresenti un sostegno al piano 2026-2028 e al suo potenziale di creazione di valore.

Philips sempre più centrale nella strategia di Exor

Per Exor, Philips è diventata in pochi anni una delle partecipazioni simbolo della diversificazione oltre l’automotive. La holding era entrata nel capitale del gruppo nell’agosto 2023 con una quota del 15%, prevedendo già allora la possibilità di salire progressivamente fino al 20%. Ora quella soglia viene ulteriormente ampliata. “Sosteniamo la strategia a lungo termine di Philips, definita da innovazione, creazione di valore e un’esecuzione rigorosa”, ha dichiarato John Elkann. “L’accordo aggiornato riflette il nostro continuo impegno nei confronti di Philips in qualità di suo maggiore azionista”.

La società olandese occupa del resto un posto preciso nella strategia più recente di Exor. Presentando i risultati del 2025, Elkann aveva parlato esplicitamente di un “modello Philips” per descrivere il tipo di investimento di grandi dimensioni che la holding intende privilegiare.

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