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Rivoluzione Fintech: al centro c’è la tecnologia DLT con un ruolo di spicco della Banca d’Italia nella UE e non solo

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E’ sempre entusiasmante entrare nella realtà che la rivoluzione Fintech ha creato, generando una trasformazione globale della finanza tradizionale ed uno spostamento dell’attenzione verso le soluzioni digitali per gestire i flussi finanziari.
Infatti a fronte di numeri significativi: – 86 trl $ di PIL Globale, tra mondo del debito e wealth (patrimoni), 253 trl $ di debiti e prestiti, 360 trld di $ di patrimonio delle famiglie, 200 trl $ tra azioni e obbligazioni, 280 trl di patrimonio immobiliare – le soluzioni Fintech indubitabilmente permettono una gestione efficiente dei ricavi generati dalle transazioni che ne derivano.

Ed a fronte di ciò l’ecosistema finanziario sul quale il Fintech esprime tutto il suo potenziale vede un totale di ritorni commissionali di oltre 16 triliardi di dollari tra retail banking, pagamenti globali, transazioni FX, premi assicurativi, rimesse e gestioni patrimoniali. Tutto questo grazie all’uso intensivo dell’intelligenza artificiale e alle tecnologie avanzate che hanno trasformato il Fintech da un wild west in una fiorente e sconfinata prateria di innovazione a disposizione di tutti.

I macro trend dell’industria Fintech

I macro trend che scaturiscono dall’industria Fintech e che interessano la finanza internazionale sono: la microfinanza ed il crowfunding, i pagamenti e le rimesse, i roboadvisor/algotrading (e HFT, High Frequency Trading) e poi la tecnologia DLT, che spicca nell’alveo della blockchain e delle criptoattività. Proprio la tecnologia dei registri distribuiti (la Distributed ledger technology, DLT) detta DLT è stata protagonista del seminario del 29esimo Congresso ASSIOM FOREX dedicato proprio a: “Prospettive per la DLT: il ruolo delle banche centrali tra innovazione delle infrastrutture di mercato e sostegno allo sviluppo digitale dell’industria dei pagamenti e finanziaria” nel quale Banca D’Italia ha offerto un quadro estremamente interessante dello stato dell’arte nell’approccio della nostra Banca Centrale verso i mercati, le autorità coinvolte ed i risparmiatori considerando anche le nuove opportunità economiche create per una maggiore inclusione: non solo di nuovi attori di mercato ma anche e soprattutto dei soggetti non bancarizzati.

Mercati finanziari internazionali sempre più legati al successo delle blockchain

È sempre più difficile rammentarsi della Finanza prima dell’avvento del Fintech tanta è la portata dei cambiamenti acceleratisi nella fase post pandemica, anche perché son passati 14 anni da quando le parole Bitcoin e Blockchain sono entrate nel nostro vocabolario e ad oggi oltre 550 mila famiglia italiane sono coinvolte in crypto-attività. Risparmiatori e famiglie coinvolte nel relativo ecosistema, purtroppo spesso con poca consapevolezza di rischi e tutele.
La realtà dei mercati finanziari internazionali legata sempre più al successo della blockchain vede l’ampiezza e la velocità di affermazione della DeFI, o finanza decentralizzata derivare in particolare proprio dalla profonda novità che caratterizza la DLT, tra nuovi servizi, tra cui le crypto-attività, e nuovi attori, diversi dagli quelli tradizionali.

Lo scorso Giugno 2022 è stato pubblicato in Gazzetta il Regolamento sul DLT Regime Pilot , in vigore dal prossimo 23 Marzo, che fa parte del pacchetto di misure della Commissione Europea relativo a MICAR e DORA rispettivamente: il regolamento per i mercati digitali in criptoattività e l’Atto sulla resilienza operativa digitale.

La Banca d’Italia ha così messo la DLT al centro della recente call for proposals del Milano Hub alla quale ben 81 soggetti con 56 progetti hanno caratterizzato una risposta partecipata internazionalmente, a segnalare la centralità che l’iniziativa italiana sta avendo nell’UE.
Le tecnologie basate sui registri distribuiti d’altronde hanno assunto un ruolo fondamentale nella stabilità del sistema finanziario e per la tutela della clientela. Grazie anche anche alla estensione dei suoi effetti su tre dimensioni fortemente interconnesse come la nuove tecnologie, i nuovi soggetti partecipanti e i token, alle quali corrispondono livelli di rischi che devono essere monitorati e regolamentati o almeno supervisionati nella maniera più appropriata e puntuale.

È possibile un euro digitale?

All’interno del seminario si è parlato di euro digitale e dell’evoluzione che la sua realizzazione può imprimere allo sviluppo dell’infrastruttura tecnologica dei mercati nella prospettiva dell’avanzamento digitale dell’industria dei pagamenti e finanziaria; il successo di questo percorso richiede una cornice normativa che sia in grado, tra l’altro, di creare aree di compatibilità tra finanza centralizzata e finanza decentralizzata, in un ambito europeo dove la stessa UE è leader della regolazione digitale. Ma questa “sfida digitale” richiede alle Autorità di guardare anche oltre le regole ordinarie, perché si estende all’economia delle piattaforme, sfrutta logiche di partenariato pubblico-privato; è un percorso che richiede efficaci canali di dialogo col mercato, al fine di capire i bisogni degli operatori e della clientela per assumerli come parametro di riferimento dell’azione istituzionale.

Ciò che ci è parso molto chiaro e come la Banca d’Italia stia accrescendo sforzi e impegno per monitorare il mercato, in raccordo con le altre Autorità, pronta a intervenire anche in anticipo rispetto alla definizione del quadro regolatorio europeo, come abbiamo sentito attraverso la pubblicazione di specifiche indicazioni per gli utilizzatori, gli intermediari e i fornitori delle soluzioni tecnologiche in materia di crypto-attività. È evidente l’attenzione posta alla crescente integrazione dei profili di vigilanza sugli intermediari finanziari, sui fornitori di funzioni critiche e di sorveglianza sul regolare funzionamento del sistema dei pagamenti connessi con le crypto-attività. Ma non solo, utilizzerà tutti gli altri strumenti a sua disposizione per intercettare e prevenire potenziali minacce per la tutela degli utilizzatori e per la stabilità del sistema.

Dobbiamo essere comunque pronti a intercettare in modo tempestivo eventuali nuove forme di rischio senza rinunciare a cogliere appieno i benefici che dalla digitalizzazione della finanza, insieme a quella della stessa società, possono scaturire per le persone, le famiglie e le imprese. A tal fine, occorre rafforzare il “dialogo” esistente tra mercato e autorità cercando di preservare la necessaria apertura all’innovazione e il rispetto dei tempi assai stringenti che sono imposti dalla concorrenza internazionale.

Banca d’Italia in prima fila

Il nostro Paese, insieme alla sua banca centrale, può avere in questo scenario un ruolo autorevole grazie alle sue competenze, ai suoi talenti alle sue tante eccellenze. Ed i prossimi incontri in seno al Fondo Monetario Internazionale per il Financial Stability Board vedono Banca d’Italia l’interlocutore prescelto e più autorevole per lo sviluppo di raccomandazioni utili a rafforzare la possibilità di giungere finalmente , anche nel mondo delle stablecoins globali ad una normativa globalmente condivisa ed accettata perché le tutele siano effettivamente efficaci ed a “prova di futuro”. La sfida per la quale occorrerà lavorare su due piani imprescindibili: un aggiornamento delle regole ordinarie senza tralasciare la dimensione complessiva del fenomeno Fintech e anticipandone lo sviluppo conducendolo verso binari di sicurezza ed efficienza.

D’altronde sin dallo scorso Giugno, in concomitanza con la pubblicazione del Regolamento DLT, la Banca d’Italia aveva allertato le Autorità coinvolte perché se la regolamentazione europea è un caposaldo solido e molto avanzato rispetto alle altre legislazioni internazionali molto più vaghe, ci vuole un approccio bidimensionale nella nuova finanza decentralizzata, perchè l’approccio tradizionale può non cogliere la complessità dei nuovi mercati digitali basati sulla DLT.

L’euro digitale può portare allo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche dei mercati finanziari

Rassicurando quindi gli operatori dei mercati i rappresentanti di Banca d’Italia intervenuti: Dott. Piero Cipollone, Membro del Direttorio e Vice Direttore Generale della Banca d’Italia e Dott. Massimo Doria, Deputy Director General – Directorate General for Currency Circulation and Retail Payments, Head of Banca d’Italia’s Innovation Center “Milano Hub” , hanno così concluso:
“La realizzazione di un euro digitale, nella sua dimensione wholesale, potrà dare impulso all’ulteriore sviluppo delle infrastrutture tecnologiche che sorreggono il funzionamento dei mercati finanziari. La Banca d’Italia è impegnata in modo significativo per la realizzazione di questo percorso anche attraverso l’impulso a forme appropriate di regolazione dei nuovi mercati digitali, che guardino tra l’altro alla necessità di intercettare la cifra tecnologica che caratterizza i nuovi ecosistemi digitali. Il dialogo col mercato rappresenta un complemento necessario di tale azione per declinare in termini concreti principi e regole astratte favorendo, come fine ultimo, l’affermarsi di servizi e prodotti coerenti con i bisogni delle persone, delle famiglie, delle imprese“.

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