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Riforma Senato: le opposizioni ritirano emendamenti. Renzi convoca direzione Pd

Tutte le forze di opposizione hanno ritirato gli emendamenti al disegno di legge sulle riforme costituzionali. Lo hanno annunciato in commissione Affari costituzionali al Senato, Forza Italia, Movimento Cinque Stelle, Sel e Lega Nord, che con il solo Roberto Calderoli aveva presentato oltre 500mila proposte di modifica. Il senatore della Lega Nord mantiene solo 10 proposte di modifica di merito, come quelle che riguardano le funzioni del nuovo Senato e del Titolo V. 

Questa mossa delle opposizioni è arrivata poco prima della conferenza dei capigruppo del Senato, ora in corso, convocata su richiesta di Luigi Zanda (Pd) che – per volontà del premier Matteo Renzi – punta a saltare l’esame della commissione e approdare direttamente in Aula il 22 settembre. 

Secondo Calderoli, “il governo vuole bypassare la commissione ed andare direttamente in Aula perché non ha i numeri in commissione ed andrebbe sotto, ma non li ha nemmeno in Aula”. Visto il braccio di ferro interno al Partito democratico – con llo strappo della minoranza – il giorno prima è stata convocata una direzione del Pd al largo del Nazareno.
In ogni caso – al netto delle decisioni della conferenza dei capigruppo nelle prossime ore – in commissione restano ancora 3mila emendamenti, secondo quanto riferisce il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. 

“Il ritiro degli emendamenti – commenta Zanda – è solo una manovra politica, come lo è stata la presentazione: manovra prima, manovra ora”.

Ma Renzi non si ferma sulle riforme e ha fissato per lunedì una riunione della direzione del Pd deciso a chiedere un voto e un mandato chiaro. La riunione convocata dal segretario si terrà dunque alla vigilia dell’approdo in Aula del disegno di legge Boschi, visto che il partito di Largo del Nazareno dovrebbe chiedere oggi alla conferenza dei capigruppo del Senato la calendarizzazione delle riforme per martedì. 

Non è escluso che nelle prossime ore ci possa essere anche un’assemblea del gruppo Pd di palazzo Madama, presieduto da Anna Finocchiaro, per un ulteriore confronto tra le due anime del partito. I vertici del Pd puntano ancora ad un accordo sul cosiddetto ‘listino regionale’ con la minoranza del partito.
 

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