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Referendum, Ferrarotti: un SÌ per andare “oltre le sabbie immobili”

Franco Ferrarotti, il padre della sociologia in Italia, ha da poco dato alle stampe un agile pamphlet, edito da Solfanelli (135 pagine,11 euro),  che è particolarmente attuale e illuminante fin dal suo titolo: “Oltre le sabbie immobili – Dalla democrazia dei misteri al potere partecipato ed efficiente”.

Si tratta di un libro legato alla cronaca, e in particolare al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, ma non ne è rimorchio e scava in profondità nelle contraddizioni della società italiana. Ferrarotti coglie l’occasione per interrogarsi sul fatto inquietante che nel nostro Paese si possa discutere per trent’anni su una riforma, come quella del bicameralismo paritario, che era stata richiesta da Adriano Olivetti  e dal Movimento Comunità fin dal 1948, per poi rinviare il tutto alle calende greche, facendo affondare l’Italia nelle “sabbie immobili” dei vaniloqui inconcludenti.

Ferrarotti, che di Adriano Olivetti è stato uno dei principali collaboratori, mette bene in luce le radici dell’immobilismo italiano e di una “democrazia concepita come pura procedura da immortali azzeccagarbugli e una pratica del potere come appannaggio personale privato invece che come funzione razionale collettiva e di servizio alla comunità”.

Secondo il grande sociologo l’accettazione passiva della stasi culturale e politica rischia di preannunciare per l’Italia un secolo di decadenza non troppo dissimile dal secentesco dominio spagnolo ed è per questo che occorre “una riscossa morale e uno scatto dell’immaginazione politica”. Proprio in questo quadro Ferrarotti, riprendendo una sua intervista recentemente concessa a FIRSTonline, sostiene con la sua inconfondibile passione civile arricchita da uno spessore culturale non comune che “il referendum di oggi si profila come una sfida cruciale per smantellare o difendere interessi e privilegi consolidati, che va molto al di là della stessa riforma del Senato. Mi ricorda il referendum tra monarchia e repubblica”.

“Quando il potere costituito si sente insidiato – annota Ferrarotti – tenta sempre di vendicarsi ma, Renzi o non Renzi, se non vince il SI’ andiamo incontro ad anni bui. Io però – è la sua conclusione – ho fiducia nella maturità democratica del popolo italiano e credo che, alla fine, la razionalità prevarrà”.

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