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Recovery Fund spinge l’euro, ma Lagarde: “Si poteva fare meglio”

Imagoeconomica

Si levano, riprese dalle tv, le fiamme nel cortile del consolato cinese di Houston, Texas. Vanno a fuoco i documenti che i diplomatici di Pechino hanno distrutto prima di abbandonare la città, sede di molte aziende leader nella tecnologia. La scena potrebbe ripetersi presto a Wuhan, la città martire del Covid, da cui già oggi potrebbero essere espulsi i funzionari Usa. Il dipartimento di Giustizia americano ha formalmente accusato due hacker cinesi di aver cospirato con l’intelligence di Pechino per il furto di segreti industriali da oltre una decina di società statunitensi attive in vari settori, tra cui difesa e salute.

Sotto i cieli funestati dal Covid-19 (ieri più di mille morti in Usa), prende quota la Guerra Fredda tra le due superpotenze: soffrono i mercati asiatici, meno quelli americani, affascinati dalla luce di Tesla. La creatura di Elon Musk si è guadagnata ieri a pieno titolo l’ingresso nell’indice S&P 500 grazie al quarto trimestre consecutivo chiuso con utili eccezionali: il titolo è salito del 5% nel dopo Borsa grazie a profitti per 108 milioni di dollari, contro i conti in rosso attesi dagli analisti. Ancora più sorprendente l’andamento dei ricavi: in un periodo di parziale fermo produttivo degli impianti californiani, sono scesi solo del 3%, a 6,04 miliardi di dollari. Il consensus si aspettava cinque miliardi.

I listini riflettono il diverso sentiment: Nikkei di Tokyo -0,6%, Shanghai Composite -1,2%, Kospi di Seul -0,7%; in positivo l’S&P ASX200 di Sidney (+0,2%) e l’Hang Seng di Hong Kong (+0,3%). La Borsa di Mumbai ha aperto sulla parità.

BRUTTO SCIVOLONE DELL’ECONOMIA COREANA

L’area Asia Pacifico è frenata dalla pesante caduta dell’economia coreana: nel secondo trimestre il calo sequenziale è stato del 3,3%, in peggioramento dal -1,3% del primo e contro il -2,4% delle previsioni. La banca centrale del paese, il soggetto che ha diffuso i dati, ha messo in evidenza che si tratta della contrazione più forte dal 1998.

I future di Wall Street sono leggermente positivi. Ieri sera l’S&P500 ha guadagnato lo 0,57%, quarta seduta consecutiva di rialzo: manca poco più del 3% per tornare sui massimi storici di febbraio. Salgono anche il Dow Jones (+0,62%) e il Nasdaq (+0,24%).

Vola Pfizer (+5,1%) dopo che la Casa Bianca ha annunciato l’acquisto di 100 milioni di dosi di vaccini che il gruppo Usa produrrà per sconfiggere il Covd-19. Costo dell’operazione: 2 miliardi di dollari.

Microsoft ha perso circa il 2%, per effetto di conti del trimestre deludenti per quel che riguarda le attività nel cloud.

I future di Wall Street sono stamane leggermente positivi. Continua l’avanzata dell’euro sul dollaro a 1,1568. Si rafforza anche l’oro.

EURO SUPER. MA LAGARDE: “L’ACCORDO POTEVA ESSERE MIGLIORE”

Compra sulle voci, vendi sulle notizie. Il vecchio adagio funziona sempre: i mercati azionari dell’Eurozona, smaltita l’adrenalina per l’accordo sul Recovery Fund, ieri hanno perso la grinta dei giorni caldi, complice l’ascesa dell’euro. Dopo l’entusiasmo iniziale, del resto, si manifestano i primi rimpianti. “L’accordo – ha dichiarato Christine Lagarde – poteva essere migliore” e avere una quota più ampia di aiuti a fondo perduto rispetto ai prestiti. Non si ferma invece la corsa dell’euro: la moneta unica ha esteso ieri i guadagni sul dollaro, salendo anche sopra 1,16 dollari, al massimo da metà ottobre del 2018.

CROLLANO I CDS SUL RISCHIO ITALIA, BORSA IN ROSSO DOPO 5 RIALZI

L’intesa di Bruxelles ha spinto il costo dell’assicurazione del debito sovrano italiano contro il default ai minimi di sei settimane. I rendimenti obbligazionari quinquennali italiani e i credit default swaps (CDS) si sono ridotti di circa 100 punti base dai livelli di aprile a circa 160. Un ampio spread rappresenta segnale di rischio.

La Borsa di Milano (-0,6% a quota 20.598) ripiega dopo cinque sedute consecutive di rialzo, una striscia positiva che l’ha portata ieri sui massimi da inizio marzo.

 IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VARA LA MANOVRA DA 25 MILIARDI

Il Consiglio dei ministri ha approvato uno scostamento di bilancio da 25 miliardi di euro. Le risorse, recita la nota del governo, saranno utilizzate per prorogare la cassa integrazione; sostenere le imprese e i settori più colpiti dalla crisi economica legata alla pandemia anche “attraverso una riprogrammazione delle scadenze fiscali dei prossimi mesi”; far ripartire l’insegnamento in presenza in condizioni di sicurezza.

WIRECARD, LO SCANDALO INVESTE IL GOVERNO DI BERLINO

Perdite simili a Francoforte (-0,59%), investita dallo scandalo Wirecard. L’ex ceo Markus Braun è stato arrestato per la seconda volta, mentre si moltiplicano le richieste perché vengano resti pubblici i nastri delle sue conversazioni con esponenti del ministero delle Finanze alle dirette dipendenze di Olav Schalz.

A PARIGI SBANDA VALEO, HUAWEI ESCLUSA DAL 5G

A Parigi (-1,32%) sbanda Valeo: -5,08% dopo una perdita di 1,2 miliardi nei primi sei mesi. Peugeot arretra del 2,35%. Le autorità francesi hanno comunicato agli operatori di telecomunicazioni che intendono acquistare apparecchiature Huawei 5G che non potranno rinnovare le licenze una volta scadute, escludendo di fatto l’azienda cinese dalle reti mobili del Paese.

 Madrid -1,37%. Anche Londra cede l’1,01% sotto la pressione dei petroliferi.

BTP: IL TASSO SCENDE A 1,04, SPREAD A 154

Dopo una mattina senza scosse, il Btp ha ripreso a marciare sull’onda dell’accordo Ue sul Recovery plan. A fine seduta il tasso del decennale era in area 1,04%, attorno ai valori di inizio marzo.

Il differenziale dei rendimenti con il Bund tedesco di pari scadenza non si scosta molto dai 154 della vigilia.

Un report di Unicredit segnala che stasera il Tesoro potrebbe comunicare la rinuncia a effettuare l’asta di metà agosto.

OMBRE GIUDIZIARIE SU ENI, DIASORIN E FCA

I mercati sono stati sopraffatti ieri dai timori legati ai contagi da Covid-19 che continuano a non arretrare in varie parti del mondo. Su Milano pesano alcune inchieste giudiziarie in giro per il mondo che coinvolgono varie blue chip.

Eni -2,49% dopo la richiesta dei Pm di Milano di 8 anni di carcere per l’ad Claudio Descalzi e per il suo predecessore Paolo Scaroni per corruzione internazionale nel processo sul caso Eni-Shell-Nigeria, con al centro una presunta tangente da un miliardo e 92 milioni di dollari versata dalle due compagnie petrolifere ai politici del Paese africano.

Fca (-0,86%) alle prese con lo scandalo dieselgate. La Guardia di Finanza di Torino ha perquisito alcune società del gruppo in accordo con la Procura di Francoforte, che indaga per frode in commercio. L’ipotesi è che su alcuni modelli siano statti installati dispositivi non conformi alla regolamentazione europea. Il gruppo si consola con il Buy di Banca Intesa dopo che il gruppo ha annunciato di aver ampliato la partnership con Waymo sulle tecnologie per la guida autonoma.

Infine Diasorin -2% circa, penalizzata dall’inchiesta annunciata dalla Procura di Pavia con le ipotesi di reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato per l’accordo stipulato fra Diasorin e l’Ospedale San Matteo sui test sierologici sul Covid. La società diagnostica con sede a Saluggia ha ribadito la correttezza del proprio operato.

UNICREDIT CEDE DUE PACCHETTI DI NPL

Si sgonfia il tema del risiko bancario. il Ceo di Unicredit Jean Pierre Mustier ha ribadito che per la Banca di Piazza Gae Aulenti il buyback resta l’opzione più efficace rispetto ai merger. La Banca ha ceduto ieri due portafogli di Npl per 1,5 miliardi. Il titolo ha chiuso in cauto rialzo (+0,46%).

OPS UBI, SI SGRETOLA IL FRONTE ANTI-INTESA

Intesa Sanpaolo -0,3%. Consob ha approvato il supplemento al prospetto informativo dell’offerta pubblica di scambio su Ubi, dopo l’incremento del corrispettivo e dell’ok antitrust all’operazione. Il Patto dei Mille, che raccoglie l’1,6% del capitale di Ubi, ha deciso di lasciare ai propri componenti, libertà di scelta sull’adesione all’offerta di Intesa, dice Reuters. A febbraio, il Patto dei Mille aveva espresso parere contrario all’adesione. A ieri le adesioni all’Ops lanciata da Intesa su Ubi erano pari all’8,488% del capitale oggetto dell’offerta, ha fatto sapere ieri la Borsa.

MOODY’S PREMIA BANCA MONTE PASCHI

Ben raccolta soprattutto Banca Mps, in crescita del 6,3%. Ieri Moody’s ha messo sotto osservazione per un possibile upgrade i rating dell’istituto bancario a seguito dell’accordo raggiunto a fine giugno per il trasferimento di 8,1 miliardi di euro di sofferenze lorde ad Amco. Da inizio settimana il titolo della banca di Siena sta guadagnando oltre il 22%.

Frena l’interesse su Banco Bpm (+0,3%), mentre ripiega Bper (-1,5%) dopo la recente corsa.

STM, IN RIPRESA RICAVI E MARGINI (+36%)

Sono usciti stamani i conti trimestrali di Stm, ieri +0,76%. Il gruppo ha annunciato ricavi netti del secondo trimestre a 2,09 miliardi di dollari; margine lordo al 35,0%; margine operativo al 5,1%; utile netto a 90 milioni di dollari. Per il terzo trimestre sono previsti ricavi netti a 2,45 miliardi di dollari e margine lordo al 36,0%.

PRYSMIAN FA AFFARI IN CANADA

Tra gli industriali sale Prysmian (+1,3%) dopo la sigla di un accordo per l’acquisizione del 100% di EHC Global per un valore di 130 milioni di dollari canadesi. Secondo Fidentiis, “da un punto di vista strategico l’intesa rafforzerà il posizionamento di Prysmian in una nicchia ma in un business ad alto valore aggiunto con un livello di profittabilità più elevato della media e prospettive”.

COMMESSA PER SAIPEM NEL MARE DEL NORD

Saipem +0,5% in scia ai nuovi contratti nell’eolico offshore per progetti in fase di sviluppo al largo delle coste dell’Inghilterra, Scozia e Francia per un valore complessivo che supera i 90 milioni di euro. Equita sottolinea che “il contratto rappresenta l’1% della stima di raccolta ordini E&C per il 2020 e il 3% della divisione E&C offshore”.

Buzzi Unicem in salita del 2,7% dopo che Ubs ha portato il prezzo obiettivo sul titolo a 25 euro da 24 euro precedente.

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Tim -0,2%: Cdp ha espresso il suo gradimento per l’ingresso nel capitale di Open Fiber del fondo infrastrutturale londinese Wren House, il quale però, avrebbe presentato un’offerta per la quota di Enel più bassa di quella di Macquarie.

A2a +2,71. Avanzano Exor (+1,65%) e Finecobank (+1,54%).

SOTTO I RIFLETTORI IMA E CERVED

Va in orbita Ima (+6%). Kepler ha alzato la raccomandazione da Reduce a Hold, portando il target price da 46 a 53 euro. La società comunicherà i risultati trimestrali il prossimo 7 agosto. Bene Cerved, che balza del 6% dopo che Kepler Cheuvrex ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo a 9 euro da 8,1 euro precedente.

Categories: Finanza e Mercati