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Rcs, Rotelli compra da Toto e sale al 16,5%

Giuseppe Rotelli è il primo azionista di Rcs Media Group. Ieri pomeriggio, 48 ore dopo lo “strappo” di Diego Della Valle e l’annuncio della nuova governance di via Solferino, così come disposto da Mediobanca e Fiat, il re degli ospedali milanesi fa sapere che la sua Pandette ha sottoscritto un preliminare di acquisto del 5,2428% detenuto dalla Partecipazioni Editoriali srl, interamente controllata dalla Sito Financière che fa capo alla  Silvano Toti. Grazie a quest’operazione che ha comportato un esborso di 53,7 milioni di euro, per un valore unitario di 1,4 euro per azione, circa il doppio della quotazione di 0,76 segnata giovedì ma molto lontana dai 4,5 euro pagati a suo tempo dalla società immobiliare romana, Rotelli si presenterà all’assemblea del prossimo 2 maggio forte di una partecipazione complessiva superiore al 16%.

Alla quota da lui già controllata, attorno all’11%, vanno aggiunte le azioni di Toto anche se l’operazione non potrà essere perfezionata prima dell’assemblea dei soci. Il rappresentante della Sito, come prevede il patto parasociale, si è impegnato “a votare secondo le istruzioni di Pandette”. Lo stesso Rotelli ha presentato ieri una lista da lui capitanata in vista dell’assemblea. Gli altri candidati per il cda sono: Attilio Guarneri, Avv. Carlo Cerami e Dott. Alberto Mingardi. La lista del collegio sindacale è composta da:  Giuseppe Lombardi e Mario Massari quali sindaci effettivi, Vincenzo Mariconda e Nicola Grigoletto quali sindaci supplenti.

Che significato attribuire a queste mosse di Rotelli? Finora l’avvocato ha spiegato la sua attenzione per il gruppo editoriale con l’intenzione di “ diversificare nell’editoria, per interesse, passione e vocazione culturale” sottolineando di non avere alcun accordo con Diego Della Valle e di sedere in Cda “in piena autonomia così da poter  esercitare il mio ruolo nell’interesse esclusivo dell’azienda”.

Ma è evidente che l’accelerazione nelle trattative con la Silvano Toti, da tempo interessata a cedere il pacchetto, pesano assai le ultime vicende di via Solferino. Innanzitutto, Rotelli ha dovuto accelerare i tempi per evitare che Della Valle, ormai libero dai condizionamenti del patto gli soffiasse quella quota. Ma l’operazione potrebbe anche preludere ad un patto d’azione, formale od informale, tra il re degli ospedali, consigliere di minoranza nel cda, e mister Tod’s. Assieme, infatti, i due superano la soglia strategica del 20 per cento, assai importante alla luce delle  nuove normative sulla governance e il ruolo in assemblea. C’è da vedere ora come Della Valle  reagirà alla mossa di Rotelli: in circolazione c’è, oltre allo scarso flottante, fuori patto c’è ancora il 5,1% di Benetton. 

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