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PSA Peugeot Citroen e General Motors, alleanza su scala globale

Dopo una settimana di rumors, è arrivata l’ufficialità: la casa automobilistica americana General Motors entra nel capitale del gruppo francese PSA Peugeot Citroen, con una quota del 7% (che, stando alle prime dichiarazioni, non sarà incrementata).

GM diventa così il secondo azionista dell’azienda transalpina dopo la famiglia Peugeot, che tramite la sua holding FFP contribuirà con 150 milioni di euro all’aumento di capitale da circa 1 miliardo complessivo previsto. La famiglia continuerà ad essere dunque l’azionista di riferimento, ma con una quota diluita al 25% (dall’attuale 30,9%) e un conseguente ridimensionamento dei diritti di voto (ora al 48,3%). PSA da parte sua non parteciperà in GM, considerata l’attuale situazione finanziaria del gruppo: il primo costruttore di automobili di Francia registra infatti nel 2011 un indebitamento pari a 3,4 miliardi di euro, in aumento rispetto agli 1,2 miliardi dell’anno precedente, e un crollo dell’utile netto del 48% a 588 milioni. All’origine di questa crisi c’è il crollo delle vendite in Europa, che ha visto le auto Peugeout e Citroen perdere l’1,5% in un’annata dove il mercato mondiale è invece cresciuto del 3%.

La situazione ha reso necessario, lo scorso ottobre, un piano di risanamento da 800 milioni di euro, per il quale sono stati messi a rischio oltre 4mila posti di lavoro. General Motors, da par suo, ha ripreso nel 2011 lo scettro di leader mondiale del settore ai danni dei giapponesi di Toyota, nonostante i risultati pessimi del suo (finora) unico partner europeo, la Opel, che nell’ultimo anno ha annunciato perdite per 747 milioni di dollari, mentre la casa madre viaggiava con utili per quasi 8 miliardi.

Come si svilupperà questa nuova alleanza? “Inizialmente – ha spiegato in videoconferenza congiunta l’ad di PSA Philippe Varin – l’accordo non avrà ricadute sulla nostra produzione. Continueremo a lavorare sulle auto di piccola e media taglia”. I due gruppi continueranno infatti a commercializzare le rispettive vetture in maniera “indipendente e concorrenziale”: i primi veicoli da piattaforme comuni arriveranno sul mercato dal 2016. “E’ un’alleanza, non una fusione”, ha precisato anche il Ceo di GM, Dan Akerson. La partnership prevede anche l’apertura di una nuova fabbrica Peugeot in India e un volume complessivo delle sinergie stimato in 2 miliardi all’anno per i prossimi 5 anni, che i due partner divideranno equamente. Il progetto a lungo termine, a partire dal 2016, è quello di investire sull’alta gamma e sui veicoli ecologici.

Per quanto riguarda l’aspetto sindacale, il comunicato ufficiale non ha fornito precisazioni. Pur tranquillizzando i sindacati sulla produzione, Varin non ha però escluso l’ipotesi di ridurre gli effettivi: “Abbiamo una sovraccapacità produttiva (stimata del 20%, ndr), questo è noto a tutti”. Per ora, a rassicurare i lavoratori ci ha pensato il ministro dell’Industria francese, Eric Besson: “L’accordo sarà favorevole all’impiego e alla presenza di PSA in Francia”.

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