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Piazza Affari regina di Borsa: brillano il polo Anima-Banco Bpm e le utilities

FIRSTonline

Ferrari, utility e moda danno la carica a Piazza Affari, che chiude in rialzo dello 0,84%, 21.190 punti, con le banche ben intonate e i petroliferi in rialzo, grazie alla ripresa pomeridiana del greggio. Positive, ma in tono minore, le altre piazze europee: Francoforte +0,46; Parigi +0,4%; Londra +0,26%; Madrid +0,21%. Wall Street apre contrastata e ora è in territorio moderatamente positivo, senza grandi spunti macro, in attesa dell’intervento di Janet Yellen, mercoledì e giovedì al Congresso, e della nuova stagione di trimestrali, a partire da venerdì, con la pubblicazione dei conti di Citigroup, Jp Morgan e Wells Fargo. A picco Abercrombie & Fitch, dopo aver reso noto che sono naufragate le trattative per un possibile buyout, ipotizzato lo scorso maggio. 

Poco mosso il rapporto euro dollaro, 1,139 (-0,07%). Il petrolio viaggia in altalena, ma l’aggancio del segno più a metà pomeriggio dà un po’ di sprint ai listini. Brent +1,07%, 47,21 dollari al barile. Stabile l’oro.

Riprende fiato l’obbligazionario, dopo le tensioni della scorsa ottava: lo spread fra decennale italiano e tedesco arretra dell’1,25%, 173.30 punti base; rendimento 2,28%. Sul mercato domina inoltre l’attesa dell’annuncio delle aste italiane a medio-lungo di metà mese.

Intanto il ministro tedesco delle finanze, Wolfgang Schaeuble, in occasione dell’Eurogruppo, promuove l’azione sulle banche: “l’Italia ha fatto molto bene in una situazione difficile e credo sia una buona base per continuare nel nostro lavoro. Certo, c’è anche una situazione politica complicata, ma passo dopo passo le cose stanno iniziando a migliorare”. Doccia gelata invece da Bruxelles sulla proposta di Matteo Renzi di tenere il deficit al 2,9% per cinque anni, al fine di liberare risorse per spingere la crescita economica. “Nient” dal commissario agli affari economici Pierre Moscovici e dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, mentre per il ministro dell’economia italiano Pier Carlo Padoan glissa e dice: “è un tema della prossima legislatura”.

Sul Ftse Mib oggi si mette in luce Italgas, +3,36%, sull’attesa di nuove operazioni nel settore del gas in Europa, come indica uno studio degli analisti di Fortum, mentre si attendono novità per la gara di Gas Natural Italia. Ben comprata anche Enel +1,65%. In spolvero il settore auto: torna a ruggire Ferrari, +3,32%; Fiat +1,39%. Denaro su Cnh +2,57%. Nella moda si distingue Moncler +2,68. Sul fronte opposto invece si colloca Ynap, -3,26%, su cui gli investitori vanno all’incasso dopo i guadagni delle ultime sedute. Debole Telecom, -1,8%, a causa di presunti attriti fra Vivendi e l’ad Flavio Cattaneo. Deboli Luxottica -0,19% e Mediaset -0,68%. 

In denaro Stm +2,01% e i petroliferi Eni +0,31%, Tenaris +1,27% e Saipem +2,01%, dopo la risalita dell’oro nero. Le banche risultano tendenzialmente positive, con l’eccezione di Ubi -0,97%.

Positiva Banco Bpm +1,18%, con Anima  (+6,16%), che ha confermato l’interesse per la creazione di un polo del risparmio  gestito che, secondo indiscrezioni, coinvolgerebbe anche Cdp e Poste (+0,25%). Su richiesta delle autorità di vigilanza l’asset manager ha diffuso un documento in cui specifica che sono in corso discussioni preliminari per verificare se l’opzione di un’offerta a Banco Bpm  per rilevare la controllata Aletti Gestielle sia percorribile. Ottima seduta per Banca Mediolanum +2,07%.

Fra i titoli minori Landi Renzi si mantiene in fase euforica, +12,37: da inizio giugno il titolo ha più che raddoppiato il proprio valore raggiungendo quota 1,09 euro, livello di prezzo che non si vedeva da aprile 2015, in un forte trend rialzista che ha visto volumi più che triplicati negli ultimi 30 giorni rispetto alla media degli ultimi sei mesi.

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Categories: Finanza e Mercati