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Piazza Affari: cedole per oltre 5 miliardi. Bitcoin fa paura

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Piazza Affari celebra oggi il Dividend Day: oltre cinque miliardi di euro verranno distribuiti ai soci dalle società quotate. Staccherà la cedola quasi la metà delle big del Ftse Mib: 18 società su 40, con un impatto negativo dello 0,89% sull’indice. Pagheranno il dividendo anche 27 società trattate in altri indici (Mid Cap, Star, Mta e Aim).

LA CINA FERMA LE MINIERE DI BITCOIN

La notizia porta una nota di buonumore sui mercati di casa nostra. A livello globale si respira un clima di cauto ottimismo, temperato dalle violente oscillazioni sulle criptovalute, che sono proseguite per tutto il fine settimana: il Bitcoin ha perduto ieri un altro 13 per cento, a 32 mila dollari, dimezzando la quotazione rispetto ai massimi, salvo risalire stamane a quota 35 mila. La frana delle criptovalute, aggravata dal blocco delle miniere in Cina per volontà del governo, minaccia ora la stabilità di Wall Street, a partire da Tesla, nel mirino degli investitori dopo il voltafaccia di Elon Musk sul Bitcoin. La nuova valuta, dal significativo nome di “FuckElon”, ha raccolto 60 milioni di dollari in tre giorni.

In terreno positivo le borse asiatiche: Nikkei di Tokyo +0,5%, CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen +0,1%, BSE Sensex di Mumbai +0,4%. Sulla parità Seul, in lieve calo Hong Kong.

Huobi Mall, uno dei principali produttori di monete virtuali, ha annunciato stamane di aver interrotto l’attività su ordine delle autorità. La Cina rappresenta circa il 70% della produzione mondiale di valuta cripto.

FUTURE DEL DOW JONES IN RIALZO

Il future del Dow Jones di Wall Street è in rialzo dello 0,4%. Il Wall Street Journal riporta che al Congresso Democratici e Repubblicani restano distanti sul tema del piano da 2.300 miliardi di dollari per le infrastrutture presentato dalla Casa Bianca: una dei senatori chiave per il voto bipartisan in commissione bilancio, la repubblicana del Maine, Susan Collins, ha chiarito che nel programma c’è troppa spesa sociale non giustificata. Siamo al rush finale della trattativa, visto che le parti avevano messo come data limite per un accordo, la festa del Memorial Day, il 31 maggio.

Il Treasury note a dieci anni tratta a 1,62%, poco mosso. Il cross euro/dollaro è a 1,2179.

VOLA L’ORO, FRENANO LE COMMODITY

Sui massimi, sotto la pressione per i timori sull’inflazione, l’oro, salito a 1.884 dollari l’oncia, in forte crescita rispetto ai valori di marzo (1.707 dollari), in coincidenza con i primi segnali di ripresa.

Al contrario, la stretta delle autorità cinesi contro la speculazione sta frenando stamattina la corsa dei prezzi delle comodity trattate sui mercati della Cina: rame -2%, alluminio -3%, future del minerale di ferro -6%.

Il petrolio WTI è in lieve rialzo a 64 dollari il barile. Goldman Sachs ha scritto in un report che l’aumento della produzione dell’Iran non dovrebbe cambiare il panorama dell’energia, le ragioni di fondo che hanno spinto di recente la casa d’affari a mettere come target del Brent quota 80 dollari il barile, non cambiano. Stamattina il greggio del Mare del Nord è a 67 dollari.

CHIUSA FRANCOFORTE, MERCOLEDÌ L’IFO

La provocazione (o peggio) della Bielorussia che ha intercettato in volo un aereo di Ryanair obbligandolo ad atterrare a Minsk e così arrestare il dissidente Roman Protassevich ha sconvolto l’agenda del Consiglio d’Europa in programma stamane. Sui mercati si profila una giornata ad andamento ridotto: sono ferme per la Pentecoste le Borse di Francoforte e Zurigo.

In settimana l’attenzione dei mercati sarà rivolta al dato del Pil tedesco nel primo trimestre (-1,7% la stima preliminare) e su quello Usa (balzato del 6,4% nella prima lettura). Mercoledì l’indice tedesco Ifo dovrebbe confermare il ritorno alla crescita nel secondo trimestre; si prevede il dato più alto dal maggio 2019.

Occhio, in chiave inflazione, alle statistiche in arrivo dagli Usa: disoccupazione, scorte di petrolio, ordinativi di beni durevoli oltre alla prima stima preliminare dell’andamento dei Pil.

La frana del Bitcoin contribuisce ad accrescere l’attenzione sulla Coindesk Conference, l’incontro che metterà a confronto alcuni personaggi chiave del mercato: per la Fed parteciperà Lael Brainard. Da seguire Catie Wood di Ark Investment, alleata di Elon Musk, ed il “nemico” Ray Dalio di Bridgewater.

In settimana approda al Congresso il testo sulla nuova regolazione della marijuana.

DEL VECCHIO HA DETTO NO ALL’INTER

Leonardo Del Vecchio è stato incoronato venerdì a Parigi come leader indiscusso di Essilux, il colosso mondiale dei mercati con 140mila dipendenti, in cui ha imposto quale Ceo la nomina di Francesco Milleri. Mister occhiali (numero uno di Mediobanca), tifoso nerazzurro, ha però rifiutato l’offerta di entrare nel capitale dell’Inter.

Restando nel calcio, oggi Piazza Affari dovrebbe registrare il sollievo della Juventus, promossa in extremis in Champions League.  

CEDOLE, AL TOP GENERALI

A proposito dei dividendi, ecco la mappa delle cedole del pianiere Fts Mib in distribuzione da stamane: A2a (0,08 euro), Amplifon (0,22), Azimut (1), Banca Mediolanum (0,0267), Buzzi Unicem (0,25), Diasorin (1), Eni (0,24), Generali (1,01) Interpump (0,26), Intesa Sanpaolo (0,0357), Inwit (0,3), Italgas (0,277), Moncler (0,45), Prysmian (0,5), Recordati (0,55) Unipol (0,28) e Tenaris (0,1149). Spiccano dividendi molto generosi, anche se continuano a pesare le restrizioni Bce per i titoli bancari. In testa figurano Generali Assicurazioni (1,01 euro con rendimento del 5,72%) e Unipol (0,28 euro con yield del 5,65%). Poco sotto la soglia del 5% anche Italgas (0,277 euro, yield del 4,78%), così come Azimut (4,79%) e A2A (4,53%).

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