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Per S&P la recessione nell’Eurozona sarà più forte. E le Borse vanno giù

BORSE NEGATIVE: PER S&P RECESSIONE NELL’EUROZONA SARA’ PIU’ FORTE
IL PRESIDENTE DELL’EFSF: LA UE PUO’ MOBILITARE RISORSE PER MILLE MILIARDI

Giornata volatile e incerta per le Borse europee. Sul finale di seduta i listini tornano in rosso e chiudono in negativo: il Ftse Mib ha registrato un calo dello 0,38, Il Cac dello 0,88%, il Ftse 100 dello 0,25% e il Dax dello 0,5%. Si mantiene positiva Wall Street con il Dow Jones che sale dello 0,33% eil Nasdq del +1,18%.Lo spread tra Btp e bund che sceso in giornata a 442 torna a salire a 474.

Nonostante qualche spunto positivo registrato dai mercati tra ieri e oggi, sullo sfondo si addensano le nuvole della recessione. “La recessione nell’eurozona l’anno prossimo sarà più profonda di quanto previsto finora”, avverte oggi S&P che mette nel mirino i Paesi esportatori come Germania, Austria, Olanda, Belgio e Finlandia che saranno anch’essi vulnerabili alla recessione. Prima è giunto l’allarme del Presidente del Fmi Christine Lagarde: “L’economia globale – ha detto – rischia di dover fronteggiare una prospettiva di ‘protezionismo, isolamento, come e’ accaduto nella Depressione degli anni Trenta”. Ieri l’Europa e l’Italia avevano già registrato l’allarme recessione di Confindustria.
 
I listini rimangono anche timorosi sugli effettivi risultati dell’accordo europeo di settimana scorsa, dopo il quale, rileva un sondaggio tedesco, la Merkel è tornata ad essere tra i politici più popolari nel Paese. Dal presidente del fondo salva stati Efsf, Klaus Regling, arrivano oggi rassicurazioni sulla capacità del fondo di sostenere i Paesi in difficoltà: l’Efsf ha attualmente risorse per 440 miliardi di euro, dei quali 100 gia’ destinati alla Grecia e 44 a Irlanda e Portogallo ma con il ricorso alla leva potrebbe arrivare a 600 miliardi, una cifra superiore alle necessità di rifinanziamento di Italia e Spagna per il 2012; l’Europa può mobilitare complessivamente, contando anche le risorse del Fmi e degli stati nazionali, una cifra pari a mille miliardi.

FONDIARIA SAI CHIUDE IL RIALZO SULL’INTERESSE DI CLESSIDRA
IN ROSSO UNICREDIT E INTESA

A Piazza Affari le banche chiudono contrastate. Mantengono il rialzo in Ubi che sale del 7,88%, Bper del 11,51%, Mediolanum del 6,43,. Banco Popolare sale del 7,74%. L’assemblea degli obbligazionisti del Banco Popolare ha approvato la modifica del regolamento del prestito obbligazionario ‘Soft Mandatory’ da un miliardo di euro per consentire alla banca di disporre di un maggior quantitativo di azioni utilizzabile per la conversione o l’eventuale esercizio della facoltà di riscatto anticipato, mantenendo intatti i potenziali benefici patrimoniali in termini di core tier1.

In rosso e tra i peggiori titoli invece Unicredit che cede il 3,95% dopo che ieri è arrivato il via libera alla ricapitalizzzione da 7,5 miliardi dall’assemblea dei soci e Intesa il 3,34%. Oggi Fitch ha downgradato sei banche tra cui anche Deutsche Bank. Nel mirino dell’agenzia di rating, che in settimana ha declassato anche le nostre assicurazioni Generali e Fonsai, pure Goldman Sachs, Barclays, Credit Suisse e Bnp Paribas. Il motivo? La credibilità nel lungo periodo. I listini però non hanno risentito particolarmente della mossa dell’agenzia di rating.

Conferma il rimbalzo in finale di seduta Fondiaria Sai (+4,17%) che beneficia delle voci, confermate in giornata, dell’interesse del fondo di private equity Clessidra che, contattato di Ligresti, starebbe valutando il dossier. Non è escluso l’interesse anche di altri fondi.

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