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Pd, Bersani: sfida finale a Renzi, non andrà all’incontro di oggi. Il premier medita il blitz

“Non sono un figurante. Non vado a una passerella. Non si può discutere di fisco in un’ora sola”. L’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani diserterà l’incontro di oggi con i gruppi parlamentari del partito promosso dal premier e lancia la sfida finale a Matteo Renzi. Come lui diserteranno la riunione, convocata per discutere di fisco, Rai, scuola, e banche popolari, tutti i principali esponenti della minoranza Pd, tra cui il capogruppo alla Camera Roberto Speranza, che Renzi medita di sostituire considerando insostenibile che il presidente dei deputati risponda alla linea di una corrente minoritaria piuttosto che a quella della maggioranza del partito e del Governo.

Forse è proprio quest’ultima la ragione vera dell’irritazione di Bersani che ufficialmente motiva la sua polemica assenza sul piano del metodo (“non è un confronto serio”) e del merito (“Assurdo non ascoltare il Parlamento sul Jobs Act”).

Renzi non nasconde la sua ira e la sua amarezza:  “Non perdiamoci in polemiche sterili. Lavoriamo per l’Italia, Abbiamo una grande reponsabilità e una grande occasione che non possiamo sprecare”. L’altro giorno aveva ammonito: “Al Pd servono meno correnti e più idee”.

La nascita del correntone Delrio, Richetti, Rughetti come renziani doc di matrice cattolica e il ritiro della candidatura di Gennaro Migliore, ex Sel, dalle primarie per le Regionali in Campania hanno aperto altre ferite e inasprito le tensioni.

Sarebbe davvero paradossale che, di fronte a inequivocabili segnali di miglioramento dell’economia e a sondaggi che danno in costante crescita elettorale Renzi e il Pd di fronte alle spaccature suicide della destra, ora fosse proprio il Pd a dividersi mettendo a rischio la stabilità del Governo e scivolando sul piano inclinato che porta alle elezioni anticipate.

Non a caso Renzi ha riservato ieri a Bersani una battuta fulminante: “Bersani si comporta come fece Bertinotti con Prodi” quando l’intransigenza del leader di Rifondazione comunista portò alla caduta del primo governo Prodi.

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Categories: Politica