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Napoli e Lazio in cerca di riscatto ma occhio a Milan e Roma

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La domenica delle risposte. Di Milan e Napoli anzitutto, costrette a vincere per rispondere all’Inter tornata minacciosamente a meno 1 dopo il 2-0 di Venezia, ma anche di Roma e Lazio, chiamate a dare continuità ai rispettivi campionati, specialmente dopo la vittoria dell’Atalanta sul campo della Juve, che alza ulteriormente la quota Champions. 

Sarà una giornata ricca di impegni insomma, a partire dalle 15 quando i rossoneri ospiteranno a San Siro il Sassuolo, proseguendo alle 18 con i giallorossi contro il Torino, per poi finire in serata con il big match del Maradona tra gli azzurri di Spalletti e i biancocelesti di Sarri (ore 20.45). 

Gli occhi di tutti, inevitabilmente, sono puntati sulle prime della classe, in un turno che, almeno sulla carta, sembrerebbe essere favorevole al Milan, reduce dall’impresa di Madrid e dal rinnovo di contratto di Stefano Pioli. “Io e il club abbiamo gli stessi obiettivi, le stesse ambizioni, vogliamo riportare il Milan nelle competizioni che merita, tornare competitivi per vincere lo scudetto e in alto in Europa – ha spiegato soddisfatto il tecnico -. Ora però dobbiamo pensare solo al Sassuolo, le piccole e medie squadre dopo una grande partita si accontentano, affrontano l’impegno successivo con superficialità, mentre le grandi approfittano del momento positivo per andare ancora più forte”.

Il successo del Wanda Metropolitano ha cancellato le preoccupazioni post Firenze, ma i rossoneri hanno l’obbligo di non cullarsi sugli allori, tanto più con l’Inter a meno 1. Rispetto a mercoledì Pioli potrà contare su Maignan, di nuovo abile e arruolato con un mese di anticipo sulla tabella iniziale, e su Leao, mentre Tomori non è ancora pronto e Giroud ne avrà per almeno due settimane. L’emergenza si è così spostata dalla difesa all’attacco, visto che oltre al francese manca anche Rebic, per cui se ne riparlerà solo dopo Natale. 

Il 4-2-3-1 odierno vedrà così Maignan in porta, Florenzi, Kjaer, Romagnoli e Hernandez in difesa, Bennacer e Bakayoko a centrocampo, Saelemaekers, Diaz e Leao sulla trequarti, Ibrahimovic in attacco. Stesso sistema di gioco anche per Dionisi, che risponderà con Consigli tra i pali, Toljan, Ayhan, Ferrari e Rogerio nel reparto arretrato, Frattesi e Lopez in mediana, Berardi, Raspadori e Traoré alle spalle dell’unica punta Scamacca. 

La sfida di cartello della domenica è però Napoli-Lazio e non solo per il sempre suggestivo ritorno di Sarri al Maradona. L’ultima settimana, infatti, è stata molto pesante per Spalletti, che oltre ad aver perso due partite con Inter e Spartak Mosca ha dovuto incassare gli infortuni di Osimhen e Anguissa, a detta di tutti uomini chiave della squadra. La botta, fisicamente e psicologicamente, è stata molto forte, ragion per cui il Napoli è chiamato a reagire, per dimostrare di essere ancora in grado di combattere per il titolo. 

“La rosa è di un certo livello, già nelle prime partite era fuori Mertens per l’operazione, a centrocampo c’erano pochi giocatori per tre partite e abbiamo fatto ciò che volevamo – ha ribattuto Spalletti -. È chiaro che da queste risposte si darà un’impronta al cammino che vogliamo fare, noi però non dobbiamo dimostrare niente, innervosirci o avere cose da ribaltare, dobbiamo lavorare ogni giorno in maniera seria, questa è la soluzione”. 

Anche in casa Lazio, nonostante la vittoria (con tanto di qualificazione) sulla Lokomotiv, sono stati giorni difficili, almeno a sentire Sarri, che ha nuovamente attaccato il “palazzo” per il calendario. In effetti il Napoli ha avuto un giorno in più di riposo, ma questo era inevitabile: entrambe giocavano a Mosca e il regolamento Uefa impedisce la concomitanza di gare nella stessa città (chi ha il ranking più basso slitta di 24 ore). Inoltre non era possibile spostare il match odierno a domani, visto che martedì si parte con il turno infrasettimanale, ed ecco così spiegato l’arcano. Il tecnico biancoceleste dunque dovrà fare di necessità-virtù, cercando di trovare le energie giuste per provare a sbancare il Maradona

A livello di uomini, del resto, sta meglio lui di Spalletti, visto che Immobile, a differenza di Osimhen, sarà regolarmente in campo. Il tecnico azzurro però recupera Insigne e Fabian Ruiz, il che gli permetterà di schierare un 4-3-3 comunque competitivo con Ospina in porta, Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly e Mario Rui in difesa, Fabian Ruiz, Lobotka e Zielinski a centrocampo, Lozano, Mertens e Insigne in attacco. 

Stesso sistema di gioco anche per Sarri, che risponderà con Reina tra i pali, Lazzari, Luiz Felipe, Acerbi e Hysaj nel reparto arretrato, Milinkovic-Savic, Cataldi e Luis Alberto in mediana, Felipe Anderson, Immobile e Pedro nel tridente offensivo. 

Ad approfittare della sfida, oltre alle sopraccitate Milan e Inter, potrebbe essere la Roma di Mourinho, che riceverà all’Olimpico il Torino di Juric. Gara molto interessante, anche perché i granata sono in grande crescita e non hanno nessuna intenzione di fare da sparring partner. I giallorossi dunque avranno un compito ben più difficile degli ultimi, quando hanno ritrovato vittoria e serenità con Genoa e Zorya, ma dovranno venirne a capo in qualche modo, pena ripiombare nel vortice delle polemiche. “Sarà una partita difficile, il Toro è una squadra che difende molto bene con uno stile suo – le parole di Mourinho -. Avremo bisogno di una partita di grande qualità offensiva per riuscire a fare gol”. Lo Special One ha ormai intrapreso la strada del 3-4-3, che nell’ultima settimana gli ha permesso di segnare 6 gol e non subirne nessuno. 

Anche oggi dunque, nonostante l’emergenza a centrocampo (assenti Cristante, Villar e lo squalificato Veretout) sarà questo il vestito tattico della sua Roma, che scenderà in campo con Rui Patricio in porta, Mancini, Smalling e Ibanez in difesa, Karsdorp, Pellegrini, Mkhitaryan ed El Shaarawy a centrocampo, Carles Perez, Abraham e Zaniolo in attacco. Juric risponderà con un sistema di gioco molto simile, ovvero un 3-4-2-1 con Milinkovic-Savic tra i pali, Djidji, Bremer e Buongiorno nel reparto arretrato, Aina, Lukic, Pobega e Vojvoda in mediana, Linetty e Brekalo alle spalle dell’unica punta Belotti.

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