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Mondiali: Germania super, oggi torna in campo il Brasile

Manca solo il gruppo H, quello con Belgio, Russia, Algeria e Corea del Sud, e poi tutte le 32 nazionali avranno fatto il loro debutto al Mondiale brasiliano. Prima tornata di partite che si concluderà oggi, con Belgio-Algeria alle 18 e Russia-Corea del Sud a mezzanotte, mentre alle 21 i padroni di casa del Brasile contro il Messico apriranno il secondo turno di questi gironi eliminatori. Nella giornata di ieri, invece, si sono giocate le due gare del gruppo G e il secondo incontro del gruppo F, quello dell’Argentina. Nel gruppo G il 4-0 rifilato dalla Germania al Portogallo ci conferma che i tedeschi, pur senza la loro stella più luminosa dell’ultima stagione, Marco Reus (infortunatosi pochi giorni prima del via alla manifestazione), sono tra i più autorevoli candidati alla vittoria finale (e poco importa che non vincono niente dall’Europeo del 1996), mentre i lusitani rimangono una delle grandi incompiute dell’ultimo decennio, una formazione alla quale non basta nemmeno avere tra le proprie fila il giocatore più forte al mondo, Cristiano Ronaldo (tra l’altro reduce da un problema fisico), al quale troppo spesso viene chiesto di risolvere tutto da solo, ma che in nazionale il più delle volte risulta meno decisivo rispetto a quando gioca con il proprio club. Per i tedeschi, alla loro centesima gara ai Mondiali (nessuno come loro), tripletta di Muller (protagonista però della simulazione sull’espulsione di Pepe) e rete di Hummels, settimo esordio vincente consecutivo e gioia sfrenata della Cancelliera Merkel sugli spalti.

Solito bel gioco offensivo ai quali la Germania ci ha abituato negli ultimi anni, con i vari Gotze, Ozil, Muller e Schurrle a fare da mattatori, e con Klose che dovrà aspettare la sua opportunità per raggiungere Ronaldo (il Fenomeno) alla quota record di 15 gol nella storia dei Mondiali. Unico appunto la posizione del capitano Lahm, proposto come Guardiola al Bayern anche da Loew in mezzo al campo, ma che vista la grande abbondanza di giocatori di qualità proprio in quella zona, sarebbe più congeniale riportare sulla fascia come terzino, al posto di uno dei due difensori adattati, ruolo che ha ricoperto per tutta la carriera in maniera splendida. Tutto facile, quindi, per i tedeschi, ma agevolati nel loro compito dalla decisione assurda dell’arbitro di cacciare fuori Pepe (non certo il giocatore più responsabile e lucido in certe occasioni, ma che in questo caso ha pagato la sua fama) al 37esimo del primo tempo, con ancora quasi un’ora da giocare, trasformata in passerella per gli avversari. Non si può dire che questa decisione abbia falsato il prosieguo della partita, poiché la Germania era già saldamente avanti 2-0, ma nel 2014 e con tutta la tecnologia a disposizione sarebbe ora di iniziare a squalificare (o ad espellere, se l’arbitro, magari aiutato, se ne accorge al momento in campo) anche i giocatori che simulano, sia di aver ricevuto un colpo inesistente, ma anche quelli, peggio ancora, che si portano le mani al volto come se avessero ricevuto un pugno da Mike Tyson, mentre il replay mostra un leggero tocco ma ad altezza del petto (come nel caso specifico di Muller, contro cui poi Pepe ha sbagliato ad andare testa contro testa infastidito dalla scenata del tedesco). Sarebbe davvero il caso di iniziare a punire severamente queste sceneggiate, di ogni tipo, e forse, a furia di giornate di squalifica, tra qualche anno riusciremo a vedere partite in cui i giocatori ci pensano due volte, e magari tre, a svenire in maniera ridicola per contatti che in altri contesti farebbero loro solo il solletico.

Detto questo, per il Portogallo, che non avrà Pepe almeno per un paio di turni, la solita sensazione di vedere un gruppo di buoni giocatori, forse anche ottimi, ma distanti anni luce dal formare una squadra solida e concreta che possa arrivare in fondo a questo tipo di manifestazioni. Probabilmente il treno giusto è passato una decina d’anni fa, con una generazione di campioni che si fermò agli Europei del 2000 nei tempi supplementari della semifinale contro la Francia poi vincitrice del torneo, e soprattutto quattro anni dopo perdendo clamorosamente in finale con la Grecia nel’edizione giocata in casa, oggi la speranza è che Cristiano Ronaldo si prenda la squadra sulle spalle e trascini i compagni con le sue giocate e i suoi gol, cosa che il numero 7 può tranquillamente iniziare a fare già dalla prossima partita. Sfida che sarà contro gli Stati Uniti, che nella notte hanno superato il Ghana per 2-1, vendicando gli ultimi due incroci contro gli africani, che sia ai Mondiali del 2006 in Germania, sia a quelli del 2010 in Sudafrica, li avevano battuti sempre con lo stesso punteggio. Per la formazione di Klinsmann, incoraggiata prima del match dal tweet del Presidente Obama, rete di Dempsey, non più giovanissimo ma sicuramente ancora il migliore dei suoi, dopo soli 30” (uno dei gol più veloci della storia della Coppa del Mondo, il più rapido resta ancora quello di Hakan Sukur nella finale per il terzo posto nel 2002 in Corea del Sud tra la sua Turchia e i padroni di casa) e colpo di testa decisivo del gigante difensivo Brooks negli ultimi minuti, dopo che poco prima aveva pareggiato per i ghanesi Andrè Ayew. Per le Stelle Nere africane, molta delusione e l’ennesima bocciatura davanti al palcoscenico internazionale, i buoni giocatori ci sono, come lo juventino Asamoah o i fratelli Ayew, ma altri, come Essien, non riescono più a dare il contributo di qualche anno fa, quel che è certo è che il loro gioco troppo spesso confusionario li tiene ancora lontani dal potersi confrontare realmente con le potenze europee. Sia Ghana che Usa, comunque, non possono impensierire il Portogallo, specialmente se si dovesse accendere Cristiano Ronaldo, percui il secondo posto alle spalle della Germania non dovrebbe sfuggire ai lusitani.

Molto poco, ma c’era da aspettarselo, si è visto anche nell’incontro tra Iran e Nigeria, uno 0-0 che è stato il primo pareggio di questi Mondiali dopo 12 gare e avrà fatto la fortuna dei tanti scommettitori che per la legge dei grandi numeri avranno puntato proprio su questa statistica, magari accompagnando il segno “x” con un “under”, visto le caratteristiche di queste due formazioni e come sono giunte in Brasile. Infatti l’Iran durante le qualificazioni asiatiche si era dimostrato la miglior difesa (e il suo attacco non può certo far paura), mentre la Nigeria, pur qualificandosi, era stato uno dei peggior attacchi con solo sette gol realizzati (pur avendo davanti i suoi elementi migliori e famosi, come Ameobi del Newcastle, Moses del Chelsea nell’ultima stagione in prestito al Liverpool o Amenike campione di Turchia col Fenerbahce). Sicuramente finora la peggior partita del torneo, fin qui invece caratterizzato da gare piene di gol, che di certo soddisfa di più gli iraniani, che alla loro quarta partecipazione alla fase finale della Coppa del Mondo ottengono il loro terzo pareggio (rimane storico ilo primo e fin qui unico successo contro gli Stati Uniti a Francia ’98), mentre per i nigeriani, che per capirci il loro numero 10 è il recupera palloni Obi Mikel e in mezzo al campo quello con più qualità è Onazi della Lazio, sono ben lontani i fasti e l’entusiasmo degli Anni 90, e vale un po’ il discorso fatto per il Ghana. Con l’Argentina che, anche senza impressionare, dovrebbe finire prima del girone, avendo visto il livello di Iran e Nigeria, il secondo posto dovrebbe essere a portata di mano della Bosnia, che se gioca come sa non dovrebbe avere troppi problemi a superare entrambi gli avversari. Dopo aver visto la partita di ieri sera, per Dzeko, Pjanic e tutta la Bosnia sembra sempre più concreto il passaggio del turno subito alla prima storica partecipazione ad un Mondiale.

Stasera alle 21 torna in campo il Brasile, di scena a Fortaleza contro il Messico (che nella prima gara ha battuto di misura il Camerun), con la possibilità di ipotecare già il primo posto del girone e provare a mettere paura alle altre contendenti alla vittoria finale. Il Messico visto nel primo incontro non sembra poter guastare i piani dei padroni di casa e per i verdeoro dovrebbe profilarsi un successo senza troppi patemi, a differenza dell’esordio con la Croazia, ma al Brasile si chiede di iniziare a farci vedere sul campo quel calcio, se non spettacolare, almeno migliore, che cinque giorni fa non si è visto. Non sarà la miglior Selecao della storia, ma i grandi giocatori di talento non gli mancano, in tutte le zone del campo, e il fatto di giocare in casa pone Neymar e compagni come i favoriti ad arrivare fino in fondo, ma la partita inaugurale è stata tutto tranne che convincente e se non ci fosse stato il regalo dell’arbitro Nishimura forse a quest’ora il Brasile avrebbe solo un punto come l’ottima Croazia e affronterebbe la partita di stasera con tutt’altro spirito. A proposito dello scandaloso rigore assegnato ai brasiliani (e grazie al quale il giorno dopo tutte le prime pagine del mondo hanno celebrato la doppietta di Neymar), nei giorni scorsi abbiamo dovuto leggere le ridicole e imbarazzanti dichiarazioni di Blatter, mentre ieri nella conferenza stampa della vigilia della partita di stasera l’allenatore brasiliano Scolari ha risposto stizzito all’ennesima domanda riguardante quell’episodio. Bene, che l’arbitro è umano e possa sbagliare deve essere accettato (anche se in alcuni casi si fa oggettivamente fatica), ma che dopo chi subisca il torto debba sentirsi anche prendere in giro sembra francamente troppo, ammettere un errore che tutto il mondo ha visto o un episodio fortunato non cambia il risultato di quella partita e i punti in classifica ormai rimangono quelli, perché non ammetterlo, tranquillamente?    

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