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Milano, omaggio di Intesa Sanpaolo allo scultore Canova alle Gallerie d’Italia

FIRSTonline

L’esposizione è organizzata da Intesa Sanpaolo in partnership con la Soprintendenza Speciale PSAE e per il Polo Museale della città di Venezia e dei Comuni della Gronda lagunare e in collaborazione con la Fondazione Cariplo.

Il recente restauro di sei bassorilievi in gesso conservati presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia, ispirati a episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, e lo studio dei documenti ad essi relativi hanno portato alla luce opere di grande valore storico. Sono infatti state identificate nelle opere restaurate i modelli originali per le prime delle trentadue metope – i pannelli decorativi destinati a ritmare il fregio dorico – che Antonio Canova, moderno Fidia, intendeva realizzare per il pronao del Tempio della natia Possagno, l’edificio maestoso da lui stesso progettato ispirandosi all’architettura del Partenone e del Pantheon.

Lo scultore iniziò a lavorare ai modelli delle metope nel dicembre del 1821; ai primi di aprile del 1822 ne erano stati eseguiti sette, subito inviati dallo studio di Roma all’Accademia di Venezia, perché altrettanti scultori, scelti tra i migliori allievi dell’Accademia stessa, iniziassero a realizzarne la versione in marmo. La morte, sopraggiunta il 13 ottobre 1822, impedì allo scultore di portare a compimento il progetto. Insieme ai sei bassorilievi del Tempio, sono in mostra sette disegni preparatori, provenienti dal Museo Civico di Bassano del Grappa, in stretta relazione alle metope stesse, che testimoniano il costante interesse di Canova per i temi biblici e cristiani, così come il suo studio dei “Primitivi”.

Completano l’esposizione due esemplari, provenienti dalla Biblioteca Braidense, dell’Atlante illustrato della Storia della scultura (1813–1818 e 1822–1824) di Leopoldo Cicognara, storico dell’arte e amico di Canova: una fonte importante che permette di contestualizzare meglio il confronto con il Medioevo e il primo Rinascimento. Uno dei sette modelli delle metope, andato purtroppo perduto, viene rappresentato in mostra dal bassorilievo proveniente dalla Gipsoteca Antonio Canova di Possagno, appartenente ad una serie eseguita dai seguaci dell’opera del Maestro.

La mostra trova una sede ideale nelle sale della sezione “Da Canova a Boccioni” delle Gallerie di Piazza Scala, nelle quali sono esposti i bassorilievi Rezzonico di Collezione Fondazione Cariplo. Tale collocazione consente un confronto diretto – nell’ambito delle opere di Canova con la tecnica del bassorilievo in gesso – tra la produzione giovanile dell’ultimo decennio del Settecento, ispirata all’antichità classica, e opere realizzate prima della morte.

Sempre oggi, alle ore 18.30 presso il Salone Mattioli delle Gallerie di Piazza Scala è in programma “Canova e la danza. Incontro tra danza e scultura”, prima di una serie di tre conferenze del ciclo “A più voci – Arte, danza e musica nell’800”, dedicate all’approfondimento di alcune opere conservate nelle Gallerie.

Nel corso dell’incontro, Marinella Guatterini, storico della danza, e Francesco Leone, storico dell’arte, rifletteranno sulla danza nell’opera canoviana “La danza dei figli di Alcinoo” in rapporto a quella di fine ‘700 – inizio ‘800, con un accompagnamento eseguito da giovani ballerini dell’Accademia Teatro alla Scala.

Il ciclo, nato dalla collaborazione tra Intesa Sanpaolo, Teatro alla Scala e Accademia Teatro alla Scala, proseguirà con incontri sulle contaminazioni tra pittura e il mondo della musica il 17 e il 24 ottobre prossimi.

Aperta al pubblico nella sede milanese fino al 6 gennaio 2014, la mostra sarà ospitata al Metropolitan Museum of Art di New York dal 20 gennaio al 27 aprile 2014.

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