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Milano, la storica boutique Neglia si lancia nella moda eco-etica. Le trend-setter? Quarantenni

L’alto di gamma della moda non conosce crisi. Perchè? Perché non se ne sta fermo e immobile ad ammirarsi allo specchio, ma perché al contrario osa, innova e sperimenta. E lo fa affidandosi alle cosiddette trend-setter, che a Milano lanciano l’eco-fashion.

Le griffe ormai da sole non bastano: bisogna inventare, reinventarsi, proporre sempre qualcosa di diverso e innovativo. Lo fanno i brand, e a maggior ragione devono farlo i negozi, vera cartina di tornasole di come va il mercato, ma non solo.

Anche di stili e tendenze. A chi è di Milano il nome Neglia dice qualcosa. Una boutique storica di Piazza San Babila e una sartoria che ha sempre vestito la borghesia meneghina. Da tempo si è trasferita in un’altra zona della città, vicino a piazza Piola, mantenendo gran parte della clientela abituale e incontrandone di nuova. 

Un negozio tradizionalmente improntato sul classico, ma che oggi segna una svolta. Porta tra i mostri sacri del fashion nazionale e internazionale gli astri nascenti dell’eco fashion. E’ Anna Neglia, esponente dell’ultima generazione della famiglia, a lanciare il progetto eco-etico.

“Un mondo – racconta Anna Neglia – che va ad abbracciare una tipologia di donna che a me piace: rispetta l’ambiente e ha una forte struttura morale ed etica nei confronti di se stessa e del mondo”. Lo ‘Smart Concept by Anna Neglia’ è una vetrina che ospita collezioni di abbigliamento e accessori selezionati a cura di Change up!, realtà milanese che si è fatta conoscere proprio per le sue iniziative nell’ambito della sostenibilità e che esercita una attività di scouting nella moda. 

“La donna che concepisce questo genere di abbigliamento basato comunque sulla qualità, che per noi resta la precondizione, vuole conoscere, sapere che dietro a ognuna di queste case c’è una linea guida. Come per esempio La Bolsina che produce borse con tessuti recuperati dagli alberghi di lusso. O ancora Cangiari attivo nella lotta alla mafia” spiega ancora Anna Neglia.

Affiancato a tutto questo, rimangono nella boutique i grandi nomi e grandi marchi tradizionali. Un mix and match che ben interpreta la modernità. “La donna deve essere predisposta per questi capi perché non tutte sono capaci di percepire questo mondo. Se c’è terreno fertile e lo si racconta, i riscontri sono positivi. Come ad esempio con Purotatto che realizza maglie fatte al 60% di proteine del latte. Una qualità fantastica, perché è ancora meglio del cashemere e della seta“. 

Tutto ciò che contiene innovazione e sperimentazione costa ma questo, spiega Neglia, non spaventa affatto il cliente: “C’è un valore aggiunto, perché ho sia la storia, sia la qualità. Ho tutto”. Insomma se la crisi si avverte, “la crisi è mondiale e non mi posso togliere dal contesto”, resta il fatto che “questo modo di concepire la moda etica è rivoluzionario e avviene nel momento giusto. La donna non ha più voglia delle solite cose. Viene attratta dalle novità. Ma chi è la donna che interpreta questo modo consapevole di approcciare la moda? “Sono donne con un’età che va dai 35 ai 50 anni, 40 in media. Sono pronte, curiose. Sanno apprezzare e spargono la voce tra le amiche. Le più giovani, le 20enni, cercano ancora il marchio, la griffe“. 

Il debutto per il nuovo Smart Concept di Anna Neglia è in agenda per il 10 novembre dalle 9,30 alle 21, nel negozio di Via Enrico Noe 23 a Milano.

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