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Mediaset-Vivendi vicini all’accordo, Cdp celebra i 170 anni

FIRSTonline

Il rally delle Borse prosegue stamane in Asia, ma i futures segnalano una partenza cauta in Europa. A favorire il rimbalzo dei mercati cinesi è stato il taglio di 25 punti base del costo delle operazioni contro termine a sette giorni fermo dal 2015. Inoltre, la Banca centrale ha immesso nuova liquidità (26 miliardi di dollari) sui mercati, già sostenuti dalla notizia, rilanciata dai giornali cinesi, di una svolta positiva dei colloqui con gli Usa.

 L’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen è in rialzo dello 0,7%, mentre lo yuan si indebolisce leggermente a 7,01. Avanza anche Hong Kong (+1%), nonostante la città stia vivendo ore drammatiche: cresce la sensazione che un intervento militare di Pechino sia ormai imminente.

Catapulte e frecce hanno fatto la comparsa in quella che è ormai la battaglia di Hong Kong che oppone la polizia agli studenti che hanno respinto l’ingiunzione a lasciare l’università dopo l’interruzione dei corsi. Un ufficiale è stato ferito ad una gamba da una freccia scagliata da una balestra mentre sugli agenti piovevano bombe molotov scagliate da catapulte.

ALIBABA LANCIA UNA NUOVA OFFERTA, SALE TOKYO

La rivolta, però, non frena i piani di Alibaba: il colosso dell’e-commerce mercoledì lancerà nell’ex colonia britannica un’offerta pubblica di vendita di 500 milioni di titoli.

In rialzo anche il Nikkei di Tokyo (+0,49%). Scendono invece di mezzo punto le Borse della Corea del Sud, dell’Indonesia e dell’Australia, sulla parità il listino indiano.

ARAMCO: DALL’IPO SOLO 26 MILIARDI

Si mantiene sui massimi da otto settimane il petrolio del mare del Nord a 63,6 dollari al barile in attesa del prossimo vertice tra i produttori a Vienna il 6 dicembre. Se i delegati non dovessero trovare un accordo sui tagli, il Brent potrebbero tornare molto velocemente a 50 dollari il barile, scrive stamattina Bernstein. In questo clima agitato si avvia al prendere il via l’Ipo di Aramco, una delle operazioni borsistiche più importanti di sempre. Domenica l’Arabia Saudita ha finalmente alzato il velo sulla valutazione del colosso del petrolio: 1.700 miliardi di dollari, meno di quanto sperava il principe Mohammed Bin Salman (2.000 miliardi). L’Ipo sull’1,5% del capitale consentirà comunque di raccogliere 25-26 miliardi di dollari.

Anche l’Iran, come Hong Kong, è intanto al centro della protesta popolare. In un centinaio di città, oltre a Teheran, ieri ci sono state manifestazioni e saccheggi di negozi e banche dopo la decisione di alzare le tasse sul carburante del 50%: il regime ha interrotto i canali Internet per impedire collegamenti tra i dimostranti (oltre mille gli arresti).

LUCA DI MEO VERSO LA GUIDA DI RENAULT

In un clima meno drammatico i mercati si accingono a vivere una settimana forse decisiva sulla partita dei dazi. A parte il confronto tra Cina e Usa, il dossier più caldo riguarda l’auto. Dopo diversi rinvii, Donald Trump dovrebbe prendere una decisione sulle eventuali tariffe da imporre sulle auto europee o annunciare una tregua.

Stasera arriveranno i dati sulle immatricolazioni nel Vecchio Continente. Intanto, sembra proprio che sarà un italiano il nuovo pdg di Renault: Luca De Meo, attuale numero uno di Seat, è la prima scelta degli azionisti per succedere a Thierry Bolloré.

ILVA E ALITALIA “OSPITI” ALLA FESTA DELLA CDP

I numeri dell’auto saranno i primi di una lunga serie di statistiche che misureranno lo stato di salute dell’industria europea e di quella italiana in particolare: da oggi a venerdì usciranno i dati sul fatturato e sugli ordinativi nel Bel Paese nonché sull’andamento del prodotto interno lordo e sui prezzi alla produzione della Germania. Da seguire anche l’andamento della fiducia dei consumatori dell’Eurozona. La settimana si chiuderà con gli indici Pmi manifatturieri relativi alla congiuntura di Francia, Germania e dell’intera area euro.

I segnali sull’andamento della congiuntura industriale, a partire dalla drammatica situazione dell’Ilva, faranno da cornice alla discussione parlamentare sulla Manovra di bilancio per il 2020 con gli oltre mille emendamenti attesi al Senato. Ma la crisi di Taranto, così come il caso Alitalia, incomberà sulle celebrazioni odierne per il 170° anniversario della Cdp, alla presenza del presidente Sergio Mattarella.

MINUTE DI FED E BCE, L’ESORDIO DI LAGARDE

Sul fronte delle banche centrali da seguire in settimana la pubblicazione delle minute della Fed e della Bce. A Francoforte i riflettori però saranno rivolti al primo intervento pubblico di Christine Lagarde.

OLTRE 21 MILIARDI DI CEDOLE: OGGI GLI ULTIMI STACCHI

Piazza Affari cerca consolazione on gli ultimi dividendi una vendemmia fortunata: oggi verranno staccate le cedole di Mediobanca (0,47 euro), Poste Italiane (0,0154 di acconto), Recordati (0,48 di acconto), Tenaris (0,13 acconto) e Terna (acconto 0,0842). Fuori dal listino principale, arriva la cedola di Banca Mediolanum (0,21 di acconto), Coima Res (0,1 acconto) e di Danieli (0,15 per le ordinarie, 0,17 le risparmio).

All’appello manca solo l’anticipo dividendo di Stm, che sarà distribuito a dicembre inoltrato. Si può fare perciò un bilancio quasi definitivo: le società di Piazza Affari hanno restituito ai soci circa 21 miliardi di euro, in sensibile rialzo rispetto ai 19 miliardi di un anno fa. Il dividend yield medio è stato del 3,5%, in linea con gli altri mercati.

Le prospettive per l’anno a venire sono positive: con l’accordo tra Fca e Psa (da concludere in via definitivo entro il 2020) nelle tasche dei soci del gruppo italo americano arriveranno 5,5 miliardi dividendo extra.

MEDIASET/VIVENDI: L’ACCORDO ENTRO DOMANI?

Sotto i riflettori Mediaset in attesa del possibile (ma non scontato) accordo per chiudere l’aspro contenzioso con Vivendi. Il giudice ha dato tempo fino a venerdì per un accordo, ma non è esclusa una proroga. Fininvest ha offerto al gruppo francese 2,77 euro per azione, cioè le stesse condizioni proposte agli altri azionisti, un euro in meno del valore di carico della quota nel bilancio di Vivendi. Ma ad avvicinare le parti co sarebbe la rinuncia ai contenziosi legali in corso. A liquidare il 20% della quota di Vivendi sarà il fondo Peninsula. Tra oggi e domani potrebbe esserci la svolta decisiva.

TREVI, IL TRIBUNALE DICE NO

Seduta ad altissima tensione oggi per Trevi Finanziaria. Venerdì il tribunale di Forlì ha respintol’accordo di ristrutturazione del debito raggiunto con i creditori. Replica della società: andremo in appello.

HP-XEROX, NON C’E’L’ACCORDO. BRINDISI PER IL BEAUJOLAIS

Nel week end il board di Hp ha respinto all’unanimità l’offerta di 22 dollari per azione presentata da Xerox ma ha lasciato la porta aperta ad una “potenziale combinazione”.

Terminata la sfilata di trimestrali a Wall Street, c’è poco da segnalare sul fronte dei conti. Ci sarà tempo, perciò, per festeggiare martedì l’attivo dei Beaujolais Nouveau (e dei Novelli di casa nostra).

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Categories: Finanza e Mercati