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Lusso, la moda in fermento: Ferragamo e Versace sotto i riflettori

Wikimedia Commons Farizabasov

La moda italiana è in fermento. Non solo perché tra qualche giorno comincia la Milano Fashion week, ma perché dal punto di vista societario le più importanti case simbolo del lusso Made in Italy potrebbero presto cambiare volto e obiettivi.

Il vento di novità che sta soffiando sul settore può avere il suo esempio più eclatante in Ferragamo.

Le ipotesi, ripetutamente smentite dalla famiglia, sulla vendita dell’azienda fiorentina continuano ad attirare l’interesse del mercato, con il titolo che, sulla Borsa di Milano, da giorni continua ad essere tra gli assoluti protagonisti con sali-scendi da capogiro.

“La famiglia ha ragione a non vendere”, ha commentato Antoine Arnauld, figlio del patron di Lvmh, Bernard. L’imprenditore non ha invece commentato un eventuale interesse del gruppo transalpino per Ferrragamo. “Non siamo qui per parlare di acquisizioni, ma per ‘Les Journees Particulieres’, l’evento del nostro gruppo”, si è limitato a dire.

Ma le indiscrezioni non tengono a freno le ipotesi sul futuro del gruppo, da mesi impegnato in una profonda riorganizzazione culminata con la nomina del nuovo ad Micaela le Divelec Lemmi.

Gli analisti di Equita sottolineano che “per la frammentazione della famiglia a capo della holding di controllo (che detiene il 54% del capitale), Ferragamo è sempre uno dei principali candidati come possibile target per M&A nel settore e rumours simili sono ricorrenti. Tuttavia più volte negli ultimi mesi il presidente Ferruccio Ferragamo ha confermato il commitment della famiglia ed escluso qualsiasi ipotesi di vendita, così come in questo caso”.

Da tenere in considerazione, sottolinea Equita, che il titolo tratta a 28 volte il rapporto prezzo/utili 2019, a premio del 20% circa rispetto alle valutazioni di settore, incorporando già in parte un premio speculativo.”In caso di M&A potremmo comunque ipotizzare un ulteriore premio del 20%-30% sulla base di passati deal nel settore ma anche tenuto conto degli attuali timori di rallentamento sui consumi del lusso cinesi”.

Ma Ferragamo potrebbe non essere l’unica casa di moda a “cambiare forma” nel prossimo futuro. Altro dossier da non perdere è quello che riguarda Versace. L’azienda oggi è controllata all’80% da Givi, holding di proprietà di Santo e Donatella Versace e Allegra, figlia di quest’ultima. La quota rimanente è in mano a Blackstone.

Anche in questo caso i rumors parlano di colossi internazionali intenti, da diversi mesi, a corteggiare la casa di moda italiana. Tra essi ci sarebbero soprattutto i francesi di Kering. Ancora una volta la Francia dunque, dove sono già emigrati ormai ex fiori all’occhiello del made in Italy. Qualche esempio? Gucci, Bottega Veneta e Pomellato sono passate sotto il controllo di Pinault, mentre Emilio Pucci, Fendi, Bulgari, Loro Piana e Cova sono state acquisite, una dopo l’altra, d Lvmh, andando ad arricchire l’ormai incontrastabile lusso francese.

Da tenere d’occhio c’è anche Trussardi, che in base a quanto riportato dal Sole 24 Ore potrebbe raggiungere presto un’intesa con il fondo Quattro R, veicolo partecipato dalla Cassa Depositi e Prestiti.

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