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Lunedì nerissimo: il crollo cinese scatena il panic selling e affonda le Borse. Milano ko: -5,9%

PIAZZA AFFARI -6%: TUTTA IN PROFONDO ROSSO. LA CINA FA TREMARE L’EUROPA E WALL STREET

L’Apocalisse si è manifestata nel pomeriggio, dopo l’apertura drammatica di Wall Street: l’indice S&P 500 ha aperto a -5,2%  a quota 1867,90, il 12 % sotto il record di maggio. Ancor peggio il Dow Jones -6,5% con una perdita secca di mille punti. La frana ha fatto precipitare nel panico i listini europei: nel corso della giornata la sindrome Cina ha provocato una caduta dell’indice Ftse Mib superiore al 7%, in linea con Parigi e Francoforte.

Alla fine l’indice Ftse Mib ha chiuso in calo del 6%, il ribasso giornaliero più pesante dal novembre del 2011. Francoforte -5%, Parigi -5,6%, Madrid -5,7%. Wall Street è in ribasso, ma è risalita dall’abisso. Attorno alle 17,35 italiane il Dow Jones perde il 2,5%, dimezzando le perdite dei primi scambi, l’indice S&P 500 il 2,77% dopo un calo di oltre il 4,5% e il Nasdaq del 2,66% in recupero dallo scivolone iniziale di sei punti percentuali.

Esplode la volatilità. L’indice Vix (che misura il grado di paura sulle borse) è schizzato oltre quota 50, al livello più alto dal gennaio 2009, per poi rientrare al 35%. Soltanto il fallimento di Lehman Brothers nel 2008 aveva spinto più in alto il grado di “paura” degli investitori.

L’euro si apprezza sul dollaro a 1,16 da 1,138 di venerdì sera: la frenata della Cina e lo sgretolamento delle economie emergenti spingono a pensare che la Federal Reserve non alzerà i tassi prima del 2016. Perdite vertiginose per il greggio: il Brent -4,9% scivola a 43 dollari, il petrolio americano tratta addirittura sotto i 38 dollari (-6,2%).

Patiscono anche a Piazza Affari i titoli petroliferi. Il peggiore è stato Tenaris -9,4%. Eni chiude in calo del 7,3%, Saipem -6,2%. Nessun titoli del paniere Ftse Mib è sfuggito alla stretta dell’Orso. In forte calo le società del lusso: Yoox -6,7%, Luxottica -6,5%, Ferragamo -6% al termine di una seduta ad altissima volatilità. Fiat Chrysler lascia sul terreno il 7,3%, STM -5%.

Male anche le banche: Unicredit -6,3%, Intesa -6,1%. Fa peggio MontePaschi -7%, meglio Pop. Milano -3%. Non si sono salvate le utility, Enel -6%, Snam -5,5%. Atlantia -5%. Telecom Italia -5,3%.

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