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Lo spread vola a quota 237 dopo aver toccato 250. Btp al 4,1%. Borse in altalena: Milano -0,32

Imagoeconomica

Si chiude in Europa una seduta ad alta volatilità, dove le speranze di un rimbalzo sono tramontate definitivamente quando Wall Street, nella mattina americana, ha preso a muoversi contrastata.

Piazza Affari è la migliore e limita i danni allo 0,32%, scendendo a 21.846 punti base. Anche lo spread archivia una giornata in altalena: dopo una fiammata oltre i 250 punti base il differenziale di rendimento con il titolo tedesco chiude incolore a 237 punti base. Salgono però i tassi: +4,1% per il Btp e +1,73% per il Bund. A mantenere alta la tensione sui titoli di Stato tricolori hanno contribuito le odierne aste dei Btp a 3 e 7 anni, con rendimenti saliti rispettivamente al 3,04% (top da luglio 2012) e 3,75%, vero record da quando la scadenza è stata introdotta nel 2014.

Non ha migliorato il clima l’intervista del governatore olandese a Le Monde, Klaas Knot, secondo il quale le opzioni della Bce per un aumento dei tassi di interesse di settembre non sono limitate a 50 punti base. Si ricorda che la banca centrale europea la settimana scorsa ha annunciato la fine del QE il primo di luglio e un aumento dei tassi di 25 punti base alla fine dello stesso mese. Probabilmente un nuovo aumento arriverà a settembre, a meno che l’inflazione non mostri di calmarsi. Per ora non è così, come mostra l’inflazione in Germania, che ha accelerato in maggio, su base tendenziale, al 7,9% (+0,9% su base mensile), in linea con le attese.

In questo contesto è più acceso il rosso degli altri listini della zona euro: Francoforte -0,91%, Parigi -1,2%, Amsterdam -1,31%, Madrid -1,37%. Fuori dal blocco perde lo 0,27% Londra

Wall Street nervosa: Twitter aspetta Musk

I mercati sono nervosi, pressati dall’inflazione, dalle scelte delle banche centrali, dall’impennata dei rendimenti dei titoli di Stato, dai timori di recessione. Wall Street è contrastata, dopo aver cambiato più volte direzione. Tra i titoli più famosi si apprezza Twitter (+3,3%), spinta dalla notizia che il potenziale acquirente, Elon Musk, incontrerà giovedì, per la prima volta, i dipendenti dell’uccellino.

Oracle è tra i migliori sullo S&P 500 (-0,14%) con un rialzo dell’8%, dopo una trimestrale superiore alle attese, grazie a un “notevole aumento della domanda” dei suoi servizi cloud. Questo andamento arriva all’indomani di una seduta pesante, in cui lo S&P500 è entrato ufficialmente in territorio orso, con un calo complessivo del 21% dal record toccato a gennaio.

Focus sulla Fed per rialzo tassi

In queste ore il focus degli investitori è sulla Fed, che oggi ha avviato la sua riunione di politica monetaria e che domani annuncerà le sue decisioni. Le probabilità che il rialzo dei tassi sia di 75 punti e non di 50 sono cresciute a causa dei dati superiori alle stime dei prezzi al consumo, visti venerdì. Oggi i prezzi alla produzione risultano in linea con le attese.

Se questa fosse la decisione si tratterebbe dell’incremento maggiore da 26 anni. JP Morgan non esclude neppure un intervento più massiccio, pari a un punto percentuale. Il ceo della banca, James Gorman, sostiene di vedere un pericolo di recessione americana nell’ordine del 50%.

Nell’attesa sale ancora l’indice del dollaro. L’euro resta schiacciato in area 1,041. La sterlina s’indebolisce ulteriormente. 

Gas e petrolio in rialzo: Gazprom taglia le forniture alla Germania

Con tutto il mondo finanziario concentrato sui problemi innescati da una forte inflazione, salgono ancora i prezzi di gas e petrolio.

In particolare, il prezzo del gas, poco mosso per tutta la prima parte della seduta, è volato del 10% fino a 94,73 euro megawattora dopo l’annuncio di Gazprom sulla riduzione del 40% delle forniture alla Germania, tramite il gasdotto Nord Stream, a causa della mancata consegna di alcune attrezzature da parte di Siemens (-1,47%).

Corrono anche i prezzi del petrolio e il Brent s’irrobustisce del 2,3%, oltre i 125 dollari al barile.

Piazza Affari regge con petroliferi, risparmio gestito e banche

A limitare i danni a Piazza Affari oggi contribuisce il rimbalzo del risparmio gestito, dei titoli petroliferi e delle banche.

Saipem, dopo il tracollo di ieri, recupera il 2,82%, spinta da un’intesa con Trevi legata alla perforazione per i parchi eolici offshore.

Tra i titoli oil trova posto nella top ten del listino principale anche Eni +1,48%.

Rialzano la testa i titoli del risparmio gestito, venduti recentemente a piene mani. La maglia rosa va a Banca Mediolanum +4,01%, seguono Poste +3,08%, Banca Generali +2,34%, Azimut +1,1,31%.

Infine, tornano gli acquisti sulle banche, molto penalizzate dall’impennata dei rendimenti dei titoli di Stato. In particolare, sono toniche Unicredit +2,41%; Banco Bpm +1,2%, Mediobanca +0,93%.

Nella top ten del principale paniere di Piazza Affari fa capolino Telecom +0,77%.

I ribassi più consistenti sono per Campari, -4,2%, A2a -3,37%, Inwit -3,31%, Diasorin -2,92%. Non si ferma la discesa di Nexi, -2,74%, che aggiorna ulteriormente il suo minimo storico a 7,31 euro per azione, nonostante l’annuncio odierno della vendita a Euronext di una componente tecnologica Capital Markets per 57 milioni di euro.

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