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Legge Concorrenza 2021: altolà di taxi, sindaci e concessioni balneari

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Taxi, sindaci e municipalizzate del trasporto locale, stabilimenti balneari: è partito l’assalto delle categorie alla legge sulla Concorrenza 2021. E la storia si ripete: il disegno di legge sulla concorrenza – uno dei primi atti del governo Draghi, in virtù degli impegni richiesti dalla Ue per il Pnrr (Piano di ripresa e resilienza) – è subito bersagliato in Parlamento. Le audizioni che hanno segnato l’inizio della discussione al Senato nel corso della giornata di martedì hanno fatto capire qual è l’aria che tira.

Legge sulla concorrenza 2021, l’assalto delle categorie

Una pioggia di critiche e obiezioni è stata sollevata dagli artigiani che chiedono lo stralcio delle norme di riordino sui taxi (e tassisti). Il coro è proseguito con sindaci e presidenti di Regione che sono partiti all’attacco dell’articolo 7, quello che dispone l’obbligo di gare per assegnare il trasporto pubblico locale. E hanno chiesto un rinvio di due anni, quindi dal 2022 al 2024. A quel punto, le categorie si troveranno di fronte un Parlamento diverso da oggi, in virtù delle elezioni politiche in programma nella primavera del 2023. Le proteste riguardano anche il fatto che – finalmente si potrebbe aggiungere – l’obbligo di indire le gare è correttamente sanzionato – nel caso non vengano fatte – con un taglio del 15% del fondo nazionale per i trasporti.

Concorrenza e trasporti, i sindaci vogliono il rinvio

Obbligo e sanzioni, spiegano gli esperti, esistono già ma non vengono applicati in quanto non esiste un censimento delle gare e quindi non si sa chi le ha fatte e chi no. Il censimento però è stato disposto dalla nuova legge sulla concorrenza e diventa così efficace, quindi temuto dagli amministratori. Gli abitanti di Roma sanno come funziona il trasporto gestito da Atac, gli scioperi programmati con frequenza ricorrente e sempre di venerdì, le difficoltà di spostarsi in una grande capitale. A quanto pare non è ancora abbastanza e si cerca di rinviare una seria riorganizzazione tra due anni.

Taxi all’attacco, chiedono lo stralcio

Non meno agguerrito il settore dei taxi. Nel primo ciclo di audizioni Confartigianato, Cna, Alleanza delle cooperative, sostenuti dalle Regioni, hanno chiesto lo stralcio dell’articolo 8. In quell’articolo è previsto l’”adeguamento dell’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante l’uso di applicazioni web”, ovvero una seria disciplina per le App come Uber.

Stabilimenti balneari: no alle gare

Infine, l’ultimo assalto è arrivato da Assobalneari e Sib, i rappresentanti degli stabilimenti balneari. Hanno insistito sul fatto che le nuove concessioni balneari tutelino i concessionari e gli investimenti fatti. Tuttavia il governo, pressato da Bruxelles che da anni chiede la messa a gara delle concessioni, una norma dovrà prima o poi emanarla. Il tema è caldo e non è un caso che sia stato discusso anche a Palazzo Chigi – poco prima dell’audizione al Senato – presenti il premier Draghi, i ministri dello Sviluppo Giorgetti e del turismo Garofoli.

Legge sulla concorrenza 2021, una storia che si ripete

Le audizioni sul Ddl Concorrenza proseguono tutta la settimana in Commissione Industria ad un ritmo intenso. Poi si entrerà nel vivo della discussione. Il testo è arrivato al Senato il 3 dicembre ed è stato assegnato alla commissione il 23 dicembre. Giova ricordare un passaggio della relazione che lo accompagna:

Il PNRR pone come traguardo l’entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza 2021 per la fine del 2022.

Nonostante sia prevista dal 2009, come già detto, la legge annuale per il mercato e la concorrenza è stata in realtà adottata solo nel 2017 (legge n. 124/2017).

Nel PNRR, il Governo ha assunto l’impegno di realizzare la cadenza annuale, essendo tale legge “essenziale per rivedere in via continuativa lo stato della legislazione al fine di verificare se permangano vincoli normativi al gioco competitivo e all’efficiente funzionamento dei mercati, tenendo conto del quadro socioeconomico. Una prima serie di misure in materia concorrenziale sarà prevista dalla legge per il mercato e la concorrenza per il 2021, mentre altre verranno considerate nelle leggi annuali per gli anni successivi”

Fonte: Dossier 11 Gennaio 2022 – Senato della Repubblica
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