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Le Fondazioni di origine bancaria compiono 30 anni

FIRSTonline

Si apre l’anno di festeggiamenti del trentennale delle Fondazioni di origine bancaria. Nate tra il 1991 e il 1992, a seguito della “Legge Amato”, che separò l’attività filantropica da quella creditizia. Sin dalla loro nascita, le risorse a fondo perduto messe a disposizione dalle 86 Fondazioni – enti privati senza fini di lucro, autonomi e indipendenti – ammontano a 26 miliardi di euro per circa 20mila iniziative attivate ogni anno. Un valore aggiunto del Paese di cui spesso sottovalutiamo la portata, ma che può tradursi in un vantaggio competitivo per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e inclusione. È quanto emerso dall’Acri in occasione dell’apertura dell’anno di festeggiamenti, l’evento “30 come noi. Generazioni in dialogo” che ha dato modo di raccontare la storia delle Fondazioni in questi trent’anni.

Francesco Profumo, presidente di Acri, ha dichiarato: “Come è infatti ormai diffusamente riconosciuto, le Fondazioni non solo erogano risorse, ma dialogano con i territori, attivano partenariati diffusi con soggetti pubblici e privati, profit e non profit, e sperimentano pratiche di innovazione sociale, che mettono a disposizione di tutti, affinché possano essere replicate anche in altri contesti e su scala più ampia. In un’ottica di sussidiarietà, lo fanno nei diversi settori in cui intervengono: dall’arte al welfare, dalla ricerca all’innovazione. Ad accomunare tutti questi interventi è la capacità di immaginare un futuro che garantisca a tutti il diritto di partecipare attivamente alla costruzione di un Paese più bello, giusto, solidale e sostenibile».

Per l’occasione, Acri e le Fondazioni associate hanno dato vita alla web serie “30 Come Noi”, composta da interviste a ragazzi e ragazze trentenni, protagonisti dei progetti promossi o sostenuti dalle Fondazioni. Ciascun episodio presenta un intervento realizzato in un ambito specifico: dalla ricerca alla cultura, dal sociale all’ambiente, dall’istruzione alla musica. Al momento ci sono 10 episodi, ma la lista è destinata a crescere esponenzialmente nei prossimi mesi.

Le Fondazioni di origine bancaria sono in adempimento della cosiddetta Legge Amato, che separò l’attività filantropica da quella creditizia delle Casse di Risparmio. L’iter normativo che ne ha tracciato il perimetro di intervento è stato piuttosto articolato e contraddittorio, ma è culminato nella cosiddetta Legge Ciampi del 1998 e in due sentenze della Corte Costituzionale del 2003 (la 300 e la 301), che ne hanno definitivamente sancito la natura di soggetti privati preposti alla cura del bene comune.

Oggi le Fondazioni, come scritto all’articolo 2 della Legge Ciampi – sono enti privati senza fini di lucro, autonomi e indipendenti, che, attraverso l’investimento dei patrimoni di cui dispongono, generano proventi che vengono messi a disposizione delle comunità e del Paese esclusivamente per scopi di utilità sociale e per la promozione dello sviluppo economico. Restano però attori finanziari di particolare importanza perché devono gestire al meglio le risorse di cui ancora dispongono. Oggi il loro patrimonio cumulato è di 40 miliardi.

I beneficiari di queste risorse sono i cittadini, tramite le organizzazioni di terzo settore, gli enti locali, le istituzioni scolastiche, le università, i centri di ricerca. In particolare, si stima che alle organizzazioni del Terzo settore, in forma diretta o tramite enti locali, vada circa il 70% di queste risorse. Ma le Fondazioni sono intervenute anche durante nella crisi sanitaria, mettendo a disposizione oltre 130 milioni di euro, tra risorse proprie e raccolte fondi attivate sui territori.

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