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Le Borse rimbalzano sulle ali della tregua per Huawei

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La momentanea schiarita sul caso Huawei restituisce fiato alle borse e l’attuale andamento in progresso di Wall Street aiuta ulteriormente il recupero dei listini europei. Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,77% a 20.698 punti trascinata dal rimbalzo di Stm, +4,45%, dopo il tonfo di ieri. Bene Telecom, +2,25%, dopo i conti trimestrali meno deboli del previsto. 

I tecnologici rialzano la testa negli Usa, come sugli altri listini europei e mettono in moto l’onda verde: Francoforte +0,86%; Parigi +0,5%; Madrid +0,47%; Londra +0,3%. A New York il Nasdaq sale circa di un punto percentuale, mentre i prezzi dei Treasury sono in calo con la ripresa dell’azionario. A ridare in parte fiducia è la licenza temporanea di 90 giorni (prorogabili) a Huawei che potrà acquistare prodotti americani, garantire il funzionamento dei network già esistenti e consentire a chi utilizza i suoi smartphone di fare gli aggiornamenti ai software. Anche Google sospende temporaneamente lo sbarramento alla licenza Android.

La tregua non oscura però le preoccupazioni economiche, con l’Ocse che taglia dello 0,1% al 3,2% le stime di crescita del pil mondiale per il 2019, invitando i governi a risolvere le dispute in corso, in particolare quella sui dazi. Per l’Italia la prospettiva è di crescita zero nel 2019 e +0,6% nel 2020, con un rapporto deficit/pil in salita al 2,4% quest’anno e 2,9% il prossimo, con un vertiginoso rapporto del 135% fra debito pubblico e prodotto interno lordo. L’amara stima non si riflette oggi sull’obbligazionario, che vive una seduta positiva. Il tasso del Btp decennale scende al 2,65% e lo spread con il Bund cala a 270.80 punti base (-2,94%). 

L’euro resta poco mosso sul dollaro, con il cambio in area 1,116, mentre si registra un incremento di fiducia dei consumatori nella zona euro che a maggio è aumentata di 0,8 punti portando l’indicatore a quota -6,6 punti; in salita anche nella Ue di 1,1 punti a quota -6,2 punti. I segnali che l’Asia stia già risentendo delle tensioni commerciali tra Usa e Cina permettono in ogni caso al biglietto verde di salire ai massimi da quattro settimane e di guadagnare lo 0,15% contro un paniere di sei valute. La sterlina britannica si stabilizza invece, dopo aver toccato in giornata i minimi da diversi mesi nei confronti di dollaro ed euro. Theresa May, primo ministro inglese, sta parlando di un nuovo accordo sulla Brexit e apre alla possibilità di un secondo referendum, ma solo dopo il voto sull’accordo.

Piatto il petrolio: Brent a 71,98 dollari al barile (+0,01%). Oro in frazionale calo a 1274,08 dollari l’oncia. In Piazza Affari i titoli petroliferi archiviano una seduta positiva, in particolare Saipem +1,7%, sostenuta dai giudizi positivi degli analisti con i nuovi contratti nel drilling offshore in Norvegia e Medio Oriente per un totale di oltre 100 milioni di dollari. Fra i maggiori rialzi del giorno Ferragamo +2,64% e Snam +1,88%. Dopo il Cedola day restano deboli i finanziari, in particolare Azimut -2,9%; Bper -2,63%; Ubi -2,49%. Male la Juventus, che perde l‘1,94%. Nuovo record storico per Terna, il 14esimo dall’inizio del 2019: toccati i 5,718 euro per azione (+15% dal primo gennaio).

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