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Le banche trascinano ancora la Borsa

Aiutate da Wall Street le Borse europee, dopo una mattinata in stallo, sono riuscite a prendere la via del rialzo terminando la seduta in leggero progresso. A Milano il Ftse Mib sale dello 0,9%, miglior listino del Vecchio Continente, all’indomani del rally del 4%. Parigi chiude infatti a +0,47%, Francoforte a +0,67% e Londra strappa appena un +0,03%. Positiva questa mattina la chiusura dell’Asia: Shanghai +0,51%, Hang Seng +0,85%.

A Wall Street il Dow Jones sale dello 0,17%, l’S&P 500 dello 0,14% e il Nasdaq dello 0,12%. Le trimestrali non hanno fatto faville con Bank of America e Wells Fargo che hanno diffuso risultati in linea alle stime degli analisti, quando invece il giorno prima JpMorgan aveva battuto le attese.

Hanno aiutato il sentiment i dati macroeconomici: le richieste iniziali  di disoccupazione Usa sono scese la scorsa settimana ai minimi dal 1973: in calo di 13mila unità a 153mila. Così come la tregua sul greggio con il prezzo del petrolio in lieve rialzo: gli investitori puntano a un accordo per il congelamento della produzione al vertice di Doha. Il  Wti sale dello 0,67% a 42,04 dollari al barile. Infine, il governatore della Fed di Atlanta, Dennis Lockhart ha affermato che gli Usa non sono altamente vulnerabili a problemi globali e che non ci sarà un  rialzo tassi ad aprile. Il cambio euro dollaro è a 1,1267.

A Piazza Affari continua la ripresa del comparto bancario aiutato da una maggiore fiducia circa l’efficiacia del fondo Atlante. Migliore blue chip è infatti Bper +4,52%, seguita da Banco popolare +3,92%, Unicredit +3,15%, Bpm +3,11%. Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde che ha parlato di “approccio interessante” che garantirà gli aumenti di capitale delle banche e con l’obiettivo di sbloccare il mercato degli non performing loans. Inoltre, in un documento congiunto firmato dai governi di Francia e Italia reso noto in giornata dalla Reuters, si chiede che che il fondo salva Stati Esm finanzi un nuovo fondo comune per il sostegno alle banche europee in difficoltà.

Durante l’assemblea dei soci di oggi Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, ha affermato che la banca ha un un impegno fino a un miliardo e non dovrà superare il 20% del totale del fondo. La quota di un miliardo, ha sottolineato Ghizzoni, è quindi “un tetto”. Quanto alla durata, il banchiere ha ribadito che è “di 5 anni, rinnovabili di anno in anno fino ad altri tre. “Sicuramente non è un investimento fatto a fondo perduto – ha precisato – ma è previsto un ritorno adeguato ed è una delle ragioni per cui siamo entrati”. A Siena, dove si è svolta l’assise del Monte dei Paschi, l’ad Fabrizio Viola, ha detto che la banca è pronta ad accelerare la cessione e il recupero dei crediti deteriorati utilizzando il paracadute del fondo Atlante. Inoltre, il presidente Massimo Tononi ha precisato che il Monte dei Paschi continua a valutare l’ipotesi di un’aggregazione come richiesto dalla Bce, ma rispetto ai mesi scorsi “c’è un freno sul mercato per le aggregazioni” dovuto alle tante incertezze sul settore bancario. Il processo di aggregazioni, secondo Tononi, potrà essere facilitato da un eventuale successo del progetto del fondo Atlante.

In evidenza Saipem +3% che oltre all’andamento del petrolio, beneficia del contratto Ecpi siglato con Tap, Trans Adriatic Pipeline (Tap) per la fornitura, costruzione e installazione (Epci) della sezione offshore del progetto, un gasdotto sottomarino, del diametro di 36 pollici (90 cm), che attraverserà il Mar Adriatico unendo le coste dell’Albania e dell’Italia meridionale, con una lunghezza di circa 105 km e una profondità massima di circa 820 metri sotto il livello del mare.

Peggior titolo del Ftse Mib è Stm che cede il 2,2% dopo il profit warning della cinese Taiwan Semiconductor che ha innescato le tensioni su tutto il comparto dei proiduttori di chip. Giù anche il lusso, tra i peggiori del Ftse Mib ci sono Ferragamo -1,88% e Luxottica -1,7%. Il comparto sconta  le notizie arrivate dal gruppo inglese Burberry che ha annunciato un calo dell’1% dei ricavi tra settembre 2015 e marzo 2016 a 1,41 miliardi di sterline inferiore alle attese e ha rivisto al ribasso le proprie previsioni sull’anno in corso. Tra i titoli più colpiti dalle vendite abnche Poste Italiane -1,82% e Finmeccanica -0,64%.

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