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Last supper in Pompeii: a Oxford la mostra sull’eruzione del Vesuvio

Intesa Sanpaolo

Cosa facevano i cittadini di Pompei a poche ore dall’eruzione del Vesuvio, il 24 agosto del 79 d.C.? A svelarlo è la mostra “Last Supper in Pompeii” che ha aperto al pubblico giovedì 25 luglio e che durerà fino a gennaio 2020, presso l’Ashmolean Museum of Art and Archaeology di Oxford (UK). In una fotografia raffigurante l’epoca dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., i visitatori rivivranno la vita quotidiana degli antichi Romani, dai campi coltivati alle taverne, dagli empori ai triclini, dalle cucine ai luoghi di culto. L’iniziativa è sostenuta anche dall’Italia, attraverso il contributo della banche Intesa Sanpaolo, all’interno di un ampio accordo di collaborazione che intercorre tra il gruppo e la prestigiosa Oxford University.

L’accordo include attività di formazione, di ricerca scientifica, scambi e borse di studio, e testimonia l’impegno di Intesa Sanpaolo per la diffusione della cultura e dell’arte italiana all’estero, anche facilitando le relazioni tra le istituzioni culturali italiane e quelle straniere. In mostra sono esposti oltre 300 reperti archeologici, alcuni di recente scoperta, tra cui oggetti di uso quotidiano, utensili, vasi, persino resti di cibi carbonizzati e preservati dalle ceneri del vulcano, mosaici e tesori provenienti dal Parco archeologico di Pompei e di Paestum, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal British Museum, dal Museo Archeologico di Londra e da collezioni private.

Il sostegno della banca a questa mostra, che contribuisce a diffondere la notorietà e la ricchezza del patrimonio artistico italiano, in particolare archeologico, rientra ancora più ampiamente nell’ambito del programma di Intesa Sanpaolo a sostegno di qualificate attività e istituzioni artistiche e culturali in Italia e all’estero. Il gruppo infatti contribuisce alla vita culturale del nostro Paese anche con l’attività espositiva propria delle Gallerie d’Italia, il polo museale nelle sue tre sedi a Milano, Napoli e Vicenza, che intrattiene rapporti con le principali istituzioni museali internazionali.

“La collaborazione – ha commentato Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo -, che perdura da diversi anni, con la Oxford University, un’istituzione riconosciuta tra le migliori al mondo nel campo della ricerca e della formazione, rappresenta per Intesa Sanpaolo una delle partnership più qualificanti. Grazie ad essa, Intesa Sanpaolo e i suoi manager – così come giovani studenti meritevoli – hanno la possibilità di accrescere le proprie competenze in un luogo storicamente consacrato alla conoscenza e all’approfondimento. Un legame che oggi si arricchisce di un nuovo significato con il nostro sostegno a una mostra che racconta la vita quotidiana degli antichi Romani e offre un notevole contributo scientifico alla diffusione della storia e della cultura italiana, a partire da scoperte archeologiche anche recenti. E’ una ulteriore testimonianza di come l’arte e la cultura siano parte integrante del nostro operare come Banca, un aspetto che non viene tralasciato anche in una collaborazione di tale importanza, una delle più ampie stabilite finora da Intesa Sanpaolo con atenei esteri”.

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Categories: Arte