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La Juve stende l’Inter e riconquista il primato

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Il campionato ha un nuovo padrone. Che poi è quello di sempre, o quantomeno degli ultimi 8 anni. La Juventus espugna San Siro e si riprende la vetta del campionato, ma soprattutto la consapevolezza di essere la più forte di tutti. Non che fino a ieri non ci credesse più, anzi, però è innegabile che questa primissima tranche di stagione l’avesse messa dietro all’Inter, decisamente più elogiata da critica e spettatori vari, anche se forse più per voglia di novità che per reale convinzione.

E poi c’era la questione Sarri, troppo grossa per essere metabolizzata in così poco tempo, sia dal punto di vista tecnico che ambientale, come qualsiasi rivoluzione che si rispetti. Dubbi spazzati via nella notte di San Siro, che ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, tutto il potenziale di una squadra stellare, tanto più se guidata al massimo dei giri. I 24 passaggi che hanno portato al 2-1 di Higuain sono il biglietto da visita ideale di Sarri, un inno alla bellezza che ha travolto l’Inter e mandato un messaggio forte e chiaro a tutta l’Europa.

“Il sorpasso in questo momento ha poco significato, l’aspetto importante è che abbiamo fatto una prestazione di personalità, di carattere, contro una squadra forte, che aveva sempre vinto fino a questo momento – l’analisi del tecnico bianconero. – Abbiamo meritato di vincere, questa squadra ha grandi qualità e quando trova momenti di lucidità può palleggiare molto bene. E quando questo accade le palle gol arrivano come diretta conseguenza”.

La meritata vittoria bianconera non deve però sminuire l’Inter, quantomeno non in senso assoluto. Certo, l’esame di fronte ai più forti è andata male ma questa resta una squadra che ha fatto enormi passi in avanti, sotto qualsiasi punto di vista. Finché hanno retto a livello fisico i nerazzurri se la sono giocata alla grande, pressando alto e mettendo in mostra la solita ferocia “contiana”. Alla lunga però, vuoi per la stanchezza post Barcellona, vuoi per l’oggettiva inferiorità tecnica e d’esperienza, vuoi per una panchina molto meno ricca, l’Inter ha ceduto di fronte a una Juve semplicemente più forte.

“Complimenti alla Juve, ha una caratura maggiore, è una squadra di un’altra categoria e non possiamo paragonarci a lei – l’analisi di Conte. – Dopo l’uscita di Sensi abbiamo perso il filo del discorso, ma continuando a dare tutto. La gara è stata equilibrata guardando i numeri, ma dobbiamo ancora crescere, nella gestione, nell’esperienza, nel capire i momenti. È così e non potrebbe essere altrimenti…”.

Partita bella e vibrante quella di San Siro, proprio come da previsioni, tra due squadre decise ad attaccarsi senza paura, ovviamente con le rispettive armi. Conte ha scelto di confermare in blocco la formazione del Camp Nou, eccezion fatta per Lukaku e D’Ambrosio, Sarri invece ha sorpreso tutti preferendo Dybala e Bernardeschi ai più quotati Higuain e Ramsey. Pronti-via e sono subito emozioni, con la Juve in vantaggio grazie a un gran tiro della Joya, sul quale Handanovic, bisogna dirlo, avrebbe potuto fare qualcosa in più (4’).

Inizio spettacolare da parte della Juve, che poco dopo sfiora il 2-0 con Ronaldo, il cui destro-bolide si stampa sulla traversa. L’Inter sembra alle corde, invece reagisce: al 16’ De Ligt tocca con il braccio in area e Lautaro Martinez non si pregare, scaraventando il penalty alle spalle di Szczesny (18’). Le due squadre si affrontano a guardia abbassata, con i due portieri impegnati su Ronaldo e Lautaro, prima che il Var annulli il 2-1 a CR7 per il solito fuorigioco di centimetri, questa volta di Dybala.

Conte perde Sensi per infortunio (al suo posto Vecino), Sarri pregusta i cambi da fare nella ripresa. E infatti la Juve rientra meglio, anche se l’Inter avrebbe la palla per il vantaggio con Vecino, il cui tiro, deviato da De Ligt, scheggia il palo esterno. In quel momento il tecnico bianconero decide che è l’ora di svoltare, e così ecco Higuain e Bentancur per Bernardeschi e Khedira, prima che Emre Can prenda il posto di Dybala, mettendo fine all’esperimento tridente dopo soli 9’.

Ma le mosse sono giuste perché l’Inter arretra e i bianconeri, guidati da un sontuoso Pjanic, fraseggiano alla grande, il tutto senza rinunciare alle stoccate di un match sempre tesissimo. All’80’ l’episodio decisivo, con un lungo possesso palla che porta al duetto Bentancur-Higuain, fino alla botta chirurgica del Pipita. Vittoria meritata, proprio come il primato in classifica. L’Inter scende di un gradino ma resta comunque una sfidante di tutto rispetto, anche se la sensazione, oggi più forte che mai, è che il destino del campionato, ancora una volta, dipenda solo ed esclusivamente dalla Juve.

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