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La Fed non fa paura, il petrolio rimbalza, Deutsche Bank si rianima

Chi ha paura della Fed? Non i mercati, a quanto pare. Il giorno dopo che la Banca centrale Usa ha segnalato l’intenzione di alzare i tassi entro l’anno, sono saliti appaiati sia l’azionario che i bond. Avanzano gli indici dei principali Paesi industrializzati, mostrando progressi intorno al 2%, mentre i global bond vedono i loro rendimenti scendere di 8/10 punti base.

Perché questa reazione? Giuseppe Sersale di Anthilia la spiega così: l’ennesimo rinvio del 2016 acuisce il problema di credibilità della Fed; “dopo tre rialzi annunciati e poi rientrati nel 2016 – si chiede l’analista – che fiducia può avere il mercato in quest’ultima indicazione, considerando che tra qui e dicembre ci sono le presidenziali? La decisione autorizza a pensare che ai prossimi meeting verranno trovate nuove scuse per non muoversi”.

Alessandro Fugnoli di Kairos ritiene però che ci sia una logica comune nelle scelte di Fed, BoJ e Bce: “La Banca del Giappone, che è il laboratorio monetario del mondo intero, ha appena fatto salire i rendimenti dei Jgb decennali di 30 punti base, così come sono saliti i rendimenti dei Bund e dei Treasury. Non si tratta di politiche restrittive, ma di misure di preparazione in vista dell’espansione fiscale ormai dietro l’angolo”.

ASIA PIATTA, AMAZON PER LA PRIMA VOLTA OLTRE 800 DOLLARI

Poco mosse le Borse asiatiche: Hong Kong -0,2%, deboli anche Shanghai (-0,1%) e Shenzhen (-0,2%). Sale invece Sidney (+0,8%). Ribasso “tecnico” a Tokyo dell’indice Nikkei (-0,2%). La Borsa, ieri chiusa per festività, è alle prese con le novità introdotte dalla Banca centrale che favoriscono gli Etf investiti nei titoli bancari più presenti nell’indice Topix che nel Nikkei.

Terza seduta consecutiva al rialzo per i mercati Usa: Dow Jones +0,54%, S&P 500 +0,65%; il Nasdaq (+0,84%) ha aggiornato il record storico a 5.339,62 punti. In evidenza Amazon (+1,9%), per la prima volta sopra gli 800 dollari, sostenuta dal rialzo dei target da parte di alcuni broker. Apple +0,9%.

SALE IL GREGGIO: SAIPEM SUPERSTAR, TOTAL SI SEPARA DA ERG

Archiviati i meeting delle banche centrali, l’attenzione si sposta sulle prossime decisioni dei Paesi petroliferi, Opec più Russia, che si incontreranno ad Algeri la prossima settimana. Nell’attesa, il calo a sorpresa delle scorte Usa ha favorito il rimbalzo dei prezzi: il Brent guadagna l’1,5% a 47,54 dollari al barile, Wti +1,5% a 46,32 dollari. A Wall Street ConocoPhillips +2,4%. 

Total intende uscire dalla jv sulle stazioni di servizio con Erg il prossimo anno. Lo ha detto il Ceo Patrick Pouyanne nell’incontro con gli investitori a Londra in cui ha annunciato che la società intende procedere ad un ulteriore taglio a investimenti (15-17 miliardi contro gli attuali 18-19) e costi operativi per mantenere la redditività anche ad un prezzo medio del greggio a 55 dollari.

Riscatto a Piazza Affari di Saipem (+5%) che si è così allontanata dai minimi degli ultimi due mesi segnati martedì scorso. La società ha annunciato l’acquisizione di nuovi contratti nella perforazione onshore in Medio Oriente e Sud America per un valore complessivo di 430 milioni di dollari. Eni +1,1%, Tenaris +2,4%.

MILANO +1,8%, A FRANCOFORTE SI RIANIMA DEUTSCHE BANK

Le Borse europee hanno virato al rialzo, festeggiando il messaggio in arrivo dalla Fed. Stamane è prevista una partenza piatta in attesa delle indicazioni in arrivo, a metà mattinata, dalle rilevazioni Pmi (relativi alle intenzioni d’acquisto delle imprese) di Francia, Germania e dell’intera Eurozona.

Il Ftse Mib ha chiuso a Milano un’altra seduta in positivo mettendo a segno un +1,76% a 16.637 punti. In forte ascesa anche le altre piazze. In ordine ascendente Londra +1,12%, Madrid +2,01%, Parigi +2,27%. Guida la corsa Francoforte (+2,28%).

Dopo tanta sofferenza, Deutsche Bank si è messa in mostra all’interno del Dax con un guadagno del 3,5% a 11,67 euro, allontanandosi così dal recente minimo storico di 11,06 euro. Kepler-Cheuvreux ha ribadito il giudizio Buy, abbassando però il target price a 13,89 euro da 15,28 euro. Sulla carta il prezzo obiettivo promette un upside del 20% circa. La banca ha allo studio una maxi-cartolarizzazione per rafforzare il patrimonio e tranquillizzare gli investitori.

Le banche della zona euro hanno raccolto 45,269 miliardi di fondi a quattro anni a tasso zero nella seconda operazione della nuova serie di finanziamenti mirati a lungo termine Tltro. La maggior parte delle banche italiane non ha presentato richieste, salvo Intesa Sanpaolo che ha ottenuto 5 miliardi di euro.

I rendimenti dei governativi della zona euro sono scesi ai minimi dall’ 8 settembre, data del direttorio della Bce che, rinviando le decisioni sul Qe, aveva innescato una prolungata fase di correzione. Il tasso decennale italiano scende fino a 1,172%, il rendimento del Bund decennale a -0,09%.

Il Tesoro ha annunciato che all’asta di martedì 27 settembre saranno offerti da 2 a 2,5 miliardi di Ctz e da 0,5 a 1 miliardi complessivi di Btpei scadenza 15/9/2032.

SNAM, BLITZ IN AUSTRIA. BLACKROCK SECONDO SOCIO DI TELECOM

In grande evidenza le utility, rilanciate dal rinvio dell’aumento dei tassi: Enel +3,2%, seguita da Terna (+2,6%). Snam (+2%), in cordata con Allianz, ha rilevato il 49% di Gas Connect Austria (che gestisce nel Paese gasdotti ad alta pressione per circa 900 km) per 601 milioni. A vendere è Omv, la più importante società oil & gas austriaca, alla quale resta comunque il 51%.

Molto bene anche Telecom Italia (-2,4%). Dalle comunicazioni a Consob sulle partecipazioni rilevanti emerge che i fondi BlackRock hanno raddoppiato la partecipazione al 5,04%, diventando in aggregato il secondo azionista della compagnia telefonica dopo Vivendi. L’operazione risale al 19 settembre.

Stamattina Macquarie ha promosso il giudizio a Outperform da Neutral. Il nuovo target price è stato fissato a 0,93 euro dal precedente 1,0 euro. Sulla carta lo spazio di rivalutazione previsto è intorno al 20%. Mediobanca Securities ha invece confermato il rating sull’azione a outperform (Tp 1,27 euro). Mediaset +1,1%.

PRYSMIAN NON SI FERMA PIÙ. ACCELERA L’AUTO: FERRARI +2,5%

Ieri è stata una giornata di gloria anche per gli industriali. Prysmian ha guadagnato il 2,5%, aggiornando il record storico di ieri a 23,66 euro. La performance da inizio anno migliora a +13%. Hsbc ha alzato il giudizio a Buy da Hold con target price a 27 euro. Kepler Cheuvreux ha alzato il target price a 25,5 euro da 23 euro, confermato il giudizio Buy. La società, a detta di Morgan Stanley, è tra le meglio posizionate per approfittare della stagione degli M&A del settore. Mercoledì ABB ha ceduto la sua divisione cavi per l’alta tensione alla svedese NKT Cables: valore della transazione 836 milioni di euro a livello di EV.

In grande evidenza in Europa il comparto Automotive: Fiat Chrysler è salita del 2%, Daimler +3,4%, Bmw +3,2%. Ferrari +2,44%: Mediobanca Securities ha ribadito la raccomandazione outperform con prezzo obiettivo fissato a 50 euro. Buon rialzo di Cnh Industrial (+2,8%) dopo i dati molto positivi sulle vendite di camion in Europa ad agosto. Moderati rialzi per Leonardo (+0,7%) e StM (+0,8%). 

PENSIONATI BPM SULLE BARRICATE, INTESA LIQUIDA NPL PER 1-2 MILIARDI

Quattro ore di confronto non sono bastate ieri all’ad di Bpm (+0,89%), Giuseppe Castagna, a superare le resistenze dei soci pensionati di piazza Meda. I vertici dell’associazione hanno dichiarato di attendersi risposte concrete (specie sul futuro della mutua aziendale) entro il 15 ottobre, data dell’assemblea chiamata ad approvare la fusione: un eventuale voto contrario dei pensionati potrebbe mettere a rischio la fusione con il Banco Popolare (+1,54%).

Unicredit ha chiuso chiude in progresso solo dello 0,4%: da rilevare le indiscrezioni sulla possibile vendita di Fineco (+1,5%) a Banca Generali (+0,5%). Intesa avanza dell’1,2%. Secondo Bloomberg l’istituto sta considerando l’ipotesi di vendere un pacchetto di sofferenze per un ammontare complessivo (valore facciale) tra 1 e 2 miliardi di euro.

MEDIOBANCA PREMIA YOOX, EXANE SAFILO

Positivi i titoli del lusso: Yoox +3,8%, confermato nella lista dei preferiti di Mediobanca Secuties. Luxottica +4%, Ferragamo +4%. Fra le mid e small cap, Safilo guadagna il 3,9% sostenuta dalla nuova raccomandazione Outpeform di Exane.

Balzo in avanti di Campari (+4,9%). La società ha completato con successo diverse operazioni di “liability management” grazie alle quali il gruppo ha ridotto il costo complessivo del debito e migliorato la flessibilità finanziaria.

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