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La Fed frena sui tassi e le Borse recuperano

FIRSTonline

Tanto rumore per nulla. I timori per un prossimo aumento dei tassi si sono dissolti ieri sera quando alle 19.15 (ora italiana) ha preso la parola Lael Brainard, membro votante del board della Fed, considerata la più stretta collaboratrice della presidente Janet Yellen. “Ci vuole prudenza nel normalizzare la politica monetaria della Banca centrale Usa – ha detto –. Credo che questo approccio abbia funzionato nei mesi recenti, aiutando a sostenere continui passi avanti nell’occupazione e progressi sul fronte dell’inflazione”.

Inoltre, ha aggiunto miss Brainard, “la politica monetaria deve prevenire i rischi al ribasso, piuttosto che alzare i tassi prematuramente per sconfiggere rischi al rialzo”. I mercati hanno immediatamente preso atto che il temuto aumento dei tassi non ci sarà. Resta la sensazione di fragilità offerta dalle Borse, in Europa più che in Usa, del tutto dipendenti dalle scelte della Banca centrale Usa, a sua volta in un momento assai delicato.

Ieri Donald Trump ha attaccato la politica della Fed, accusando la Yellen di essersi piegata ai voleri della Casa Bianca praticando una politica dei tassi “tropo bassi”. Non va trascurato nemmeno l’effetto della polmonite che hanno colpito Hillary Clinton. Il peso messicano p sceso ai minimi da due mesi e mezzo. La valuta messicana, in ribasso del 10% nel 2016, è da mesi inversamente legata alle fortune elettorali di Trump, che vuole edificare un muro tra i due Paesi.

BENE APPLE, BUONE NOTIZIE DALLA CINA

Modeste le reazioni sui mercati asiatici. Tokyo +0,8% nonostante le parole della Brainard abbiano favorito il rafforzamento dello yen sul dollaro (-0,3%). In rialzo gli altri listini: dall’Australia (+1,3%) alla Corea (+0,5%) e a Hong Kong (+0,8%, dopo il -3,4% nella seduta di lunedì). Dati macro positivi in arrivo dalla Cina: la produzione industriale è salita ad agosto del 6,3%. Tornano a scendere i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi; il trentennale ha chiuso a 0,530%. Il T-Bond 10 Usa è rimbalzato a 1,697% (da 1,643%).

Robusto il rimbalzo di Wall Street, ma comunque insufficiente ad annullare le perdite accusate venerdì: l’indice Dow Jones è salito del’1,32%, S&P500 + 1,42%. Meglio il Nasdaq, +1,68% grazie alla spinta dei titoli biotech. A sostenere la ripresa del listino è stata soprattutto Apple, salita del 2,24%. A mettersi in luce anche Wal-Mart (+2,3%) e Goldman Sachs (+2,3%).

Debole il petrolio: Brent a 48 dollari (-0,6), sotto la pressione della ripresa di attività dei pozzi dello shale oil americano.

L’EUROPA VERSO UN RIMBALZO: IERI MILANO -1,8%, OGGI L’ASTA BTP

Seduta complessa quella di ieri per le Borse europee, tenute sotto scacco dai timori degli investitori per le notizie in arrivo dagli Usa. I futures segnalano stamane listini in ripresa sull’onda delle parole di miss Brainard. Francoforte e Parigi dovrebbero aprire con un rialzo di poco inferiore al punto percentuale. Milano, la borsa peggiore assieme a Madrid, ha chiuso ieri a quota 16.840 punti, in calo dell’1,8%.

Meno pesante il calo sui mercati del Vecchio Continente: Parigi -1,3%, Francoforte -1,5%, Londra -1,2%. Il Tesoro ha collocato ieri 6,50 miliardi di Bot ad un anno. Il rendimento è risalito al -0,17% dal -0,19% di metà agosto, al massimo di metà giugno. Giornata turbolenta per il mercato del debito. A fine mattinata il rendimento del decennale italiano è salito a 1,29% da 1,25%, sui massimi dalla fine di giugno. Il fenomeno è in parte rientrato nel finale di seduta.

Tutta da verificare, dopo tante oscillazioni, la risposta dei mercati all’asta di oggi dei titoli a medio-lungo termine. Oggi il Tesoro offrirà fino a 8 miliardi di nuova carta a 3, 7, 20 e 30 anni. Ieri il nuovo Btp ottobre 2023 trattato sul “mercato grigio” ad un rendimento in area 0,78%, contro lo 0,63% dell’ultimo collocamento di metà luglio, minimo storico ma dopo le parole in arrivo dalla Brainard, i rendimenti sono in discesa.

TIRO AL BERSAGLIO SU UNICREDIT E MPS

A Piazza Affari la giornata è stata molto pesante per le banche. L’indice Eurostoxx Banks ha perduto il 3%. Unicredit chiude in ribasso del 3,7%. Secondo quanto riporta Reuters, Poste, Anima e Cdp si appresterebbero a presentare un’offerta su Pioneer. Si è ridotta a cinque la corsa all’acquisto di Pionieer dalla banca di Piazza Cordusio. L’ad Jean-Pierre Mustier ha incaricato l’adviser JP Morgan di portare avanti i contatti solo con Allianz, Banca Generali, Poste, Amundi e Macquarie. La scadenza è fissata al prossimo 19 settembre.

Monte Paschi -3,4%. La nomina del nuovo ad di Mps, “da quello che mi risulta – ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan – sarà oggetto mercoledì della riunione del consiglio di amministrazione”. In quella data quale successore di Fabrizio Viola dovrebbe essere designato Marco Morelli. I tempi dell’aumento di capitale? “Dipenderanno dal mercato. La questione non si pone entro l’anno”. Nel frattempo, è previsto oggi un incontro in Bce, nel corso del quale il presidente Massimo Tononi e il numero uno del comitato nomine Alessandro Falciai ufficializzeranno la candidatura di Morelli (che comunque nel corso del fine settimana avrebbe già incassato il via libera informale dell’Eurotower) e soprattutto ridiscuteranno il complesso piano di risanamento messo in cantiere dalla Banca. 

CASTAGNA (BPM) PROVA A FAR PACE CON I SOCI-PENSIONATI

Bpm -1,95%. Il consigliere delegato Giuseppe Castagna ha messo in agenda per giovedì 22 settembre un incontro con i soci pensionati, la componente dell’azionariato che ha manifestato le maggiori perplessità nei confronti della fusione. La settimana scorsa una del le associazioni più rappresentative dei soci pensionati, il “Patto per la Bpm”, ha inviato ai presidenti del consiglio di sorveglianza e del consiglio di gestione della Bpm, Nicola Rossi e Mario Anolli, una lettera con due richieste: mettere ai voti in assemblea anche l’opzione stand alone, e consentire ai soci di esprimersi con scrutinio segreto. Banco Popolare -2,9%.

La Bce sta cercando di spingere gli istituti, soprattutto nelle economie più deboli come quella italiana, a ridurre l’ammontare dei loro crediti deteriorati, che ostacolano la crescita economica frenando la capacità di erogare nuovo credito. Le banche della zona euro dovranno fissare propri obiettivi di riduzione dei 900 miliardi di crediti deteriorati, eredità della crisi finanziaria che frena la crescita, e solo significative carenze verranno sanzionate, secondo le nuove linee guida rese note ieri dalla Banca centrale europea.

Il clima negativo generale ha pesato sulle assicurazioni, nonostante l’aumento dei tassi sia da considerare positivo per il business. Generali ha perso il 2,6%, Unipol -4%, UnipolSai -3,2%. Nel risparmio gestito Azimut scende del 2,9%, Anima-1,3%. Poste Italiane ha lasciato sul terreno il 2,4%: secondo Mediobanca Securities (outperfom , target 7,7 euro) la società è in grado di acquistare Pioneer, finanziando l’operazione in parte con la cassa, in parte a debito.

BRILLA LA STELLA DI MONCLER, RESISTE SNAM

In un listino così contrastato spicca la performance di Moncler (+1,1%). Il titolo, tra i migliori del 2016, beneficia dei giudizi favorevoli in arrivo dagli analisti. Bene anche Cucinelli (+0,3%). In ribasso le utility, colpite dai timori di un aumento dei tassi. Enel ha lasciato sul terreno il 2%. Meglio Snam, sostenuta dalle notizie secondo le quali il 21 settembre arriverà la decisione di Omv sulla cessione del 49% di Gas Connect Austria. Equita considera favorita la joint venture Snam-Allianz, in considerazione delle potenziali sinergie con la gestione del Tag. Mediobanca Securities ha confermato sul titolo la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 5,5 euro per azione.

Tra gli industriali resiste Buzzi (-0,84% a 17,8 euro), confermata tra le top pick del settore europeo del cemento di JP Morgan. Calo lieve anche per Prysmian (-0,7%). Pesante il resto del settore: StM-1,4%, Leonardo -0,6%, Fiat Chrysler -2,4%, Exor-2,7%.

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