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La Cina rallenta le Borse, lo spread scende sotto la soglia dei 500 punti base

FIRSTonline

LO SPREAD BTP/BUND RESTA SOTTO QUOTA 500. IL TORO SCALDA MPS, L’ORSO GELA UNICREDIT

Si sgonfiano dai massimi le Borse europee dopo le dichiarazioni del primo ministro cinese Wen secondo cui, il primo trimestre 2012, sarà difficile per l’economia cinese. Milano guadagna ora lo 0,5%, Ftse/Mib a quota 15.540, Francoforte sale dell’1,11%, grazie anche al balzo di Deutz +6% sospinta da voci di interessi cinesi. In calo il Cac parigino per la pressione di vendite sulle banche. Ancora chiuse Tokyo e Shangai, oggi comincia l’anno borsistico di Wall Street. Si parte con alcuni dati macro sensibili: la produzione manifatturiera e la spesa per l’edilizia del mese di novembre. Intanto la nota più positiva arriva dal fronte dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund decennali che scende sotto i 500 punti base (a quota 497), il rendimento del decennale è pari al 6,786% (5 anni: 5,769% e 2 anni: 4,354%).

Barile di petrolio sopra la soglia dei 100 dollari sui mercati asiatici: la consegna febbraio del wti sale di quasi 2 dollari al barile a 100,68 dollari dai 98,83 di venerdì. Lo stesso contratto del brent recupera un dollaro e mezzo a 108,75. Le preoccupazioni per la situazione in Medio Oriente spingono l’oro a 1.587,60 dollari l’oncia, in aumento dell’1,4%.

Sempre sotto i riflettori il gruppo Ligresti, mentre Mediobanca accelera il pressing per trovare il prima possibile una soluzione che metta in sicurezza Premafin e Fonsai. Oggi, in attesa del vertice fra i rappresentanti di Premafin e Unipol, candidata ad un matrimonio di interesse con Fondiaria, i titoli interessati sono in fibrillazione. Fonsai accelera (+5%) mentre è stata rinviata per eccesso di ribasso per poi tornare in asta di volatilità con un rialzo teorico del 33 per cento. Unipol guadagna l’1,7 per cento.

In grande evidenza anche il Monte Paschi (+3%), impegnato in una corsa contro il tempo. Entro il 20 gennaio, infatti, il neo direttore generale Fabrizio Viola (che si insedierà in forma ufficiale solo il giorno 12) dovrà presentare un piano industriale che permetta di ridurre al minimo l’aumento di capitale imposto dall’Eba. Il piano poggia su cessioni di attività no core e cartolarizzazioni che consentano di rafforzare il capitale di 1,7-1,8 miliardi. Per evitare un’operazione di ricapitalizzazione e portare il Core tier 1 al 9%, Mps è disposta a giocarsi, scrive La Stampa, anche la carta dei freshes. Tra meno di un mese, a inizio febbraio, l’assemblea dovrà approvare la conversione di 950 milioni dei titoli obbligazionari convertibili freshes. L’obiettivo è di evitare l’aumento di capitale da 3,2 miliardi indicato dall’Eba. Positiva la risposta del titolo che nelle prime ore di contrattazioni a Piazza Affari è il migliore del Ftse-Mib. Unicredit -1,5% scalda i motori in vista dell’aumento di capitale. Domani si terrà il cda che esaminerà i dettagli dell’aumento di capitale che voci danno in partenza il 9 gennaio o, al più tardi, al 16. Si moltiplicano le indiscrezioni sullo sconto sul Terp dei nuovi titoli: tra il 35% e il 45%.

Fiat in flessione all’indomani dei deboli dati delle immatricolazioni di dicembre in Italia e Francia. Il titolo del gruppo del Lingotto cede circa lo 0,3% a 3,7 euro per azione. Pesano anche i dati, meno brillanti del previsto, sulle vendite dei veicoli commerciali in Brasile. Gli analisti di Equita, che confermano una raccomandazione di acquisto su Fiat, si attendono per il 2012 un taglio della guidance di trading profit (secondo il business plan compreso tra 4,6-5,4 miliardi di euro) in scia alla debolezza del Vecchio continente. “Ma con un range – precisa il broker – superiore all’attuale stima di consensus di circa 3,1 miliardi”.

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Categories: Finanza e Mercati