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La Cina rallenta, le Borse calano

FIRSTonline

Deludono i risultati trimestrali del Pil Cinese, che ha rallentato oltre le attese. I numeri di Pechino pesano sugli scambi in Borsa: a metà mattina Milano è in rosso di oltre un punto, la peggiore d’Europa. Seguono Parigi (-0,65%), Francoforte (-0,51%) e Londra (-0,24%). 

VITA, DOPO INTESA ANCHE UNICREDIT GIOCA LA CARTA TEDESCA

WALLSTREET VOLA, IL MISSILE COREANO NO. E L’ASIA FA FESTA

In via XX settembre, sede del ministero del Tesoro, tirano un sospio di sollievo: l’asta dei Btp di ieri ha chiuso il trimestre di fuoco delle aste dei titoli di Stato. Resta l’asta dei Ctz di fine mese (12,3%), ma ormai l’Italia ha raccolto il 45% dei 450 miliardi necessari per il finanziamento del debito nel 2012. Ma il bicchiere mezzo pieno non scaccia i timori emersi in una giornata dal finale in rosa.

Il salvagente è arrivato dagli Usa. Il robusto rialzo dei mercati Usa ha contagiato i listini europei, già condizionati dalla tensione sui titoli di Stato. In Piazza Affari l’indice FtseMib ha terminato in rialzo dell’1,2%, Londra è salita dell’1,3%, Parigi +0,99%, Francoforte +1%. A Wall Street la cavalcata degli indici si è chiusa con un robusto rialzo: il Dow Jones sale dell’1,41%, S&P +1,38%, Nasdaq +1,30%.

Il finale favorevole non cancella le note negative. Sul fronte del debito sovrano, innanzitutto. Ieri mattina il Tesoro ha piazzato 2,88 miliardi di titoli a 3 anni, poco meno dell’ammontare massimo previsto di 3 miliardi nonostante il forte aumento dei rendimenti schizzati verso l’alto: i titoli sono stati aggiudicati al 3,89% dal 2,7% della precedente asta di metà marzo. A riportare il sereno ha contribuito la riapertura riservata agli specialisti dell’offerta di Bot con scadenza 2013 collocata in asta ieri. L’operazione ha registrato oggi una forte domanda. Il titolo, riaperto e collocato per 800 milioni di euro, ha registrato richieste per 4,704 miliardi di euro.

Intanto, a sintetizzare la tenuta della diga della finanza pubblica, sul mercato dei titoli di Stato, il Btp decennale ha segnato un miglioramento con rendimento in calo al 5,37% e spread con il Bund in discesa a 359 punti (-14 punti).

L’altalena italiana non ha impressionato Wall Street , elettrizzata dai commenti della Fed al Beige Book, il termometro più sensibile dell’economia americana. La crescita, si legge, prosegue ad un tasso “moderato” in tutte le 12 regioni in cui è scomposta l’analisi., Il paziente migliora ma non è fuori pericolo. Tanto che la vicepresidente della Fed, Janet Yellen, si è spinta a sottolineare che l’epoca della politica monetaria espansiva non è finita, i tassi resteranno eccezionalmente bassi fino al 2014. Di qui una seduta all’insegna del Toro, come dimostra il balzo in avanti dell’indice dei trasporti +2,2%, considerato uno più attendibili segnali rialzisti. O, più ancora, il boom di Hewlett-Packard +7,2% dopo la pubblicazione dell’analisi di Gartner da cui risulta la forte crescita del settore pc in cui l’azienda resta leader.

Festeggia anche l’Asia, a partire dal listino coreano +1%. A contribuire all’euforia, a Seul come a Tokyo +1,32% e Honk Kong +1,61 è stato un gradito flop: l’esplosione in volo del missile a lunga gittata della Corea del Nord, fallimento che contribuisce a scacciare la paura per le prossime mosse del nuovo dittatore di Pyongyang. La notizia ha contribuito a contenere l’impatto negativo per il calo del tasso di crescita del Pil cinese: solo l’8,1% a marzo, il rialzo più modesto dall’inizio del 2009. In cambio, a marzo i prestiti hanno ripreso a correre ai ritmi più accelerati dal gennaio 2011.

A Milano l’indice FtseMib ha oscillato a lungo, con un picco negativo in ribasso dell’1,7%, successive risalite e nuove discese, prima di trovare la strada del rialzo finale. Le banche hanno corso tutto il giorno sull’ottovolante. A fine seduta Unicredit registra un rialzo dello 0,6%, Intesa +1,9%, MontePaschi ha chiuso in calo dell’1,4%, Ubi +0,5%, Mediobanca +1,1%. Da rilevare l’impennata della Banca Popolare di Milano +8,5% sulle voci che nel prossimo piano industriale il management intenda fissare l’obiettivo di una riduzione del personale di 1.500 unità.

Dopo l’arrivo di Tommaso Cucchiani ai vertici di Intesa Sampaolo un altro manager “tedesco” sale in vetta al sistema del credito. Giuseppe Vita, presidente di Allianz Italia, è stato designato a succedere a Dieter Rampl alla presidenza di Unicredit. Nei giorni scorsi Vita, che tra l’altro fa parte del consiglio di sorveglianza di Axel Springer, è stato designato quale indipendente tra i membri del nuovo board di Rcs.

Eni ha chiuso in progresso dello 0,1% in una giornata negativa per il settore petrolifero a livello mondale, trascinato al ribasso da Shell -1% dopo il ritrovamento di una chiazza di petrolio vicino a una sua piattaforma nel Golfo del Messico. Positive Tenaris+3,3% e Saipem +2,7%.

Fra le peggiori blue chip del listino milanese troviamo Telecom Italia, invariata, ed Enel -0,8%. Schizzano i titoli delle rinnovabili dopo i decreti sugli incentivi: Enel Green Power è salita del 5,1%. Alla vigilia del vertice in Consob con i responsabili di Edf sul tema delprezzo d’Opa su Edison, A2A perde lo 0,9%. Boccata d’ossigeno per i titoli industriali: StM rimbalza del 4,7% in attesa del piano industriale, che sarà presentato il 23 aprile, della controllata St-Ericsson.

Bene Pirelli + 3,5%, Fiat +1,6%, Fiat Industrial +3,9%, Exor +3,5%.

Tra le mid cap, da sottolineare il rialzo di Interpump +5,4% e Landi Renzo +4,6%. Negativi gli editoriali: L’Espresso -2,2%, Rcs -4,9% dopo l’impennata (+36%) delle ultime dieci sedute.

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Categories: Finanza e Mercati