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La Camera boccia (a sorpresa) lo scostamento di Bilancio: non era mai accaduto prima. Cosa succede adesso?

Imagoeconomica

Clamoroso a Montecitorio avrebbe gridato Sandro Ciotti. La Camera dei deputati ha respinto la risoluzione proposta dalla maggioranza che autorizza lo scostamento di bilancio per 3,4 miliardi nel 2023 e 4,5 miliardi nel 2024 previsto nel Documento di Economia e Finanza (Def). I voti a favore sono stati solo 195, per far passare la risoluzione ne sarebbero serviti 201, pari alla maggioranza qualificata. Il risultato? Al vicepresidente Fabio Rampelli (FdI) non è rimasto altro da fare che proclamare il respingimento, scatenando il fragoroso applauso delle opposizioni.

Scostamento di bilancio respinto

La conta non ha lasciato spazio a dubbi: 195 sì, 105 astensioni e 19 voti contrari. Per 6 voti la risoluzione è stata bocciata. Hanno votato a favore i deputati della maggioranza, si sono astenuti quelli di Pd e M5S mentre contro hanno votato quelli di Avs e del Terzo Polo. 

A pesare sono state soprattutto le molte assenze nelle file della maggioranza che non hanno consentito di raggiungere i voti necessari per la maggioranza assoluta. 

Inizialmente, però, nessuno aveva compreso che la bocciatura di quella risoluzione determinasse l‘impossibilità di votare le risoluzioni sul Def.

Senza questo voto, fondamentale, l’Aula non ha potuto infatti procedere alle votazioni sulle risoluzioni al Def di maggioranza e opposizioni. I lavori per il momento sono stati sospesi e riprenderanno alle 19. L’esame del Def verrà ripreso “nelle modalità che saranno decise dalla conferenza di gruppo acquisite tutte le necessarie informazioni”, ha aggiunto Rampelli.

Cosa succede adesso?

Ciò che è successo oggi non era mai accaduto e dunque non ci sono precedenti che sciolgano il rebus. Lo scenario più probabile è che adesso occorra un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri che a sua volta dovrà preparare una nuova relazione con un nuovo scostamento diverso anche solo di un euro. Da qui si tornerà di nuovo in Parlamento che sarà chiamato ad approvare “le novità”. 

C’è però anche un altro problema: l’approvazione era importante anche per “liberare” i 3,4 miliardi di euro che il Governo aveva destinato al decreto Lavoro che, nei programmi, sarebbe dovuto arrivare in consiglio dei ministri lunedì 1° maggio. Adesso quei soldi non ci sono più e non ci saranno fino al via libera alla nuova relazione di entrambi i rami del Parlamento.

I commenti

“Nessun problema politico, è che i deputati o non sanno o non si rendono conto”, ha affermato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

“La maggioranza ha fallito. Gli italiani non si meritano questo spettacolo indecoroso di questa maggioranza”, ha detto nell’Aula della Camera Chiara Braga, capogruppo del Pd, dopo la bocciatura della risoluzione sullo scostamento di bilancio.

“Siete degli incapaci: dite ai percettori di reddito di cittadinanza di andare a lavorare – ha tuonato nell’Aula della Camera Francesco Silvestri di M5S -. Ma veniteci voi a lavorare. Il presidente Meloni vada subito al Quirinale a farsi guidare. State creando una instabilità finanziaria che non possiamo permetterci”. 

“È inesperienza, non c’è dietro alcun segnale politico”. Così Maurizio Lupi (NM), commenta in Transatlantico la mancanza della maggioranza assoluta sullo scostamento di bilancio. 

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