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La Borsa tiene i riflettori accesi sulle banche

Wall Street chiude a un passo dal record grazie al supporto del petrolio, con il Wti che si porta sui massimi del 2016, a 51,18 dollari al barile (+1,63%), e il Brent a 52,7. Questa mattina però gli operatori sulle piazze asiatiche sono tornati a mostrare prudenza: Nikkei in calo dello 0,8% appesantito da deboli dati macroeconomici e uno yen in rafforzamento.

Sul fronte macroeconomico gli ordinativi di macchinari ad aprile sono scesi dell’11% rispetto al mese precedente attestandosi a 796,3 miliardi di yen, un dato nettamente inferiore alle attese, ferme a -3,4% dopo il +5,5% di marzo. Su base annuale il calo è stato del 9,2%, anch’esso peggiore rispetto alle attese per una riduzione dell’1,9 percento.

Sul fronte cinese è stato pubblicato il dato sull’inflazione: i prezzi al consumo a maggio sono saliti del 2,0% su base annuale, sotto le attese degli analisti che avevano stimato una crescita del 2,3%. Oggi le Borse cinesi e di Hong Kong sono chiuse per festività pubbliche.

La società di consulenza Boston Consulting group ha stimato che la ricchezza globale degli investitori retail è destinata a crescere del 30%, a 224 trilioni di dollari, entro il 2020, spinta soprattutto dagli aumenti nella regione asiatica della ricchezza privata cinese che balzerà dell’80%.

Dopo i diffusi rossi di ieri, l’Europa si prepara ad aprire la seduta ancora all’insegna dell’incertezza sotto pressione per il nodo Brexit che verrà affrontato nel referendum del 23 giugno. In Germania il surplus della bilancia commerciale ad aprile si è attestato a 24 miliardi di euro, dai 23,7 di marzo, risultando superiore anche alle attese degli economisti, che avevano previsto un avanzo pari a 23 miliardi di euro. Le esportazioni sono rimaste invariate rispetto a marzo mentre le importazioni sono diminuite dello 0,2% nello stesso periodo. Oggi i mercati guardano anche ai dati sul mercato del lavoro del primo trimestre in Italia, alla bilancia commerciale della Gran Bretagna e alle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione degli Usa.

A Piazza Affari sotto i riflettori il comparto bancario, dopo le forti vendite di ieri. Faro su Unicredit, ieri in calo del 4,5%, nel giorno del Cda con sul tavolo il dossier del sostituto di Ghizzoni, ma anche sul Banco Popolare, che sta portando avanti l’aumento di capitale varato in settimana, e su Veneto Banca. Da oggi il decreto banche sbarca all’esame del Senato.

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Categories: Finanza e Mercati