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In Borsa si rivede l’Orso e i tracolli di Astaldi e Creval fanno rumore

Mercoledì è stato impallinato il Credito Valtellinese. Ieri è stata la volta di Astaldi. Due storie societarie completamente diverse ma con un tratto comune: la violenza della caduta, il 30% circa, senza che il mercato avesse avuto sentore di una crisi drammatica, che imporrà in entrambi i casi pesanti aumenti di capitale. Finiscono in secondo piano altri ribassi a doppia cifra, da Geox a Maire Tecnimont, per citare un paio di esempi.

Non siamo di fonte, per quel che si sa, a rischi particolari o peggio. Ma dopo una stagione all’insegna del Toro, favorito da fattori interni ed internazionali, l’Orso può giocare al tirassegno contro prezzi giudicati troppo tirati. Non è detto che sia un’inversione di tendenza ma molti elementi lasciano pensare che sia alle porte una correzione.

Non così violenta da compromettere in conti di un anno buono, magari così breve da lasciar spazio per un mini-rally di fine anno. Ma gli investitori faranno bene ad ascoltare il consiglio di Alessandro Fugnoli: sottoporre il portafoglio a qualche forma di stress test, superato il quale potranno continuare a godere di quello che il bull market vorrà ancora concedere.

A favorire la frenata dei mercati sono le difficoltà che incontra la riforma fiscale Usa. Il testo che il Senato dovrebbe presentare in Senato la prossima settimana è molto diverso dai quello che ha visto la luce nell’altra Camera. I tagli alla corporate tax, in particolare, sono previsti solo dal 2019. Nel caso la riforma, grande propellente del rialzo degli ultimi mesi, dovesse annacquarsi i mercati dovrebbero rivedere al ribasso le stime sugli utili delle società. Wall Street ha così messo la retromarcia: Dow Jones -0,43 %, S&P 500 -0,38%. Il Nasdaq arretra dello 0,58%.

Hanno sofferto le società del comparto farmaceutico: Pfizer -1,4%. General Electric ha toccata i minimi dal 2012. Nel dopo Borsa Walt Disney ha per oil 2% sull’onda della trimestrale giudicata deludente. Ad evitare perdite peggiori la notizi che verrà prodotta una nuova trilogia di Guerre Stellari. In controtendenza Macy’s (+10,98%) grazie al forte rimbalzo dei ricavi.

Il dollaro si è indebolito a 1,164 su euro. Il rendimento del Treasury Bill è salito a 2,34% da 2,31%. Il petrolio Brent tratta stamattina a 63,8 dollari il barile, in calo dello 0,2%, ieri sera ha chiuso in rialzo dello 0,7%. A Piazza Affari Eni -0,7%, Tenaris -0,5% e Saipem -0,7%.

Sotto la pressione di Wall Street chiudono in rosso la settimana i listini asiatici, ridimensionando i recenti primati.

L’indice Nikkei di Tokyo perde lo 0,9% sotto la pressione di Toshiba (-8%), probabilmente costretta a cedere azioni per fronteggiare la crisi generata dalle perdite sul nucleare. L’indice CSI300 dei listini di Shanghai e Shenzhen sale dello 0,4%. La visita di Donald Trump a Xi Jinging è stata un grande successo dal punto di vista del business (283 miliardi di dollari l’ammontare degli accordi siglati) ma un flop politico per il presidente Usa che non ha ottenuto alcun nuovo impegno sulla Corea del Nord né sul piano del riequilibrio degli scambi.

Piatta la Borsa di Hong Kong. In lieve calo Seul (indice Kospi -0,2%) e Mumbai (indice BSE Sensex -0,2%).

LE TRIMESTRALI DELUDENTI FRENANO L’EUROPA

Arretrano, dai recenti massimi qualche giorno fa le principali piazze azionarie dell’Europa. È passata in secondo piano, in questo contesto, la revisione al rialzo delle stime sulla crescita economica da parte della Commissione UE. Il Pil italiano del 2017 è stato portato a +1,5% dal precedente +0,9%. Il rapporto deficit/Pil è stato rivisto al ribasso a 2,1% da 2,2%.

Scende Piazza Affari, pur sostenuta dal rimbalzo dei titoli bancari dopo il dietrofront di Danielle Nouy, responsabile della Vigilanza Bce, sul fronte delle sofferenze. Milano chiude la quinta seduta consecutiva in calo (evento che non si verificava da aprile) . Il Ftse Mib perde lo 0,8% a quota 22.641: a inizio settimana aveva segnato i nuovi massimi dal settembre 2015 a 23.130 punti. L’indice Eurostoxx 600 perde l’1,1%, la flessione giornaliera più ampia da dieci settimane. In Europa pesano una serie di trimestrali deludenti e gli indici chiudono in ribasso dell’1% circa. Così Francoforte -1,34%, Parigi -1%, Madrid -0,74%, Londra -0,56%.

TASSI IN RISALITA NEL MONDO. BUND A 0,37%, SPREAD A 144

Risalgono, in tutto il mondo i tassi di interesse, scesi molto nelle ultime due settimane a seguito delle comunicazioni arrivate dalle banche centrali. Il Bund tedesco passa a 0,37% da 0,31%. Il Treasury Bill è a 2,33%, da 2,31%. Seconda seduta consecutiva in flessione anche per il secondario italiano, in linea con il resto dell’Eurozona. Il rendimento del decennale è salito a 1,82% da 1,74% dell’avvio di seduta. Mercoledì il tasso era sceso sino a quota 1,70%. Lo spread Btp/Bund 10 anni in chiusura si è attestato a 144 punti (da 141) da 141. Le perdite più consistenti si sono concentrate sul tratto lungo della curva italiana con il tasso del 30 anni tornato sopra il livello del 3%.

AL VIA L’ASTA BOT, STASERA LA CEDOLA DI BTP ITALIA

Oggi prendono il via le aste di metà mese con il collocamento del Bot 12 mesi (5,5 miliardi l’offerta). Sul mercato grigio di Mts il rendimento del Buono con scadenza 14 novembre. Il Tesoro annuncerà oggi la cedola minima del nuovo Btp Italia novembre 2023 il cui lancio inizierà lunedì prossimo. Secondo gli analisti potrebbe attestarsi tra 0,2% e 0,23%, la più bassa di sempre.

Oltre al nuovo Btp Italia lunedì il Mef sarà protagonista anche con le aste a medio lungo in cui verranno messi a disposizione degli investitori tra 4 e 6 miliardi di euro nelle riaperture dei Btp a 3, 7 e 15 anni.

BPER GUIDA LA RISCOSSA DELLE BANCHE, SOFFRE AZIMUT

Le note più liete arrivano, dopo i brividi dei giorni passati, dal comparto bancario dopo che la numero uno della supervisione bancaria della Banca centrale europea Daniele Nouy ha aperto alla possibilità di ritardare l’introduzione delle contestate nuove regole sui crediti deteriorati dopo la forte opposizione nel metodo e nel merito da parte dell’Italia e del Parlamento europeo. 

Vola in rialzo Bper Banca (+10%). I dati del trimestre diffusi ieri sono confortanti, soprattutto per quel che riguarda i coefficienti patrimoniali: si allontana la minaccia di un aumento di capitale. Recuperano posizioni le altre ex Popolari: Banco Bpm +3,7%. Ubi Banca +4,5%. In recupero anche Mps (+1%). Fallisce l’obiettivo invece il Credito Valtellinese (-1,4%) dopo un tentativo di rimbalzo in apertura. Positive Mediobanca (+1,8%) e Unicredit (+1,7%), dopo la conferma dei risultati, anticipati in ottobre. 

Nel settore del risparmio gestito, frana Azimut (-5%): la società ha annunciato ieri un piano di riorganizzazione delle attività: alcuni promotori finanziari hanno deciso di aprire una propria società di gestione.

LA SCURE DI BANCA IMI S’ABBATTE SU YOOX

Giornata pesante per il lusso sulla scia di Yoox Net a Porter (-10%): ieri la società ha presentato dati del trimestre non del tutto convincenti, soprattutto per quanto riguarda i ricavi, ma il tema più preoccupante, per una società che giustifica i suoi multipli con una vivace crescita degli utili, è la revisione al ribasso delle previsioni sui profitti. Sul titolo si è abbattuta la scure di Banca IMI che ha tagliato il giudizio a Hold da Add (accumulare) e il target price a 28 euro da 35,20 euro (un drastico -20%). Moncler -3%, Ferragamo -1,1%, Luxottica -1,5%. Tocca nuovi minimi da cinque anni Safilo (-4,55%, a 4,88 euro). Kepler-Cheuvreux ha ridotto il prezzo obiettivo a 4,80 euro da 5,50 euro.

Giù anche Campari (-3% a 6,55 euro): Goldman Sachs ha abbassato la raccomandazione a Sell da Neutral, il target price è stato tagliato a 5,50 euro da 6,20 euro.

INDUSTRIALI IN ROSSO: FRENA BREMBO, ALLARME ELICOTTERI PER LEONARDO

In rosso anche gli industriali. Le prese di beneficio investono Stm (-5,5%). Nuovo rosso per Prysmian (-1,4%). Si annuncia per oggi una seduta problematica per Leonardo, ieri -1,4%. Ecco le parole dell’ad Alessandro Profumo dopo il Cda: “La performance dei primi nove mesi dell’anno è in linea con le attese per l’Aeronautica e per l’Elettronica, Difesa e Sistemi di Sicurezza; sono tuttavia emerse alcune criticità nel settore Elicotteri per le quali abbiamo già intrapreso una serie di azioni. Il 2017 sarà un anno più’ difficile del previsto ma confido nei punti di forza dei tre business principali del Gruppo e sono fiducioso delle prospettive di crescita nel medio-lungo periodo”. La società ha deciso di rivedere le guidance 2017 per ebita (da 1,25-1,3 miliardi a 1,05-1,1) e ricavi (da circa 12 miliardi a 11,5-12).

Brembo ha chiuso in calo del 2% a 13,41 euro dopo i dati del terzo trimestre. Il fatturato si è attestato a 589,6 milioni di euro, +4% rispetto allo stesso periodo del 2016. Il consensus si aspettava un incremento leggermente maggiore. L’aumento delle materie prime ha ridotto l’Ebitda margin, sceso al 19,3%, da 20,2% dei ricavi del primo semestre.

PAURE TURCHE PER ASTALDI, TONFO DI GEOX

Calo drammatico di Astaldi (-30%), la società ha annunciato stamattina che sta preparando un aumento di capitale da 200 milioni di euro. Dovrebbe essere riscadenziato anche il bond da750 milioni con scadenza 2020. Possibile anche l’uscita dalla concessione per il terzo ponte sul Bosforo e dagli altri investimenti in Turchia. Equita ricorda che la società ha un debito lordo di 2,1 miliardi. A fronte di tale indebitamento il capitale investito nelle concessioni ammonta a 700 milioni.

S’avvita anche Geox (-15%) dopo la revisione al ribasso delle stime. Banca Imi ha ridotto il giudizio sul titolo da hold a reduce, con prezzo obiettivo a 2,9 euro. Gli analisti citano la forte performance relativa del titolo, salito del 44% in 12 mesi. Anche Banca Akros ha abbassato il rating dell’azione da accumulate a neutral. Ritraccia dopo i conti anche Aedes (-9%), una delle protagoniste del rally dei titoli immobiliari.

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IN CONTROTENDENZA FALCK RENEWABLES

In controtendenza Falck Renewables, in rialzo del 2,5% a 1,488 euro. La società ha alzato le stime di Ebitda per il 2017, originariamente prevista nel range 132-136 milioni, grazie al favorevole andamento dei risultati parziali del periodo. La nuova previsione è di “non meno di 138 milioni”.

Categories: Finanza e Mercati