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Il welfare aziendale aiuta la produttività: ecco cosa pensano le Pmi italiane

Imagoeconomica

Il welfare aziendale aiuta la produttività. Lo pensa il 35,6% delle piccole e medie imprese italiane attive in questo settore, quota che sale al 63,5% per quelle classificate come “molto attive”. I dati emergono dal Rapporto 2018 Welfare Index Pmi, promosso da Generali Italia con la partecipazione di Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni.

L’analisi, giunta alla terza edizione e presentata questa mattina a Roma, ha coinvolto quest’anno 4.014 Pmi, circa il doppio rispetto all’esordio nel 2016. Il welfare aziendale, istituito con la legge di Bilancio varata a fine 2015, è relativamente giovane in Italia, ma le aziende che scelgono di mettere in pratica iniziative a sostegno dei lavoratori continuano ad aumentare.

In particolare, secondo il Rapporto, le imprese attive (cioè quelle che hanno avviato piani in almeno 4 delle 12 aree del welfare aziendale) erano il 25,5% del campione due anni fa, mentre nel 2018 hanno raggiunto il 41,2%. Quelle molto attive (almeno 6 aree) sono invece raddoppiate, passando dal 7,2 al 14,3%.

Per quanto riguarda i singoli settori, a farla da padrona è ancora la sanità integrativa, con un tasso di attività cresciuto al 42% dal 32,2% del 2016. Seguono la formazione dei giovani e il sostegno alla mobilità sociale (38%) e le iniziative per la conciliazione vita-lavoro, dominate dagli aiuti alla maternità (al 34,3%, più del doppio rispetto al 16,1% di due anni fa).

“Il welfare fa crescere le imprese e fa bene al Paese – ha commentato Marco Sesana, amministratore delegato di Generali Italia – Il benessere dei dipendenti e l’aumento della produttività sono i risultati che l’imprenditore oggi dichiara con il suo impegno nel welfare aziendale. Noi continueremo a sostenere, insieme alle confederazioni, la diffusione della cultura del welfare nelle piccole e medie imprese con Welfare Index Pmi, ma anche con le nostre competenze e la nostra innovazione in ambito assicurativo”.

Il punto dolente è la conoscenza che le imprese hanno della normativa sul welfare aziendale: è sufficiente poco meno di una su quattro, il 24,6 percento.

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Categories: Economia e Imprese