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Il rialzo dell’indice manifatturiero di Chicago influenza Wall Street e contagia i listini europei

L’AUTO INGRANA LA SESTA. FIAT +4%. MILANO +0,38%

ARIA DI BUY BACK, IMPREGILO DIMENTICA PONZELLINI

Benedetta sia la Cina. La speranza, assai fondata, che il Paese del Drago sia prossimo a rilanciare l’industria dell’auto a suon di incentivi ha messo le ali al settore automotive in Europa (Stoxx +2,7%), compensando, almeno per un giorno, l’ombra delle disgrazie di Grecia e, soprattutto, di Spagna.

Grazie alle quattro ruote le Borse europee, con l’eccezione della Borsa di Madrid -2,25%, hanno preso la strada del rialzo. A Milano l’indice FtseMib sale dello 0,38% a quota 13.107, Londra guadagna lo 0,71%, più robusti i rialzi di Parigi +1,38% e Francoforte +1,16%. In Europa riprendono quota le corazzate a quattro ruote tedesche: Volkswagen +3,9%, Bmw +2,6% e Daimler +2,5%. Fa ancor meglio a Milano Fiat + 3,97% trainando al suo seguito Fiat Industrial +2,67% e Pirelli +3,37%. In grande evidenza anche Exor +5,16%, ieri in assemblea. John Philipp Elkan, oltre a confermare che il Lingotto rivedrà al ribasso i target 2012 per l’auto (confermati gli obettivi nelle Americhe ed in Asia) ha annunciato che anche Exor ha allo studio la conversione delle azioni di risparmio della finanziaria, sulla falsariga di quanto già fatto da Fiat.

Ad accelerare il trend positivo nel pomeriggio ci ha pensato Wall Street: a New York il Dow Jones sale dell’1,1%, S&P +0,9%, Nasdaq +1,4%. In America i due dati importanti attesi oggi hanno dato indicazioni diametralmente opposte: positivo l’andamento dei prezzi delle case, che a marzo sono scesi del 2,5%, la contrazioni più modesta dal 2010. Negativo l’indice sulla fiducia dei consumatori, crollato a 64,9 da 68,7 del mese precedente: gli economisti si aspettavano l’indice a quota 70.

Non mancano, naturalmente, le note negative in arrivo da Madrid. Secondo fonti citate da Reuters il governo di Madrid ricapitalizzerà Bankia, l’istituto di credito in difficoltà nato dalla fusione di sette casse di risparmio, con l’emissione di nuovi titoli di Stato da collocare sul mercato. L’ipotesi di iniettare direttamente Bonos in Bankia sarebbe stata scartata.

Il timore sulla stabilità della Spagna pesa sul mercato secondario. Gli investitori fanno la corsa per comprarsi Bund. I rendimenti dei decennali tedeschi hanno raggiunto il nuovo minimo storico a 1,34%. Salgono di 3,4 punti base quelli dei Bonos spagnoli al 6,45%. Lo spread Spagna/Germania, che ieri era salito fino a 513 punti base, il massimo dei 13 anni di vita dell’euro, è ridisceso a quota 500 nelle prime battute di Borsa per poi tornare ad allargarsi sul finire della mattinata, in questo momento segna quota 510.

I Btp per il momento restano fuori dalla tempesta con rendimenti in linea alla chiusura di ieri sera al 5,7% e lo spread a 437 punti base dai 435 di ieri sera.

Questa mattina si è chiusa con successo per l’asta di Bot a sei mesi. Il Tesoro ha collocato 8,5 miliardi di euro a fronte di una domanda per 13,6 miliardi con un rendimento al 2,10%, in crescita dall’1,7% di fine aprile e dall’1,84% del secondario.

L’euro è stabile a 1,254 contro il dollaro.

Tiene banco in Piazza Affari l’arresto di Massimo Ponzellini. Per la verità, Impregilo +6,93%, di cui Ponzellini è ancora presidente, sembra godere di ottima salute: il mercato annusa aria di buy back per rafforzare le posizioni prima del duello di luglio tra Gavio e Salini. Chi paga il fio dell’operazione Atlantis è Banca Popolare di Milano, già presieduta da Ponzellini fino a pochi mesi fa. Il titolo Bpm chiude a -3,84% dopo esser precipitato fino a -12% nonostante la nota di piazza Meda in cui si afferma che “allo stato e secondo le informazioni disponibili, Bpm ritiene che la vicenda B-Plus non abbia ripercussioni economiche sulla banca”. L’istituto di credito, anche su indicazione della Consob, ha tenuto a far sapere di “essersi tempestivamente attivata fornendo la massima collaborazione all’autorità giudiziaria al fine del corretto accertamento dei fatti di cui trattasi rispetto ai quali la stessa banca è parte offesa”. Deboli le altre banche di Piazza Affari: Unicredit scende del 1,44%, Intesa -0,59%, MontePaschi -2,23%. Nel settore dei servizi finanziari, forte rialzo di Azimut + 4,21%.

Il petrolio è in recupero con il greggio americano Wti a 91,6 dollari al barile (+0,9%). Ne traggono vantaggio Saipem +3,22% e Tenaris +2,75%. Invariata Eni.

Positivi i titoli del lusso: Luxottica +4,08%, Tod’s +3,38% e Safilo +5,4%. Spicca nel settore utilities il ribasso di A2a -4,93%. L’ingresso del Fondo Sviluppo Italia in Metroweb pesa su Telecom Italia -2,93%.

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