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Il Napolitano bis all’esame di Piazza Affari, il G20 promuove il Giappone

FIRSTonline

Il “nuovo” presidente della Repubblica affronta stamane il test dei mercati. E’ assai probabile che Piazza Affari saluti con soddisfazione, se non con entusiasmo, la conferma di Giorgio Napolitano, per almeno due ragioni: a) l’Italia esce finalmente dal limbo post elettorale (“lost in stagnation” ha commentato con arguzia il Financial Times); b) la soluzione emersa dal voto è senz’altro la più europea che si potesse immaginare.

Piazza Affari , tra l’altro, si affaccia all’esame dopo i sensibili guadagni di fine settimana in arte già legati alla prospettiva della fine dell’incertezza. Nei prossimi giorni, oltre all’aspetto politico, è e sarà l’avvio della campagna assembleare. Oggi si apre con un “peso massimo” come Banca Intesa. In settimana arriveranno, tra glia altri, i confronti in assemblea per Enel ed Eni. O, ancor più significativo, i primi test dopo il terremoto dei nuovi vertici di Generali e Fonsai ormai ad un passo dalle nozze con Unipol.

Per i titoli di Stato il vero test comincerà mercoledì 24, quando cominceranno le aste di fine aprile: in tutto 18 miliardi in offerta, la scadenza più impegnativo per l’anno in corso, già “ammorbidita” dal successo del Btp Italia. Mercoledì andranno all’asta 3,25 miliardi di Ctz a 2 anni e Btp a 15 anni; il 26 toccherà ai Bot a sei mesi (8 miliardi), lunedì 28 sarà la volta dei Btp a 5 e 10 anni (4,5-6,5 miliardi). 

Il Tesoro si avvicina all’appuntamento in una cornice positiva: sul mercato dei titoli di Stato è proseguito venerdì il miglioramento del Btp decennale, con il rendimento sceso al 4,21% e lo spread con il Bund in contrazione a quota 296 (-6 punti base).

Dati confortanti, ma non abbastanza, ammonisce il direttore genere di Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni. “Siamo tutti contenti di uno spread a quota 300 ma è ancora troppo alto. Tenendo conto di quello che ha fatto l Giappone, l’Omt e considerato quello che ha fatto l’Italia lo spread dovrebbe essere a 100”. 

IL G20 PROMUOVE TOKYO, RIFLETTORI SUL PIL USA

Galoppa intanto la Borsa di Tokyo +2,02%. Il G20 ha dato un implicito via libera alla politica espansiva di Shinzo Abe. Il governatore Kuroda, anzi, al termine del meeting ha annunciato la volontà di voler accelerare il piano di espansione monetaria. Di riflesso è ripreso il ribasso dello yen, ad un passo da quota 100 contro il dollaro (99,78) , L’indice Nikkei 225 sale oltre il 2%. 

In ascesa anche i futures sull’indice S&P. Il dato più atteso della settimana riguarda il Pil americano del primo trimestre: il consensus degli analisti prevede un’accelerazione della crescita sia rispetto al dato 2012 (+3,1%) che del quarto trimestre (+0,4% influenzato dalle perturbazioni climatiche). A sostenere l’ottimismo contribuiscono vari fattori: la ripresa dell’housing, il trend di crescita delle vendite dell’auto. Più ancora, il rilancio dei consumi (+2,8%, ai massimi da due anni). I consumi contribuiscono il 70% circa del Pil Usa. A partire dal terzo trimestre le statistiche sul’economia americana saranno riviste alla lice di nuovi player: si terrà più conto delle spese di R&D e compariranno le royalties sui film distribuiti via rete o altri canali. La novità, secondo gli esperti provocherà un aumento del 3% circa delle dimensioni dell’economia a stelle e strisce. 

Venerdì il FtseMib, il migliore fra gli indici delle Borse europee, è salito dell’1,8%. Per Piazza Affari il bilancio della settimana è un lieve calo dello 0,1% che porta la performance da inizio anno -3,1%. Delle altre Borse europee, Londra è salita dello 0,6%, Parigi +1,4%. In lieve calo Francoforte -0,1%. La Borsa tedesca, in particolare, è in brusca frenata: da inizio anno il Dax è sotto del 2%, dopo aver annullato i guadagni accumulati nelle prime settimane del 201. . 

DENTRO PIAZZA AFFARI 

Test in Borsa stamane per le Popolari che nel week end hanno affrontato assemblee di bilancio di “massa”. A Modena, il meeting di Bper (+4,58% venerdì), ha riservato anche lo spettacolo imprevisto di un round di pugilato tra i supporter del presidente Ettore Caselli (riconfermato con ampia maggioranza) e l’avvocato Giampiero Samorì. Meno agitato l’incontro al Banco Popolare +7% , nonostante la partecipazione di 3 mila soci. Infine lo scrutino fino a notte fonda, tra sabato e domenica, per i soci Ubi (+3,30%, dopo il colpo di scena dell’endorsement di Giorgio Iannone, a capo della lista di “opposizione”, a favore del bocconiano Andrea Resti. Ha prevalso alla fine Andrea Moltrasio, rappresentante della continuità, contro Rest: è finita 53% a 34% mentre il 12% circa si è ostinato sul nome di Innone 

Venerdì il forte rialzo di Piazza Affari è stato guidato dalle banche che beneficiano del miglioramento dello spread. Unicredit è salita del 3,6%, Intesa +2,8%, Mediobanca +5,1%, MontePaschi +1,3%,Banco Popolare +7%. Banca Pop.Milano +4,7%. In rialzo le assicurazioni che terranno assemblea in settimana: Generali +3%, Fondiaria-Sai +2,8%. Forte balzo di Mediolanum +5,1% dopo le indicazioni positive sui dati del primo trimestre fornite dal vicepresidente Massimo Doris. Tra gi titoli industriali si è messa in luce Fiat Industrial, salita del 4% grazie alla promozione di Morgan Stanley che ha alzato il giudizio a “overweight” da “equal weight”. Il target price è stato portato a 10,5 euro da 8,5 euro. 

Fiat ha guadagnato l’1,6%, Pirelli +1,3%. Forte rialzo di Finmeccanica +2,1%, StM +0,3%.  Eni è salita dello 0,2% sull’onda del recupero del petrolio. Fra i petroliferi Saipem ha guadagnato l’1,5% e Tenaris +0,7%. Positive Enel +0,7% e Enel Green Power +1,9%. Poco mossa Telecom Italia-0,1%.

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