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Il mal di euro sconvolge le Borse e gli spread: Milano recupera nel finale ma perde oltre il 2%

Lunedì nero sulle Borse, ma Piazza Affari riduce il calo e chiude in rosso del 2,76%, a 12.706,36 punti. Il Ftse Mib in mattinata era arrivato a perdere oltre il 5%, facendo peggio di Madrid e rinnovando i minimi dal 9 marzo 2009, sotto i 12.400 punti. La leggera risalita è stata favorita dalla decisione della Consob di vietare le vendite allo scoperto sui titoli del settore bancario e assicurativo, sia quelle assistite dal prestito titoli sia quelle “nude”, già vietate dalla precedente delibera dell’11 novembre 2011. 

In deciso calo anche le altre Piazze europee: Francoforte -3,18%, Parigi -2,89%, Londra -2,09%, Madrid -1,10%, Atene -7,10%. Il Dow Jones cede l’1,22% e il Nasdaq il 2%. A Wall Street è in corso la stagione delle trimestrali: deludono gli hamburger di McDonald, che chiude il secondo trimestre con un utile per azione di 1,32 dollari, in calo da 1,35 dollari e sotto le attese di 1,38, appesantito dall’effetto cambi.

Ai rossi non si sottrae questa mattina neanche l’Asia, preoccupata dal rallentamento cinese: la Banca centrale di Pechino ha previsto una frenata dell’economia della Repubblica popolare e si è detta preoccupata per lo stato di salute della Grecia, che potrebbe uscire dall’Eurozona.

In Spagna il differenziale Bono-Bund chiude a quota 630 punti, dopo aver segnato il nuovo record a 642 punti, con rendimento al 7,40%. Vola anche lo spread  Btp-Bund che da 499 punti di apertura chiude a quota 516 e rendimento al 6,34%, dopo aver toccato i 529 punti base. In tensione anche le scadenze a due anni, mentre la Germania ha piazzato per la prima volta nella storia debito a 12 mesi con rendimento negativo e domanda sostenuta. Il tutto in una settimana di aste per il Tesoro italiano: tra il 25, 26 e 27 luglio ministero dell’Economia emetterà CTz, BoT e BTp per 16-18 miliardi, secondo le stime degli esperti.

Per il premier Mario Monti la corsa dello spread dipende dai dubbi sullo scudo Ue. Gli occhi sono ora puntati alla Bce di Mario Draghi (che oggi ha incontrato a pranzo il presidente della Commissione Ue Barroso, apparentemente per “normali contatti”). L’Eurotower da 19 settimane non compra titoli di Stato europei sul mercato nel programma Smp e si spera che Draghi metta mano a qualche nuovo colpo poco convenzionale che avvicini la Bce al ruolo di prestatore di ultima istanza svolto dalla Fed.

L’euro perde terreno inesorabilmente contro le altre valute e scende per la prima volta in 11 anni sotto quota 95 sullo yen, mentre aggiorna i nuovi minimi a due anni sul dollaro a quota 1,2110 (-0,39%). Giù anche il petrolio Wti a a88,87 dollari al barile (-3,22%).

Dopo le indiscrezioni dello Spiegel, l’Fmi batte un colpo e spiega in una nota che sta appoggiando la Grecia per superare le difficoltà economiche del Paese e che una missione del Fondo comincerà le discussioni con Atene il 24 luglio su come portare il programma economico sulla giusta strada. In giornata la Commissione Ue  aveva provato a rassicurare i mercati affermando che la posizione del Fondo monetario su Atene non è cambiata: nuova tranche di aiuti probabile, ma non prima di settembre. Dalla Spagna il ministro delle Finanze, travolto dal nuovo record dello spread Bono-Bund, ha respinto con forza le ipotesi di un salvataggio a tutto tondo per il Paese, dopo il via libera al finanziamento per le banche. Nel frattempo anche la Consob spagnola si è mossa contro le vendite allo scoperto, decidendo di bloccarle per tre mesi su tutti i titoli quotati per assicurare il mantenimento della stabilità finanziaria.

Ma le mosse della pachidermica Europa sembrano essere comunque sempre troppo lente rispetto alle esigenze dei mercati e tutto fa pensare che ci troveremo, come accaduto un anno fa, a ballare un’altra estate sui carboni ardenti. Con gli occhi puntati alla crescita economica. I consumatori reagiscono di conseguenza e la stima sulla fiducia nell’Eurozona cala drasticamente a quota -21,6 a luglio da -19,8 di giugno.

A Piazza Affari le vendite si abbattono sulle banche, che in mattinata crollano tra il 5 e il 7%. Il comparto riprende poi quota riducendo nel complesso le perdite, guidato da Mps che balza inaspettatamente del + 4,01% dal fondo del Ftse Mib. Ma il resto del settore chiude comunque in rosso: Unicredit, secondo miglior titolo del Ftse Mib, -0,16%, Intesa -1,76%, Banco popolare -1,85%, Milano -1,21%. Pesante invece Ubi, -5,66%.

In fondo al Ftse Mib si fa notare tra le sospensioni il calo di A2A, -6,23%. Tutte le utility europee vanno male ma A2A aggiorna i minimi storici a causa dei timori sull’elevato indebitamento. È atteso per fine autunno il nuovo piano industriale che dovrà affrontare il nodo della riduzione del debito. Giù anche Pirelli -5,23%, Diasorin -5,45%.

Ultimi giorni per negoziare i diritti del doppio aumento Fonsai e Unipol fortemente diluitivo che lascerà probabilmente a bocca asciutta chi non dovesse decidere di seguirlo integralmente. Ecco come si sono mossi i titoli oggi: Fonsai -7,03%, i diritti – 1,45%, risparmio +2,67%, diritti -60,12%; Unipol -3,32%, diritti -57,82%; le privilegiate -4,15%, diritti -47,89%.

Tra le Mid cap bene De Longhi, +4,05%, che ha chiuso il secondo trimestre 2012 con ricavi preliminari consolidati in crescita dell’8,3% a 326,0 milioni di euro, con un andamento più sostenuto rispetto a quanto precedentemente previsto.

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