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Il bando anti-islam preoccupa Wall Street. Onu e Ue all’attacco di Trump

L’Unione Europea e le Nazioni Unite prendono ufficialmente posizione contro il bando anti-islam con il quale il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di vietare l’ingresso negli Usa ai cittadini, profughi compresi di Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen.

Dopo le proteste dilaganti in tutto il mondo, il presidente della Commissione Europea, attraverso la su portavoce Margaritis Schinas, non usa mezzi termini: “Questa è l’Unione europea e noi non discriminiamo sulla base della nazionalità, della razza o della religione, non solo per l’asilo ma per qualsiasi altra nostra politica”.

Durissimo il giudizio espresso sul Muslim Ban (così è stato denominato negli Usa il bando firmato dall’inquilino della Casa Bianca), dall’Onu che liquida l’atto come “illegale e meschino”. Il capo della commissione per la tutela dei diritti dell’uomo, Zeid bin Ra’ad Zeid al-Hussein, ha afferto che “la discriminazione sulla base della nazionalità è vietata dalle leggi sui diritti dell’uomo”. Non solo: “il bando americano è una cosa meschina nonché uno spreco di risorse che potrebbero essere destinate alla lotta contro il terrorismo”.

A schierarsi contro Trump anche procuratori e diplomatici. Secondo quanto riferito dalla Abc i procuratori generali di 16 Stati americani, decine di diplomatici Usa e funzionari del Dipartimento di Stato sono pronti a firmare un «memorandum di dissenso» per esprimere il loro disaccordo sulla decisione di Trump sugli ingressi negli Usa da parte dei cittadini dei 7 Paesi a maggioranza islamica. All’interno del memorandum si afferma che la decisione del presidente sia contraria ai valori americani e dannosa per la lotta al terrorismo.

Nel frattempo anche l’Iran, tra gli Stati colpiti dall’ordine esecutivo firmato da Trump, decide di reagire.  In un comunicato anticipato dalla tv pubblica Irib, il ministero degli Esteri di Teheran fa sapere che “La decisione del governo degli Stati Uniti di colpire il popolo iraniano è un affronto a tutte le persone di questa grande nazione”, per questo il governo iraniano “per proteggere la sacralità e la dignità di tutti i cittadini dell’Iran in patria e all’estero” e “per proteggerne i diritti”, “attua il principio di reciprocità”.

Dopo le proteste, le manifestazioni di dissenso e il caos creatosi in numerosi aeroporti americani, dove migliaia di persone sono rimaste bloccate senza poter rientrare negli Stati Uniti, Donald Trump torna a parlare e lo fa attraverso il suo profilo Twitter: “Solo 109 persone su 325mila sono state trattenute per essere interrogate. I tanti problemi negli aeroporti sono provocati dai computer della compagnia Delta” scrive il presidente Usa. “Non c’è niente di piacevole nel cercare i terroristi prima che entrino nel nostro Paese. Questa è una grande parte della mia campagna. Studiate il mondo!” scrive ancora su Twitter il presidente Usa.

Ricordiamo che il bando per bloccare l’immigrazione non è l’unica misura stabilita dal presidente Usa nel corso dell’ultima settimana. Tanti gli ordini esecutivi firmati negli ultimi 7 giorni: dalla costruzione di un muro al confine con il Messico allo stop al Tpp, passando per il taglio dei fondi alle organizzazioni internazionali non governative che forniscono servizi alle donne che decidono di abortire, lo stop alle assunzioni federali, ecc. 

Le preoccupazioni sulle mosse del neopresidente degli Stati Uniti zavorranno anche Wall Street che procede in rosso: Dow Jones -0.90%, S&P500 1%, Nasdaq -1,33%.

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