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Hera, conferma in vista per Tommasi e Venier

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Il Coronavirus sta scombinando tutti i calendari della assemblee societarie e, prima ancora, della presentazione della lista dei candidati ed è così anche per Hera, la prima multiutility italiana per capitalizzazione di Borsa (4.7 miliardi di euro). Ma, a differenza di altri casi, in Hera non è in discussione la soluzione finale delle nomine: secondo gli orientamenti espressi di recente il Patto di sindacato che rappresenta il 46% del capitale e raccoglie 111 soci pubblici ha infatti manifestato tutto il proprio apprezzamento per l’attuale management e si prepara a proporne la conferma all’assemblea.

Il presidente Tomaso Tommasi di Vignano, che guida di fatto la multiutiliy emiliana dalla sua nascita (2002), e l’amministratore delegato Stefano Venier sono dunque destinati a restare al vertice di Hera anche per i prossimi tre anni. I risultati economici e di Borsa, la collezione di fusioni e acquisizioni in funzione di una crescita costante, la generosa politica di dividendi e al tempo stesso la lungimirante strategia degli investimenti e la capacità innovativa manifestata anche nell’economia circolare parlano a loro favore. Agli azionisti piace tutta la strategia di continuo sviluppoa ed espansione di Hera che a breve termine potrebbe conoscere altre tappe nel Veneto.

Ecco perchè la conferma del tandem Tommasi-Venier viene considerato ormai sicura e dovrebbe essere sancita dall’assemblea dei soci originariamente prevista per fine aprile. Prima del rinnovo, Tommasi e Venieri devono però pensare all’emergenza Covid-19 e ai suoi effetto sul Gruppo.

Ecco perchè, negli ultimi gionri, in piena emergenza Coronavirus, il Gruppo Hera ha attivato una polizza di copertura assicurativa COVID-19 per i suoi dipendenti, in caso di infezione diagnosticata, prendendosi a carico tutte le spese. La copertura fornisce un pacchetto di garanzie e servizi come benefit aggiuntivo a sostegno di tutti i dipendenti, allo stesso tempo contempla una indennità da ricovero, una indennità da convalescenza in seguito a ricovero in terapia intensiva e, infine, l’assistenza post ricovero.

Quest’ultima prevede una serie di servizi, tra cui l’invio di un medico generico, il trasporto in autoambulanza e il trasporto dal pronto soccorso al domicilio, il trasferimento e rientro dall’istituto di cura specialistico, il ricorso ad una baby-sitter, l’accompagnamento dei figli minori a scuola, la consegna della spesa a domicilio.

Questa tutela si aggiunge, integrandole, alle misure già adottate dall’azienda per contenere la diffusione del virus.

Oltre alla tutela delle categorie di dipendenti più a rischio e all’intensificazione delle misure igieniche, sono state introdotte cautele aggiuntive: dal ricorso del lavoro agile all’erogazione di tutti i servizi e le attività in sedi, uffici e impianti (mense, pulizie, disposizioni di protezione aggiuntivi, ecc.), nell’interesse dei lavoratori, clienti e stakeholder in generale.

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