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Grecia, allarme su tutti i mercati: Atene chiude banche e Borsa

Giro di boa di metà anno ad altissima tensione sui mercati finanziari. L’inizio della settimana conferma le preoccupazioni maturate nel week end: sarà un lunedì nero. A Tokyo l’indice Nikkei perde il 2% circa, il maggior calo del 2015. In terreno negativo le altre borse dell’area Asia Pacific. 

Le Borse cinesi fanno storia a sé. Sia Shanghai che Shenzhen sono state investite da una volatilità estrema: prima il rialzo nell’ordine del 3%, poi un nuovo tracollo di quasi il 4% dopo la frana di venerdì (-7% abbondante, -20% dal 12 giugno per entrambi i listini). Sabato la Banca centrale ha effettuato il taglio del tasso di sconto in Cina, il quarto da novembre. Ma il calo del costo del denaro al 4,85% non è stato sufficiente a frenare l’emorragia di vendite.

BANCHE E BORSA CHIUSE AD ATENE

Su tutti i mercati, però, incombe il dramma greco . L’accordo dell’ultima ora non c’è stato, Alexis Tsipras ha giocato la carta del referendum sulla proposta dei creditori, da tenersi domenica 5 luglio. Oggi i mercati finanziari, che fino a venerdì scorso hanno scommesso sul lieto fine, dovranno misurarsi con uno scenario ben diverso. 

Le banche greche, così come la Borsa, oggi resteranno chiuse dopo la corsa massiccia ai bancomat del week end. La Grecia si avvia al referendum in un clima surreale: sportelli bancari chiusi per tutta la settimana, bancomat riaperti solo domani con un limite di prelievo giornaliero di 60 euro fino a martedì 7 luglio, blocco della circolazione dei capitali che potrebbe durare mesi. Primi scioperi (vedi i traghetti), stop delle importazioni e dei pagamenti.

La Bce ha scelto ieri di mantenere la fornitura di liquidità alle banche ma senza valicare il tetto degli 89 miliardi già concessi. Una mossa simbolica con cui la Bce ha tenuto la porta aperta alla presenza della Greci nel circuito dell’euro, ma l’assenza di nuovi fondi ha costretto Tsipras ad ordinare la serrata “per colpa della Bce”. 

MARKET MOVERS: IRAN E OCCUPAZIONE USA

La sindrome ellenica fa passare in secondo piano la volata finale per l’accordo sul nucleare iraniano che potrebbe approdare ad un accordo tra Usa, europei (ma anche la Russia) Teheran. In caso di fumata bianca, cambieranno molte cose. Crescerà innanzitutto l’offerta di petrolio con effetto rilevante sui prezzi a vantaggio di consumatori. Ancor più importante:diventerà ufficiale l’asse inedito tra Washington e gli ayatollah in funzione anti-Isis, con effetti geo-economici imprevedibili.

Settimana corta a Wall Street, chiusa venerdì prossimo per la festività del 4 luglio. Ma ci sarà tempo per la statistica più attesa : giovedì sarà reso noto il dato sul mercato del lavoro di giugno. Sono previste 230 mila nuove assunzioni, contro le 288mila di maggio. Un dato migliore potrebbe riaccendere i timori per un aumento dei tassi già a settembre. Anche se la ripresa dell’euro allontana i rischi del superdollaro. La Banca dei Regolamenti internazionali ha nel frattempo inviato il warning: un aumento dei tassi avrà grosso impatto sul sistema bancario. Urgono nuove misure di rafforzamento patrimoniale. 

MILANO GUADAGNA IL 25% DA INIZIO ANNO

“La situazione è tanto più brutta perché non era stata prevista da nessuno”, è il commento comune a tutte le banche d’affari. Si profila, perciò, una ripresa molto difficile per le piazze azionarie europee che venerdì hanno chiuso i battenti nell’errata convinzione che il week end avrebbe portato l’accordo sulla Grecia. Tutti i listini hanno archiviato la settimana con guadagni nell’ordine del 5%.

Non ha fatto eccezione Piazza Affari: 4,5%. Da inizio anno l’indice guadagna il 25% abbondante. Non mancano notizie nell’agenda societaria. Prende il via stamane l’aumento di capitale Caleffi. Temina domani l’Opvs di banca Sistema. Oggi staccano il dividendo Fnm, Ivs, Intek ordinaria e risparmio. Da stamane sono cancellate le UnipolSai risparmio cat. A e B, e le Unipol risparmio. 

ASTE DEL TESORO IN UN CLIMA TURBOLENTO

Sarà una giornata ad alta tensione per i titoli di Stato. La Banca Centrale Europea è pronta ad entrare in azione per difendere i titoli della periferia (Portogallo, Spagna ed Italia) da attacchi speculativi. Venerdì i Btp avevano chiuso in recupero con un rendimento del decennale pari al 2,16%, spread sotto i 125 punti base.

TELECOM, INIZIA L’ERA VIVENDI. BANDA LARGA, ADIEU AL DECRETO

I vecchi soci di Telco stanno completando l’uscita da Telecom. Generali ha in pratica liquidato la partecipazione del 4,3%. In portafoglio resta lo 0,76%. Tra oggi e domani sarà la volta di Mediobanca che dovrà vendere l’1,64% entro fine mese per contabilizzare nel bilancio al giugno 2015 la plusvalenza (i titoli, svalutati, sono in carico a 0,55 euro). 

Intanto si studia il modo migliore per integrare il cda con i rappresentanti di Vivendi: il pdg Arnaud de Puyfontaine e Stéphane Roussel, ex ad di Sfr,prima della cessione a Numericable. Intanto è slittato ancora una volta l’avvio del piano sulla banda larga: non sarà possibile, ha ammesso il sottosegretario Alberto Giacomelli, procedere alla riforma con un decreto legge.

BANCHE IN TRINCEA. INTESA VARA LA NUOVA FIDEURAM

Dopo l’euforia di venerdì, per il settore bancario si profila una giornata all’insegna della massima tensione in tutta Europa. In questa cornice continuano i lavori nel cantiere di Intesa. Il 1° luglio debutterà la nuova Fideuram in cui, dopo l’assemblea apposita del 22 giugno, sono state concentrate tutte le attività di Private Banking, compresa la Isp elvetica e la fiduciaria Sirefid. Intanto, al consiglio di sorveglianza di domani verrà consegnato, come rivelato dal presidente Gian Maria Gros-Pietro, il progetto di riforma della governance.

Grandi manovre in casa Mps in vista della nomina del nuovo presidente i sostituzione di Alessandro Profumo. Btg Pactual ha comunicato di aver aumentato, in occasione dell’aumento di capitale, la propria quota al 3,13 % contro l’1,9% precedente. Sempre più probabile l’ingresso nel patto (che conta oltre a Btg la Fondazione con una quota dell’1,55% e Fintech con il 2,74%) della Millennium di Alessandro Falciai che gode del supporto di BlackRock e Fidelity.

In settimana si terrà l’asta sull’inoptato dell’aumento Carige, peraltro sottoscritto al 99,83%. Dopo l’operazione la famiglia Malacalza è salita al 17% dal precedente 14,9%. Secondo socio è il finanziere Gabriele Volpi con il 5,5%. 

RCS LIBRI, ARRIVA L’OFFERTA MONDADORI

Stamane, dopo una lunga due diligence, la casa editrice presieduta da Marina Berlusconi dovrebbe presentare la proposta di acquisto di Rcs Libri. L’offerta dovrebbe aggirasi tra i 130 e i 150 milioni. Intanto Fininvest ha celebrato il ritorno all’utile: 9,9 milioni dopo due anni in profondo rosso condizionati dalle conseguenze del lodo Mondadori. In calo di 500 milioni l’indebitamento, ridotto ad un miliardo. Pesa no ancora i conti in rosso del Milan, alla vigilia della possibile cessione di una quota al magnate thailandese Bee.

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Categories: Finanza e Mercati