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Goldman Sachs, Sos Trump: 3 grosse grane

Solo qualche settimana fa gli analisti gonfiavano le loro previsioni sulle aspettative che il presidente Trump avrebbe portato spazzando via la corporate tax reform e, in generale, dalla sforbiciata ai vincoli regolamenti e dai nuovi stimoli fiscali. Dopo due settimane di presidenza, però, Trump si è concentrato principalmente su commercio e immigrazione, portando ad un sostanziale riesame, da perte degli analisti delle banche, più vicina alle preoccupazioni manifestate prima delle elezioni presidenziali riguardo all’impatto incerto di Trump su mercati e crescita economica.

“Dopo le elezioni – secondo la nota diffusa dagli economisti di Goldman Sachs guidati da Alec Philips – c’era stato un sentiment positivo tra investitori, compagnie e consumatori, che suggeriva che la probabilità di tagli alle tasse e di attuazione di regolamenti più semplici fosse vista come più alta che la possibilità di restrizioni a commercio e immigrazione. In questo momento invece questa percezione sembra essersi ribaltata”.  Nella foto, il grafico di Bloomberg Politics aggiornato con, in rosso, le regioni a maggior rischio politico.

 

Sono tre le ragioni chiave per un tono più cauto.

1. Le difficoltà del Congresso di sostituire l’Obamacare sono sintomatiche
Gli sforzi in salita dei repubblicani per sostituire l’Affordable Care Act potrebbero essere una norma invece che un’eccezione. Per gli investitori che si aspettano che il congresso controllato dai repubblicani sia in grado di spingere la propria agenda di riforma delle tasse e stimoli fiscali, queste difficoltà potrebbero essere deludenti. Secondo Philips, il boost fiscale promesso da Trump, “se arriverà, arriverà nel 2018”.

2. La polarizazzione dei partiti politici
Le scelte di Trump in politica estera hanno peggiorato il clima tra repubblicani e democratici, rendendo ancora più complicata la possibilità di una cooperazione tra i partiti.

“Se una cooperazione bipartisan sembrava ancora possibile su alcuni argomenti all’indomani delle elezioni, il clima politico sembra essere oggi più polarizzato che mai, suggerendo che molti argomenti che richiederebbero un supporto bipartisan potrebbero affrontare nuovi ostacoli” scrive Philips.

3. C’è una reale possibilità di una rottura dei mercati
La scelta di Trump di concentrarsi su immigrazione e commercio potrebbe rivelarsi più che dannosa per Wall Street e Corporate America. Potrebbe, anzi, essere distruttiva. “Alcune delle recenti azioni dell’amministrazione Trump servono a ricordarci che il presidente probabilmente seguirà le sue promesse su tali argomenti, alcune delle quali potrebbero essere distruttive per i mercati finanziari e l’economia reale”.

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Categories: Finanza e Mercati