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Giro: lo Zoncolan rilancia Froome, Yates c’è, crolla Aru

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Lo Zoncolan voleva che a domarlo fosse il più grande corridore oggi in circolazione, uno dei più forti in assoluto, e Chris Froome è risorto  dall’anonimato in cui stava sprofondando per firmare una delle sue imprese più belle arrivando tutto solo in cima al prestigioso traguardo. Già ai piedi della montagna più dura d’Europa si fiutava che il Team Sky stesse architettando il colpo che può cambiare il corso dell’ultima settimana del Giro. Per la prima volta si sono visti i compagni di Froome tirare davanti al gruppo dei migliori per forzare l’andatura: una mossa che ha subito messo in allerta la maglia rosa Simon Yates e gli altri uomini classifica. Era l’avviso per tutti che Froome avrebbe dismesso i panni umili e sgualciti di queste prime due settimane di Giro per indossare quelli suoi di sempre, del fuoriclasse che ha vinto quattro Tour. A 4 km dall’arrivo, quando ormai le pendenze a due cifre dell’ascesa avevano fiaccato le gambe di tanti, in particolare di Fabio Aru che tra i big è stato il primo a perdere le ruote, ecco la frullata doc del britannico che crea subito un buco.

A evitare che diventi un baratro ci vuole tutta la pimpante forma di Yates che ingaggia con il connazionale più celebre un appassionante duello, con Froome che mulina le gambe come nei suoi giorni migliori e la maglia rosa che non lo lascia scappare e lo tallona da vicino. Uno spettacolo mozzafiato, che sarà ricordato nelle più belle pagine del Giro. Froome è imprendibile, arriva sul traguardo sfogando una gioia irrefrenabile dopo tante tappe senza alcuna luce. Grande è anche Yates che limita il ritardo a 6” da Froome ma vede allungare il suol vantaggio su Tom Dumoulin, quinto a 37” dopo un’ascesa a suo modo, da cronoman a diesel, sempre regolare senza mai andare fuori giri. L’olandese  è sempre secondo nella generale ma il suo distacco dalla maglia rosa è salito a 1’24”. Prima di Dumoulin arriva anche Domenico Pozzovivo a 23” seguito da Lopez: per l’italiano un’altra convincente prestazione che gli permette di entrare in zona podio scavalcando Thibaut Pinot, sesto sullo Zoncolan a 42” da Froome. 

Quella dello Zoncolan – un totale dominio inglese nel giorno del Royal wedding –  era una tappa attesa per capire chi potrà vincere il Giro e chi invece l’ha già perso. La grande rimescolata l’ha data Froome. Di sicuro a non avere più alcuna speranza di successo è Fabio Aru, dopo un’altra prova deludente che l’ha visto arrancare a fatica arrivando al traguardo 23esimo a 2’23” da Froome. Il suo distacco in classifica supera ormai cinque minuti. Per il sardo l’unico obiettivo può essere un successo di tappa. Ma l’Aru dello Zoncolan non promette niente di buono. Anche per Carapaz è venuto il giorno di un parziale ridimensionamento. L’ecuadoriano resta comunque nella top ten, settimo a quasi 4 minuti. 

Nei quartieri alti del Giro per la vittoria finale, Yates  esce ancora una volta alla grande dal test dello Zoncolan anche se la resurrezione di un big come Froome non lo fa godere più di tanto per il nuovo distacco inflitto a Dumoulin. Ad agitare la maglia rosa più che la tappa di oggi, una frazione dolomitica su colli meno famosi ma sempre con 4mila metri di dislivello da scalare, è la crono di martedì dopo il giorno di riposo. Dumoulin potrebbe anche annullare il distacco che accusa dall’inglese. Ecco perché Yates ieri si rammaricava per non  aver riagguantato Froome, facendosi sfuggire l’abbuono del vincitore. Non è  detto che non ci provi anche oggi.

Ma sulla sua strada, anche in vista della crono, si è messo un gigante come Froome che dopo l’arrivo sullo Zoncolan era felice come un bambino. “Puoi vincere il Giro?”, hanno chiesto a caldo al britannico dopo la grande impresa. Froome  si è limitato a  dire. “Vedremo, il Giro è ancora lungo“ ma dopo il balzo al quinto posto, al padrone del Tour non può non essere tornata la voglia di quella maglia rosa, che finora non ha mai indossato  anche se il il distacco da Yates resta sempre alto: 3’10”. Per il Team Sky una giornata da incorniciare visto che in serata, per effetto del fuso, è arrivata anche la vittoria al Giro della California di Arley Bernal, classe 1997, talentuoso  giovane colombiano che ha dominato questa edizione vincendo per distacco anche le due tappe di montagna. 

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