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Giornata storica per l’Europa: Qe al via. Incognite Fed e Grecia sui mercati

Pesa sull’apertura dei mercati la prospettiva del cambio di rotta della politica della Fed. I dati di venerdì sui nuovi posti di lavoro in Usa hanno condizionato stamane l’apertura delle Borse asiatiche. Cresce l’attesa per un rialzo dei tassi già a giugno. Su Tokyo, sotto dell’1% circa, pesano anche i dati definitivi sul Pil 2014: l’anno si è chiuso con un modesto +0,4%, nonostante gli sforzi dell’Abenomics. In calo anche le Borse cinesi: Hong Kong -0,6%, Shanghai -1%. 

Intanto, è in vista una giornata “storica per l’Europa. Parte stamane il Quantitative easing europeo che prevede acquisti di bond da parte della Bce e delle banche centrali nazionali per 60 miliardi al mese fino al settembre 2016. 

Si riunisce poi l’Eurogruppo per esaminare il piano di Atene, tra l’ostilità dichiarata di Wolfgang Schaeuble per la vaghezza dei propositi enunciati dal governo greco e la volontà di evitare il Grexit di buona parte della comunità. Il ministro delle Finanze Yannis Varoufakis ha sostenuto in un’intervista al Corriere della Sera che, in caso di bocciatura, in Grecia potrebbe tenersi un referendum sulle politiche da adottare in Europa, assieme a nuove elezioni. 

Prendono il via in questo clima le aste di metà mese. Stasera il Tesoro comunicherà l’ammontare dell’offerta per i titoli a medio-lungo termine in programma giovedì 12. Mercoledì è in programma l’asta dei Bot a 12 mesi. 

PIAZZA AFFARI +17,9% DA GENNAIO, S&P PERDE COLPI

In attesa del Qe, a Piazza Affari si è chiusa la quinta settimana consecutiva di rialzo.  Dopo due sedute in calo e tre positive, la performance settimanale dell’indice milanese segna un moderato progresso dello 0,3%, che porta il rialzo da inizio anno a +17,9%. Nella settimana l’indice complessivo delle Borse europee Stoxx 600 è salito dello 0,4%, l’Eurostoxx 50 è ai massimi dal 2008. Anche Francoforte ha ritoccato il record assoluto. ll londinese Ft100 è ad un passo dal primato dal 1999.

Diverso l’umore a Wall Street (comunque ai massimi) e sui mercati emergenti, frenata dalla prospettiva del rialzo dei tassi e dei contraccolpi negati dell’aumento del dollaro. L’indice S&P 500 ha chiuso la settimana in calo dell’1,6%. Più marcata la discesa dell’indice Emergenti -2,3%. Da oggi viene introdotta in Usa l’ora legale. Le contrattazioni nella Borsa Usa cominceranno alle 14.30 (ora italiana) per chiudersi alle 21.30.

DOLLARO-EURO, IN VISTA L’AGGANCIO NEL 2015 

Si è rafforzato il dollaro a 1,085 contro l’euro, da 1,103 di ieri sera e da 1,119 di una settimana fa: in cinque sedute il biglietto verde è salito del 3% contro la moneta europea. Gli analisti non si chiedono più se si arriverà alla parità tra euro e dollaro, bensì quando. Per Ing e Barclays l’aggancio sarà raggiunto tra nel 2015. Morgan Stanley, Goldman Sachs e Citigroup l’incontro avverrà nel 2016. Molto dipenderà, naturalmente, dall’avvio dell’aumento dei tassi Usa. La decisione è senz’altro più vicina dopo il dato sui payrolls Usa, da cui emerge un aumento dell’occupazione più forte del previsto. 

La curiosità sarà soddisfatta tra dieci giorni, quando uscirà i comunicato della Fed al termine della riunione sui tassi: se non si farà più cenno alla “pazienza” della banca centrale, vorrà dire che il costo del denaro salirà a giugno o ad ottobre, data dei prossimi meeting. La banca nazionale svizzera spingerà i tassi di interesse in terreno negativo con l’obiettivo di fermare la rivalutazione del franco nei confronti dell’euro. L’anticipazione è stata pubblicata da Schweiz am Sontag. 

DECOLLANO I CORPORATE BOND, SPUNTA L’OBBLIGAZIONE CDP 

L’attesa del calo dei rendimenti sta stimolando le emissioni delle società private, motivate spesso dall’obiettivo di sostituire con obbligazioni per loro più vantaggiose prestiti sottoscritti in passato. Sul mercato secondario registrano rendimenti molto bassi il bond di Terna (scadenza febbraio 2018) che rende lo 0,48% seguito da Atlantia (0,549% scadenza novembre 2018) o Eni (0,649%, scanza aprile 2019). 

C’è molta attesa stamane per il varo del primo bond rivolto al mercato retail della Cassa Depositi e Prestiti. In sottoscrizione da oggi al 27 marzo: importo 1 miliardo (elevabile a 1,5 miliardi), durata sette anni, taglio minimo 1.000 euro. Il titolo, soggetto all’imposta sostitutiva del 12,5%, avrà per i primi due anni una cedola trimestrale lorda pari all’1,75%, variabile per i cinque anni successivi con uno spread sopra l’Euribor trimestrale. A differenza dei buon fruttiferi postali sarà quotata sul MoT.

APPLE PRESENTA L’IWATCH. OBIETTIVO: MILLE MILIARDI IN BORSA

Stasera Tim Cook svelerà a 750 giornalisti invitati allo Yerba Buena Center of the Arts di San Francisco i segreti del nuovo iWatch, l’ultima meraviglia di Apple cui è affidata la missione di spingere la capitalizzazione della Mela oltre i mille miliardi di dollari. Il nuovo “tool”, secondo le anticipazioni, avrà tre punti di forza: precisione al millisecondo; un lettore del ritmo cardiaco; la possibilità di mandare messaggi ai possessori di altri iWatch. Sarà anche possibile leggere e-mail con un’occhiata al polso, senza usare lo smartphone. 

RIFLETTORI ACCESI SUI CDA DI ENI ED UNICREDIT 

Settimana ricca di consigli di amministrazione per le società di piazza Affari. Domani si terrà il cda di Saipem. Mercoledì sarà la volta di Ubi banca. Giovedì appuntamento con Enel Green Power, Generali, Snam e con il cda di Unicredit, che esaminerà le novità in vista del rinnovo del vertice all’assemblea del 13 maggio. I consiglieri dovrebbero scendere da 19 a 17 con possibile riduzione dei vicepresidenti, oggi quattro. La componente femminile salirà in virtù delle quote roda da 4 a 6. Venerdì sarà la volta di Eni che illustrerà il bilancio consolidato e l’aggiornamento del business plan.

GENERALI, NON E’ ESCLUSA LA SUPER CEDOLA

Riflettori accesi sulla riunione di consiglio delle Generali che, in settimana, esaminerà l’ammontare del dividendo da distribuire ai soci. Cresce nel mercato l’attesa di un pay out ratio tra il 50 ed il 60%, con la distribuzione di una cedola superiore a quella dell’anno scorso (0,45 euro). Grazie ai flussi di cassa delle controllate, la riduzione del debito ed il rafforzamento del patrimonio, la compagnia dispone di una cassa attorno a 1,5 miliardi. In grado di alzare l’asticella della edola a 0,58 euro. 

RAI WAY, CONTINUA LA SFIDA DELLE TORRI

Stamane Ei Towers consegnerà all’Antitrust le informazioni richieste per completare le “informazioni gravemente incomplete” sull’Opas lanciata su Rai Way. L’autorità avrà poi 45 giorni per valutare nel merito l’offerta. Intanto, i due titoli hanno ritoccato venerdì i massimi in piazza Affari, a conferma che il mercato ritiene che, nonostante il no del Governo alla cessione della maggioranza assoluta, il polo delle torri resti d’attualità. La controllata di Mediaset potrebbe introdurre modifiche all’offerta purché, come ha detto l’ad Guido Barbieri, “restassero inalterati la valenza industriale e i ritorni finanziari del progetto”. La più gettonata è la “formula Terna”: una società in cui far confluire (con quote paritarie) le attività degli operatori, indipendente grazie all’ingresso dei fondi e della Cdp nel capitale. 

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Categories: Finanza e Mercati